Letta: “Riforma del lavoro: sono fiducioso che nel passaggio parlamentare si risolva il nodo dell’articolo 18”

“La gente oggi ha bisogno di un messaggio di fiducia, deve sapere di non essere
sola, alle prese con questa crisi. I tifosi del Liverpool usano un inno bellissimo: you’ll never walk alone,non camminerai mai solo. Questo è quanto noi del PD dobbiamo dire alla gente. C’è un partito che non ti abbandona, che ti sta vicino, che in questo momento di grandissima difficoltà sta lavorando perché tutti noi, il nostro Paese e l’Europa intera possano farcela”.
È stato questo il messaggio conclusivo lanciato ieri dall’On. Enrico Letta, vice-segretario del Partito Democratico, agli oltre 150 comaschi intervenuti all’incontro “Generare lavoro: una sfida per Como”,promosso dal PD in vista delle prossime elezioni amministrative cittadine.
Letta non ha mancato di intervenire nell’occasione sul tema della riforma del mercato del
lavoro: “Sono molto tranquillo. Credo infatti che, dopo il passaggio parlamentare, anche chi oggi si dice contrario a questa riforma si ricrederà. Servono correttivi, ma ciò non può farci dimenticare come, dentro questa riforma, ci siano molti elementi positivi”. E ha spiegato: “Nel nostro Paese c’è stata fino ad oggi una flessibilità cattiva. In questa riforma si introduce un nuovo tipo di flessibilità, buona, che fa incontrare le esigenze delle imprese con quelle dei lavoratori. Si premia infatti il contratto di lavoro indeterminato, consentendo all’impresa che trasforma un contratto da determinato a indeterminato di recuperare l’aggravio fiscale. Si mette fine alle false partite IVA e agli stage gratuiti. E poi si riformano
gli ammortizzatori sociali, introducendo una filosofia non più di stampo fordista e salvaguardando finalmente i lavoratori delle PMI”.
“Il vero errore – ha continuato Letta – sta nell’articolo 18. Se da un lato è giusto eliminare i problemi causati sino ad oggi dalla lentezza della giustizia, il ricorso all’articolo 18 deve comunque svolgere una funzione deterrente rispetto a licenziamenti troppo facili. E’ un’avventura che ci fa soffrire ma sono sicuro del suo lieto fine”.
Il vice-segretario del PD ha poi ricordato i numerosi provvedimenti messi in campo dal governo Monti: “Nel decreto Salva Italia il governo ha iniziato a metter mano al cambiamento dell’IRAP, premiando le assunzioni di giovani e donne. È l’inizio di un percorso che deve permetterci di cambiare l’IRAP nella sua applicazione, che fino ad oggi ha penalizzato che crea lavoro”. Ma soprattutto ha sottolineato la centralità del ruolo di Mario Monti e Mario Draghi, due italiani, nel quadro europeo: “Stanno svolgendo un compito importantissimo e delicatissimo: spiegare al resto dell’Europache siamo tutti nella stessa barca e che dobbiamo salvarci tutti insieme. Per far questo occorre che
pieghino le resistenze dei tedeschi che, dopo esser stati quelli che hanno avuto maggiori vantaggi dall’applicazione dell’Euro, oggi perseguono una linea ispirata solo al rigore e non alla crescita. In questo scenario è centrale la battaglia per l’introduzione degli Eurobond per favorire investimenti e infrastrutture”.

Infine ha toccato il tema del ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione.: “È uno dei problemi che stanno alla base della grave crisi dell’economia italiana. Ne siamo consapevoli. Per questo ci stiamo battendo da un lato per una modifica del Patto di Stabilità interno che premi le amministrazioni virtuose, dall’altro per l’utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti come garanzia per lo sblocco di alcuni dei pagamenti più urgenti. Ma anche le banche devono fare il loro dovere, rimettendo nel mercato i fondi agevolati che sono stati concessi loro dalla BCE”.

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