Approvate alla Camera le norme sul contrasto alla violenza di genere

violenzaApprovato ieri alla Camera dei Deputati il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere. (C. 1540-A). Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

Qui sotto l’approfondimento a cura dei Deputati PD sulle misure adottatecontro la violenza di genere.

 

VIOLENZA DI GENERE: DALLA PARTE DELLE DONNE

a cura deiDeputati PD

Lavoro digruppo per fatti concreti

 

Il 27 giugno 2013, il Parlamento ha approvato all’unanimità la ratifica della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e laviolenza domestica. Contestualmente, la Camera ha approvato, sempre all’unanimità, una mozione unitaria, la mozione 1-00067, che ha impegnato il governo ad adottare, sostenere ed accelerare ogni iniziativa normativa volta a recepire nell’ordinamento interno il contenuto della Convenzione di Istanbul, tra l’altro tramite la creazione di unOsservatorio permanente nazionale (nel quale convergano flussi stabili di dati sulla violenza, provenienti dai vari Ministeri coinvolti, dall’Istat, dai centri antiviolenza e da istituzioni pubbliche e private) ed il ripristino e l’implementazione del fondo a sostegno del Piano nazionale di azione contro la violenza sulle donne.

 

La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta ad Istanbul l’11maggio 2011, è il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante,volto a creare un quadro normativo completo a tutela delle donne contro qualsiasiforma di violenza.

La Convenzione interviene specificamente anche nell’ambito della violenza domestica, che non colpisce solo le donne, ma anche altri soggetti, ad esempio bambini ed anziani, ai quali altrettanto si applicano le medesime norme di tutela.

La Convenzione precisache la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani e dà una forma di discriminazione.

La Convenzione non è ancora entrata invigore, non essendo stata ratificata da un numero sufficiente di Stati. Tuttavia, la sua funzione di indirizzo è innegabile e il decreto legge, varato dal Governo, ne costituisce una formadi adeguamento anticipato.

 

Il decreto varato dal Governo il 14 agosto 2013 contenente, tra le altre, norme per il contrasto della violenza di genere, ha mantenuto l’impegno.

 

Questo decretorappresenta un punto di partenza, molto importante, per un pieno recepimentodella Convenzione di Istanbul nel nostro ordinamento.Sicuramenteresta ancora tanto da fare, ma è comunque un cambiamento radicale sul tema, èun chiarissimo segnale di lotta senza quartiere al fenomeno del femminicidio econtro ogni forma di violenza sui più deboli.

 

L’impianto del decreto è basato su tre pilastriprevenire la violenza di genere,punirla in modo certo e proteggere le vittime.

 

LAPREVENZIONE E LA PROTEZIONE

L’esame parlamentare ha migliorato notevolmente il testo originario presentato dal Governorafforzando, in particolar modo, le misure di prevenzione della violenza e le misure di tutela delle donne minacciate e colpite. La questione della violenza di genere non è solo una questione di ordine pubblico, bensì una questione di rapporto tra uomo e donna. Infatti, il grande limite della proposta iniziale del Governo era di partire a risorse invariate. Con gli emendamenti approvati si è avviata un’inversione di tendenza, che il Governo si è impegnato a confermare con maggiori stanziamenti, con la prossima legge di stabilità.

 

Adesso ci sono 20 milioni per il 2013 – 10 milioni per il Piano contro la violenzae 10 milioni per i centri e le case rifugio – 7 milioni per il 2014 e, dal2015, il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunitàdiventa strutturale, con una dotazione iniziale di 10 milioni annui.

 

Questo Fondosarà ripartito in sede di Conferenza Stato-Regioni con il pieno coinvolgimento degli enti locali e delle associazioni, seguendo i criteri del numero deicentri antiviolenza pubblici e privati già esistenti in ogni regione, della necessità di riequilibrare la presenza dei centri antiviolenza e delle case-rifiugio, riservando comunque un terzo dei fondi disponibili ai nuovi centri.

 

Un altro punto qualificante su cui ha lavorato la Camera è stato l’istituzione del Piano nazionale di contrasto a molestie e violenza sessuale e di genere. Si decide, cioè, che il primo dei diritti umani, l’inviolabilità del corpo e della libertà femminile, non è più delegato – questo è il punto – alla transitorietà di un Esecutivo e di maggioranze mutevoli.

