Tavolo tecnico in Regione sulla Milano – Chiasso

Si è tenuto a Palazzo Lombardia un tavolo tecnico relativo alle modifiche d’orario dei treni da Zurigo a Milano, e viceversa, dal prossimo giugno. All’incontro hanno partecipato i funzionari responsabili del trasporto ferroviario regionale, le società Trenord, Trenitalia e Rfi, i rappresentanti dei comitati pendolari della tratta Milano – Chiasso e i delegati degli enti locali interessati. Rispetto a quanto prospettato negli scorsi mesi, saranno ancora cinque i treni da Zurigo e Lucerna e quattro verso le città svizzere che fermeranno a Como durante la giornata. La stazione lariana non vedrà però la sosta di sette convogli che fermeranno unicamente a Chiasso. Favorita dal nuovo orario sarà al contrario Monza che, acquistando sette fermate EuroCity, diventa di fatto la prima stazione italiana dopo la frontiera. Con il nuovo orario si libereranno slot che permetteranno l’attivazione di cinque nuove corse Tilo (10.50, 16.50, 18.50 da Como verso Sud e 17.10 e 19.10 da Milano verso Nord) per un costo per la Regione di 1,5 milioni di euro all’anno.

“Il nuovo schema lascia aperto però una questione di cui anche la regione è consapevole – dichiara il consigliere regionale del PdLuca Gaffuri, presente all’incontro –  da giugno l’EuroCity operato da Trenitalia con partenza da Milano Centrale alle 7.10 verso Zurigo è già cessato, non verrà ripristinato e non potrà essere sostituito da Trenord o Tilo per ragioni industriali in quanto le due aziende non hanno treni disponibili a quell’ora da dedicare a un nuovo servizio. Restano così a piedi i pendolari, milanesi e comaschi, che ora utilizzano il treno per raggiungere in tempo utile, e quindi prima delle 9.00, il posto di lavoro a Lugano e Bellinzona. Altro aspetto da non sottovalutare è su un tratto ferroviario già molto trafficato come la Milano-Chiasso, con il cambio orario, la Regione rinuncia a completare il cadenzamento semiorario della linea S11 Chiasso-Como-Milano Porta Garibaldi, il treno regionale che ferma in tutte le stazioni locali”.

I soggetti presenti hanno riconosciuto alla Regione di avere operato per ridurre i problemi che si stavano profilandosi ad esempio con l’aumento delle corse Tilo ma “bisognerà garantire la presenza del personale viaggiante per evitare che, come verificatosi già in numerosi casi, i convogli partano con carrozze chiuse e conseguente sovraffollamento di quelle aperte – continua Gaffuri –  anche perché è prevedibile che le aumentate frequenze del Tilo attireranno nuova utenza”.

Qualche dubbio è stato espresso poi sulla possibilità di assicurare la puntualità dei regionali S11 visto che con il nuovo orario ogni minimo problema di puntualità dei convogli EC potrebbe rendere ancora più precaria la situazione dei regionali. “Chiasso si configurerà sempre più come stazione internazionale di Como e del Lario quindi occorrerà verificare alcune cose per evitare che si verifichino inconvenienti –  spiega ancora l’esponete comasco del Pd -. Sarà possibile e a quali condizioni che i taxi italiani si attestino alla stazione in territorio elvetico? E i bus urbani di Como potranno collegare la città e la stazione di Chiasso, visti i problemi verificatisi in dicembre nella località varesina di Porto Ceresio dove, per incertezze sul regime delle autorizzazioni sui due lati del confine, la polizia italiana ha sequestrato il bus svizzero che effettuava il servizio di linea dalla stazione ticinese di Capolago?”

Gaffuri, inoltre, ha ricordato che in vista del potenziamento dello scalo ferroviario e del nuovo parcheggio d’interscambio a Camerlata, il ripristino del servizio Tilo, recentemente soppresso, è questione rilevante: “a questo scopo – sottolinea – Regione Lombardia potrebbe pensare di utilizzare una parte dei ristorni dei frontalieri non assegnati ai comuni di confine, che ora vanno alle province”.

Ultima questione affrontata riguarda i servizi che la Lombardia, in collaborazione con il Ticino, intende realizzare da Como a Varese, via Mendrisio. “Per essere efficaci non possono prevedere, com’è stato ventilato da più parti, la necessità per i passeggeri di effettuare un cambio di convoglio. Su mia richiesta abbiamo avuto rassicurazioni sul fatto che non sarà necessario cambiare treno”, conclude Gaffuri. L’assessorato ha preso atto delle considerazioni espresse e, rimarcando l’impossibilità di apportare ulteriori modifiche per l’introduzione dell’orario estivo a giugno, ha sottolineato che l’intenzione è quella di proseguire il confronto e la collaborazione in campo ferroviario con il Ticino.

Articolo scritto in Mobilità e con i tag , , , , .



Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>