Como San Giovanni, quale futuro?

Como San Giovanni“Mi chiedo quale sia la visione strategica che si vuole avere per la stazione di Como San Giovanni. Prima si afferma che la principale stazione del capoluogo lariano sarà oggetto di un quanto mai doveroso e necessario restyling che, tra l’altro, finalmente permetterà all’immobile di superare la presenza delle numerose barriere architettoniche dell’immobile, e poi si annuncia che da domenica prossima 15 giugno, e fino al 15 settembre, la domenica ed i festivi gli sportelli della biglietteria saranno chiusi. Proprio quando c’è maggiore afflusso turistico in Como la decisione delle nostre ferrovie è quella di procedere alla chiusura degli sportelli lasciando i malcapitati turisti o chi deve prendere il treno in balia solo dei distributori automatici. Una decisione che certamente non va nella direzione di una città turistica”. Il Consigliere regionale comasco Luca Gaffuri ha accolto con stupore e scetticismo quest’ultima decisione che priva lo scalo ferroviario del capoluogo di un altro servizio importante. “A pochi giorni dal progetto di nuovo orario predisposto dall’Ufficio Federale dei Trasporti svizzero che, nell’ottica di una revisione degli orari, starebbe ipotizzando di non prevedere più la fermata a Como di numerosi intercity, la decisione di chiudere i giorni festivi la biglietteria costituisce un nuovo danno di immagine alla nostra città che in estate vede visitatori arrivare e partire di continuo. Si tratterebbe di due episodi gravi per Como anche in ottica turistica volgendo la nostra attenzione al pubblico previsto a Milano in occasione di EXPO 2015”. Gaffuri, però, non ha intenzione di lasciare che questa serie di eventi negativi continui: “Sto predisponendo un’interrogazione da presentare all’Assessore ai Trasporti di Regione Lombardia affinché, almeno dal punto vista lombardo, si faccia chiarezza su quale è il ruolo che Como San Giovanni debba detenere all’interno del sistema ferroviario e perché Regione Lombardia cerchi di avere un ruolo significativo come interlocutore anche con le autorità della vicina Svizzera in modo da non subire passivamente ogni decisione che riguarda il servizio ferroviario internazionale che fa capo anche a Milano”.

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