 

La Camera ha inoltre modificato le finalità del Piano

 

Sul lato della prevenzione, il Piano ha lo scopo di prevenire il fenomeno della violenza contro le donne, di sensibilizzare gli operatori dei settori dei media perla realizzazione di una comunicazione e informazione, anche commerciale, rispettosa della rappresentazione di genere e, in particolare, della figura femminile, anche attraverso l’adozione di codici di autoregolamentazione da parte degli operatori medesimi ma, soprattutto, di promuovereun’adeguata formazione del personale scolastico, e nei cosiddetti “programmi scolastici, in relazione e contro la violenza e la discriminazione di genere ”.

 

Sul lato della tutela, il Piano ha lo scopo di potenziare le forme di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli, attraverso modalità omogenee di rafforzare la rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e i servizi di assistenza alle donne vittime di violenza, di formare le professionalità che entrano in contatto con la violenza di genere e lostalking, di promuovere la collaborazione tra istituzioni e ministeri e azioni di recupero edi accompagnamento di uomini violenti, al fine di favorirne il recupero elimitare i casi di recidiva.

 

LA TUTELA PENALE

Il cambiamento culturale si attua però anche attraverso il diritto penale, senza che con ciò si voglia affermare in maniera neo-paternalistica la fragilità delle donne. Le donne hanno però bisogno di strumenti che consentano loro di salvaguardare la propria libertà e incolumità. Fino ad ora, sono 51 le donne perseguitate che, grazie al decreto, hanno visto arrestare i loro carnefici.

Fonte: inchiesta repubblica.it del 26 settembre 2013

 

Quali sono gli strumenti a tutela delle donne e dei bambini e adolescenti che sono anch’essi vittime incolpevoli?

 

1.    L’aggravante generale per la cosiddetta “violenza assistita”.

Il decreto introduceva l’aumento della pena,per il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi, se alla violenzaassiste un minore di anni 18 (la cosiddetta “violenza assistita”, uno deifattori di rischio principali per la trasmissione intergenerazionale dellaviolenza). La Camera ha ritenuto di introdurre un’aggravante generale per tutti i reati connotati da violenza fisica, oltre che per il delitto di maltrattamenti in famiglia, commessi in danno o in presenza di minori o indanno di donne in stato di gravidanza.

Si è così data piena attuazionedell’articolo 46 lettera D) della Convenzione di Istanbul.

 

2.   Rilevanzadella relazione affettiva.

A prescindere dalla convivenza o dal vincolomatrimoniale attuale o pregresso, la relazione affettiva assume rilevanza sul piano del diritto sostanziale. In pratica, l’esistenza diuna relazione affettiva sarà un dato rilevante per l’applicazione di aggravanti odi misure di prevenzione (ammonimento). Inoltre, è stata introdottal’aggravante se a farestalking è il coniuge, a prescindere dal fattoche sia legalmente separato o divorziato.

 

3.   Aggravatala violenza sessuale verso minori e donne incinte.

Passa da 6 a 12 anni la pena prevista per il delitto di violenza sessuale nei confronti di un minore di anni 18 (età innalzata aseguito dell’esame parlamentare), nei confronti delle donne incinte e nei casiin cui a commettere la violenza sia il coniuge (anche separato o divorziato), ouna persona che sia o sia stata legata alla vittima da una relazione affettiva,anche senza convivenza.

 

4.   Comunicazioni al Tribunale per iminorenni.

La Camera ha rafforzato gli obblighi di comunicazione del Procuratore della Repubblica nei confronti delTribunale dei minori, anche ai fini dell’adozione di provvedimenti di decadenzadella potestà genitoriale e di condotta pregiudizievole ai figli, in tutti icasi in cui siano commessi reati di maltrattamenti in famiglia, violenza carnale aggravata e stalking, a danno del minore o dell’altro coniuge.

