Riparte il futuro

parlamentoOggi, 24 giugno 2013 scadono i primi 100 giorni della nuova legislatura parlamentare fissati da “Riparte il futuro”, la pi ù grande campagna contro la corruzione organizzata in Italia promossa da Gruppo Abele e Libera, come tempo limite per chiedere la modifica dell’articolo 416-ter del Codice Penale che disciplina lo scambio elettorale politico-mafioso, potenziandone l’efficacia.

 

“Il braccialetto bianco che indossiamo è un simbolo, che testimonia la nostra convinta adesione alla campagna anticorruzione indetta da Libera eGruppo Abele nata in fase elettorale e giunta ora ad un passo dal suo primo obiettivo, la riforma dell’articolo 416-ter del Codice Penale riferita allo scambio politico-mafioso”. Lo dichiarano i due parlamentari comaschi del PD, Chiara Braga e Mauro Guerra.

 

“Come ‘Braccialetto bianco’ e componente dell’’Intergruppo parlamentare dei Braccialetti Bianchi’’, – afferma  la Braga - ribadisco il mio impegno affinché la legalità e la trasparenza dell’azione politica e amministrativa in ogni campo prevalgano sul malaffare e l’aggiramento delle regole. L’avvio faticoso della legislatura e la prova non facile del Governo non può far venir meno l’impegno del Parlamento nel portare a rapida approvazione la modifica dell’articolo 416-ter, perché anche da misure come questa passa la ricostruzione di credibilità e l’attrattività di occasioni di sviluppo per il nostro Paese”.

 

“Ciascuno di noi, – aggiunge Guerra - sia politico, amministratore che semplice cittadino deve fare la sua parte. C’è bisogno di colpire più in profondità la corruzione nel nostro Paese, un crimine che distrugge la societ à, l’economia e le speranze di chi vuole ricostruire il futuro di un’Italia giusta e libera.  Circa 300 parlamentari di tutti gli schieramenti politici si sono impegnati, grazie anche alla campagna e alla petizione promossa da “Riparte il Futuro”, a estendere il reato di voto di scambio politico-mafioso non solo tra voto e denaro  ma anche tra voto e altre utilità o favori come le promesse di informazioni su appalti, posti di lavoro e favori illegittimi”.

 

“Un  primo e importante segnale, punto di partenza – concludono i due esponenti democratici – della battaglia contro la corruzione e l’illegalità che in primis noi parlamentari responsabilmente ci sentiamo di  portare avanti per far ripartire il futuro del Paese”.

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