Erogazioni per compensazioni ambientali: Como, una Provincia assente

Diciotto milioni di euro congelati nei forzieri di Villa Saporiti. Diciotto milioni che, in parte,  aspettano anche da due anni di essere destinati a interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico, ma anche per il recupero ambientale. Sono soldi erogati per quelle che, in  termine tecnico, si chiamano «compensazioni ambientali». In pratica soldi che arrivano da grossi cantieri, ad esempio la terza corsia dell’autostrada A9 o infrastrutture come la  Pedemontana e la tangenziale di Como e dalle sanzioni per il disboscamento. Quei fondi, in diverse tranche, sono arrivati nelle casse di Villa Saporiti e lì sono rimasti, con il rischio -  tutt’altro che remoto – che l’amministrazione provinciali si trovi addirittura a doverli restituire alla Regione se non li utilizza. «L’impressione è quella di una Provincia inattiva rispetto a questa situazione, ha lasciato andare le cose accumulando risorse che hanno ambiti di stanziamento vincolato». A dirlo è il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri: «Avrebbero anche potuto valutare l’ipotesi di sforare il patto di stabilità. Penso che nei prossimi giorni sia importante chiarire con la Regione se il termine dei 3 anni per l’utilizzo dei fondi è o meno perentorio. La Provincia deve poi presentare un piano finanziario che dia certezze ai Comuni e agli enti di quando potranno essere impegnati risorse. Da sempre chiediamo che i fondi legati al dissesto idrogeologico vengano tolti dal patto e quello che sta
succedendo in Italia in questi giorni non può che avvalorare questa necessità».

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