 

5.  Stalking: regime della querela eaumento delle pene.

Sul punto la Camera ha raggiunto una soluzione mediana tra chi sostiene che la irrevocabilità della querela sia un modo per evitare che la vittima la ritiri per paura delle minacce o per ripensamenti legati a meccanismi psicologici di giustificazione e tra chi invece sostiene che, in assenza di altri interventi sistematici a sostegno della vittima, la irrevocabilità della querela non siasufficiente a rafforzare la volontà e la determinazione della donna nell’interrompere la situazione di violenza.

La soluzione adottataprevede che la remissione della querela nel reato di stalkingpuò esserefatta solo di fronte all’Autorità giudiziaria, quindi durante il processo.

Inoltre, si è stabilito che la querela è irrevocabile in tutti i casi in cui lo stalking si realizza attraverso minacce reiterate e gravi (ad esempio con l’uso delle armi).

In sostanza, si tutela la vittima perché la donna, con l’irrevocabilità, non è più soggetta alle pressioni dello stalker per il ritiro della querela ed è garanzia anche dell’indagato, per il contenuto di deterrenza che l’irrevocabilità contiene nei confronti delle querele strumentali o palesemente infondate.

La pena per il reato di stalking è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge,ancheseparato o divorziato, o anche da una persona legata alla vittima da relazione affettiva, o quando gli atti persecutori sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici.

 

6.   Le misure di prevenzione e protezione.

Vietato il porto d’armiinsede di ammonimento pre-processuale da parte del Questore, l’autorità di pubblica sicurezza deve adottare, senza più discrezione, anche iconseguenti provvedimenti in tema di armi e munizioni e vietare il porto d’armi. Si dà attuazione, così, agli articoli 51-53 della Convenzione di Istanbul.

 

Obbligo di informativa emessa in contatto con strutture di accoglienzasi è esteso l’obbligo di informativa e di messa in contatto con strutture di accoglienza da parte di forze dell’ordine, presidi sanitari e istituzioni pubbliche che ricevono dalla vittima notizia del reato, non solo con riferimento al delitto di atti persecutori ma anche per una serie di reati chevanno dai maltrattamenti in famiglia alla violenza sessuale, alla riduzione inschiavitù, alla prostituzione minorile.

 

Allontanamento del partnerviolento: è stata introdotta la possibilità dell’adozione delprovvedimento cautelare di allontanamento del partner violento dallacasa familiare, oltre che per i reati già previsti, anche se si procede perlesioni personali, limitatamente alle ipotesi procedibili d’ufficio o comunqueaggravate, e minacce gravi o aggravate in danno dei prossimi congiunti o delconvivente, introducendo anche la possibilità di utilizzare strumenti informatici e strumenti elettronici specifici per il controllo dell’indagato.

 

Allontanamento d’urgenza dalla casa familiareè stata introdottala misure pre-cautelare che prevede che le forze di polizia hanno facoltà di disporre, in caso di flagranza, previa autorizzazione del pubblico ministero, scritta, oppure resa oralmente e confermata per iscritto, o per via telematica, l’allontanamento urgente dalla casa familiare con il divieto diavvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima, ove sussistano fondati motivi per ritenere che sia a rischio la vita o l’integrità fisica o psichica della vittima.

 

Arresto in flagranzaè previsto l’arresto obbligatorio in flagranza anche per delitti di maltrattamento familiare e stalking.

 

Intercettazioni telefonichela Camera ha introdotto la possibilità di utilizzare leintercettazioni telefoniche per i casi di stalking.

 

Obbligo di informazionealla vittimala vittima deve essere informata, sin dai primi atti del procedimento, della facoltà di nominare un difensore di fiducia e di accedere al gratuito patrocinio, delle richieste, adozione e modifica dei provvedimenticautelari e coercitivi riguardanti l’autore delle violenze. In sostanza, inattesa di una riforma più organica che valorizzi la vittima nella faseinvestigativa, in linea con la direttiva 2012/29/UE, sono stati introdotti una serie di primi interventi strutturali che possono garantire maggiormente la vittima di essere informata sui suoi diritti fin dal primo contatto conl’autorità procedente e, dall’altro, di venire a conoscenza delle scelte operate circa il non esercizio dell’azione penale, o quando l’indagato viene scarcerato, o comunque nei casi in cui vi sia modifica delle misure cautelari e coercitive da cui ne possa derivare un potenziale pericolo.

