No ai rinvii. Pagamenti semplici e immediati alle imprese

“Il rinvio da parte del Consiglio dei Ministri dell’approvazione del decreto “sblocca crediti” è un fatto molto preoccupante, che genera ulteriori dubbi e confusione in un momento in cui tanto le imprese quanto i Comuni avrebbero invece bisogno di certezze e di indicazioni chiare su come procedere rapidamente e con semplicità a pagamenti che sono dovuti e che trovano integrale copertura nei bilanci degli enti locali”. Lo affermano Mauro Guerra e Lorenzo Guerini, deputati del gruppo Pd, già firmatari nei giorni scorsi, insieme ad altri parlamentari, di una mozione e di una proposta di legge sul delicato tema dell’estinzione degli ingenti debiti maturati dalla pubblica amministrazione nei confronti del sistema delle imprese.

“Dopo la girandola di voci ed indiscrezioni degli ultimi giorni, come quella su possibili aumenti delle addizionali Irpef per compensare il surplus di deficit determinato dai pagamenti alle imprese, di tutto si avvertiva necessità tranne che di un rinvio – sottolineano Guerra e Guerini – Serve invece un punto fermo, che tenga doverosamente conto delle indicazioni fornite dal Parlamento, che ieri ha approvato in modo pressoché unanime la relazione presentata dal Governo sulle variazioni al Documento economico-finanziario, finalizzate proprio ad aggiornare i saldi della spesa pubblica alla previsione del pagamento dei debiti”.

Sul merito dei contenuti dell’atteso decreto, Guerra e Guerini indicano due elementi irrinunciabili: “Il primo è che sia autorizzato il pagamento di tutte le obbligazioni contrattuali assunte dai Comuni sino al 31-12-2012, liquidando i crediti delle imprese senza distinguere tra quelli già fatturati e quelli fissati a livello di impegni di spesa: qualsiasi vincolo, limite o “filtro” introdotto a tale riguardo rappresenterebbe una inaccettabile beffa per le imprese, che in molti casi hanno aspettato ad emettere le fatture solo per venire incontro all’esigenza dei Comuni di rispettare il Patto di Stabilità. Il secondo “paletto” riguarda invece l’ammontare delle risorse degli enti locali che dovranno essere liberate per effetto del decreto: sull’importo di 12 miliardi di euro sul quale si è ragionato sino ad ora non si può derogare, mentre circolano inquietanti voci di un ridimensionamento di tale cifra a soli 5 miliardi. Sia chiaro che su questo punto non ci possono essere margini di mediazione: quei 12 miliardi di euro sono risorse disponibili, già nelle casse dei Comuni e già contabilizzate, per cui il loro utilizzo non può creare nuovo indebitamento. Si metta perciò mano velocemente al decreto, stabilendo procedure semplici ed immediate per erogare alle imprese quanto è loro dovuto”.

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