Mario Lucini: “Generare lavoro: una sfida che Como può vincere”

“Non si può pensare di risolvere i problemi di Como senza ascoltare la gente, le associazioni. Fare da soli non ha senso: lo dimostra quello che il centro-destra ha combinato in questi anni. Ascoltare non significa accettare: ma il dialogo con la città è alla base di ogni azione riformatrice”.

Sul metodo da adottare per il governo della città il candidato sindaco Mario Lucini non ha
dubbi: l’ha affermato con chiarezza ieri sera, in occasione dell’incontro “Generare lavoro:
una sfida per Como”, promosso dal PD, che ha permesso a Lucini di confrontarsi con i
rappresentanti del mondo dell’impresa e del lavoro. Sul palco, insieme a lui, erano infatti
seduti il responsabile dell’area lavoro, welfare e sicurezza di Confcommercio Como Mario
Martinelli, il presidente di API Como Tiberio Tettamanti, il segretario provinciale della CGIL

Alessandro Tarpini e il presidente di CNA Como città René Godio (in rappresentanza del
mondo artigiano), che sono intervenuti uno dopo l’altro evidenziando le priorità della città,
moderati dalla giornalista de “La Provincia di Como” Elvira Conca.
“La nostra città è stata per anni non governata: la politica ha abdicato, senza che vi fosse un
tecnico all’altezza. – ha sottolineato René Godio – Occorre oggi non abbandonarsi a grandi
progetti, ma impegnarci insieme per definire la città del possibile, tenendo conto delle scarserisorse a disposizione. Como deve ripensarsi, come città d’arte, cultura, conoscenza. Deveripensare anche al proprio modello di sviluppo economico e saper riconquistare il proprio ruolo di capoluogo”.

“Vogliamo una città normale. – ha affermato Mario Martinelli – Sembrerà paradossale ma
è così, perché il centro-destra ne ha fatto sfiorire la bellezza. La trascuratezza del centro e
delle periferie è davanti agli occhi di tutti. Como deve essere una città accogliente; e questa
accoglienza deve partire dal quotidiano: piste ciclabili, aree verdi, cura dei luoghi pubblici. Il
grande evento non può bastare, nemmeno per il turista. Abbiamo bisogno di un progetto cheguardi al futuro”.

“C’è un problema di ruolo e di identità”, ha sostenuto Alessandro Tarpini. “La giunta uscenteha abdicato a un ruolo di livello in ambito locale. Quanto all’identità, dopo la crisi del tessile, si è pensato che fosse finita la stagione di una Como vocata al manifatturiero. Non è così: ancora il 65 per cento del nostro PIL è generato dal manifatturiero, ma nel frattempo abbiamo costretto le aziende ad andarsene dalla città. Servono suggestioni di lungo profilo, sogni da realizzare”.

“Occorre che la politica esca dai palazzi ed ascolti la società. – ha sottolineato Tiberio
Tettamanti – C’è bisogno di più semplificazione nel rapporto tra comune e imprese, di più
autorevolezza da parte del Comune nel dialogo con gli altri interlocutori istituzionali, a
cominciare dalla Regione. Sino ad oggi Como non è stata capace di farsi ascoltare, come nel
caso del secondo lotto della tangenziale. E poi vi è il tema dell’ambiente: occorre migliorare la mobilità cittadina e puntare sulle energie alternative”.

Il candidato sindaco Mario Lucini, dopo aver precisato che lo stile del confronto sarà quello
che intende adottare, ha risposto a tutte le provocazioni: “In materia di programmazione
territoriale, il centro-destra ha fallito su tutti i fronti. Non è stato in grado di presentare il PGT e, sulle aree dismesse, ha favorito la sostituzione del produttivo con il residenziale, addirittura monetizzando le quote di cessione dei servizi. Così Comonext è andata a Lomazzo, mentre il progetto della Ticosa, partito tra grandi fuochi d’artificio, è rimasto al palo. Noi vogliamo che in futuro Como possa riservare spazi adeguati al produttivo, sia a quello tradizionale che a quello innovativo. Sul fronte della Ticosa, in particolare, occorre confermare i pochi elementi positivi esistenti nel progetto per poi ripensarlo complessivamente in una logica multi-funzionale”.

Sul ruolo di Como, ha poi affermato: “Como deve recuperare il suo ruolo centrale. Sino ad oggi è stata commissariata dalla regione sulle partite più importanti: dalla localizzazione del nuovo ospedale alla tangenziale, fino alle paratie. In tema di lavoro ed economia, poi, il Comune è stato totalmente assente, sia nei piani di zona che al tavolo della competitività. Quanto allo sviluppo urbanistico, è stato permesso un eccessivo consumo di suolo. Il futuro sta nella riqualificazione energetica del patrimonio esistente e nell’incentivazione delle energie rinnovabili”.

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