 

Testimonianzesonostate poi previste particolari modalità di assunzione della testimonianza per i minori vittime di maltrattamenti in famiglia, con la possibilità di estendere questa misura anche ai maggiorenni, se particolarmente vulnerabili,mediante l’uso di un vetro specchio e di un impianto citofonico. Inoltre, la Camera ha inserito procedimenti per i delitti di maltrattamenti in famiglia, adescamento di minori, atti persecutori, tra cui o per i quali la poliziagiudiziaria, laddove vi siano minori da sentire, debba avvalersi di un espertoin psicologia o psichiatria infantile.

 

Corsia preferenziale e gratuito patrocinio: provvedimenti vengono presi anche perquanto riguarda la protezione della vittima durante l’iter processuale. Ai processi che vedono le donne oggetto di violenza viene infatti data corsia preferenziale ed è stato introdotto il gratuito patrocinio per le vittime di stalking,maltrattamenti in famiglia, mutilazioni genitali femminili e violenza sessualedi gruppo.

 

Ammonimento del Questorenei casi in cui alle forze dell’ordine sia segnalato un fatto riconducibile al reato di lesioni personali punibili a querela della persona offesa, consumato o tentato, e percosse nell’ambito di violenza domestica, il Questore, anche inassenza di querela, può procedere, assunte le informazioni necessarie daparte degli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti,all’ammonimentodell’autore del fatto. Analogo provvedimento di ammonimento è adottato anche se la segnalazione proviene dai servizi sociali o dai centriantiviolenza. Al fine di far emergere il fenomeno sommerso delle violenze domestiche, secondo quanto previsto dall’articolo 27 della Convenzione diIstanbul, è stata garantita l’omissione delle generalità del segnalante (lasegnalazione però è utilizzabile solo per l’avvio del procedimento) e ilbeneficio della omissione viene meno se la segnalazione risulta manifestamente infondata. Ciò a garanzia di un’attività puntuale di riscontro che il Questore dovrà compiere per poter procedere all’ammonimento. Sono escluse le segnalazioni anonime. È stato previsto l’obbligo per il Questore, in sede di ammonimento, di informare senza indugio l’autore del fatto circa i servizi disponibili sul territoriocome individuati dal Piano, finalizzati adattività di sostegno e recupero nei confronti dei maltrattanti.

 

Sospensione della patenteilquestore può richiedere al Prefetto del luogo di residenza del destinatariodell’ammonimento l’applicazione della misura della sospensione della patentedi guida per un periodo da uno a tre mesi.

 

7.  Definizione di «violenza domestica».

Ispirandosi alla definizione contenuta nella Convenzione di Istanbul, la norma stabilisce che tale formadi violenza è riferibile «a uno o più atti gravi ovvero non episodici, diviolenza fisica, sessuale, psicologica od economica, che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o persone legate da relazione affettiva in corso o pregressa, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima».

 

8.   Permesso di soggiorno per motiviumanitari.

È stato introdotta un’altra figura di permesso di soggiorno per motivi umanitari per le vittime straniere che subiscano violenze nel contesto “domestico” delle relazioni affettive. La finalità del permesso di soggiorno è consentire alla vittima straniera di sottrarsi alla violenza. In particolare, si prevede il rilascio di un permesso di soggiorno allo straniero, ove fossero riscontrate violenze domestiche o abusi nei confronti di uno straniero nel corso di operazioni di polizia, indagini o procedimenti penali,per uno di una serie di reati elencati, o nel corso di interventi assistenziali dei servizi sociali specializzati nell’assistenza delle vittime di violenza. Deve anche emergere che il tentativo di sottrarsi alla violenza, ovvero la collaborazione alle indagini preliminari o al procedimento penale, e spongonol’incolumità della persona offesa straniera ad un concreto ed attuale pericolo.Le disposizioni sul per messo di soggiorno per le vittime di violenza domestica si applicano anche ai cittadini di Stati membri dell’Unione europea e ai loro familiari. Nel corso dell’esame parlamentare è stata introdotta una disposizioneche prevede la revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione, quale misura sanzionatoria nei confronti dello straniero condannato anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di patteggiamento, per uno dei delitti connessi alla violenza domestica.

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