La Lega non approva un impegno per la libera circolazione in Svizzera

“La Lega ha una doppia faccia sull’atteggiamento della Svizzera e del Canton Ticino in particolare, a proposito dei frontalieri e dei padroncini, appena messi alla gogna dal Gran Consiglio ticinese”, lo dice senza mezzi termini Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e componente della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica. Quest’ultima si è riunita oggi, giovedì 13 marzo 2014, per discutere il documento sul Programma di lavoro della Commissione europea per il 2014, rispetto al quale i Gruppi politici possono presentare delle raccomandazioni.

“La nostra è chiaramente indirizzata alla tutela dei frontalieri e quindi della libera circolazione dei lavoratori, considerata uno dei valori fondamentali dell’Unione europea, quella su cui si fonda il mercato unico – spiega Gaffuri –. In particolare, le nostre indicazioni chiedevano che Regione Lombardia ribadisse l’importanza di questa libertà per lo sviluppo delle relazioni anche con la Svizzera, così come riconosciuto e definito nell’Accordo tra la Confederazione elvetica, la Comunità europea e i suoi Stati membri. Inoltre, aggiungevamo che la Regione dovesse sottolineare la necessità che la Svizzera mantenesse gli impegni presi, rigettando qualunque limite quantitativo per i lavoratori frontalieri”.

Il documento che il Pd ha presentato oggi in Commissione parlava anche di “valido contrasto al fenomeno del dumping salariale, ma in capo alla stessa Svizzera, di abolizione di qualsiasi discriminazione, fondata sulla nazionalità, tra i lavoratori, per quanto riguarda l’impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro, e di impegni da rispettare in materia di prestazione di servizi”, riferiti, dunque, ai padroncini.

 

“Ma sia la presidente leghista della Commissione che il suo collega della Lista Maroni che faceva da relatore, non ne hanno voluto sapere di prendere questi impegni, stretti come sono tra la necessità di rispondere ai frontalieri e il bisogno di andare d’accordo con i leghisti ticinesi – incalza Gaffuri –. E d’altra parte, approvare una simile raccomandazione avrebbe voluto dire considerarsi a pieno titolo parte dell’Europa, appartenenza che la Lega e il presidente Maroni non condividono affatto”.

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