Anche Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, ha voluto commentare la proposta di Mario Nicollini, presidente dell’Unione nazionale combattenti di Como della Repubblica sociale italiana che, qualche giorno fa, ha proposto che a Giulino di Mezzegra, sulla croce che ricorda la fucilazione di Benito Mussolini, avvenuta il 28 aprile 1945, venga aggiunto anche il nome di Claretta Petacci.
“Indicare il luogo nel quale si è svolto un fatto storico come la fucilazione di Mussolini e Claretta Petacci non costituisce un problema – sottolinea Gaffuri –. La perplessità nasce dal fatto che ad avanzare la richiesta siano organizzazioni che si richiamano al legato della Repubblica Sociale. Con la celebrazione annuale della messa di suffragio e poi con la nuova lapide si vuole ricordare il fatto storico o si vuole ricordare il duce? La figura della Petacci non può, tragicamente, essere staccata dal nome di Mussolini. Poi la notizia della nuova lapide arriva in coincidenza con la Giornata della memoria dello sterminio ebraico: di fronte alle responsabilità del nazismo tedesco, si tende sempre a scordare che anche il fascismo – oltre a tutto il resto – condivide la colpa della persecuzione. La lapide di Giulino avrà l’indicazione solo dei nomi di Mussolini e di Claretta e le loro foto: ma omettere le responsabilità del fascismo e del suo capo finisce per dare alla lapide un carattere ambiguo”.





