Affossato il secondo lotto della Tangenziale: grazie Carioni!

“Anche se i margini d’azione per arrivare ad un risultato diverso erano apparsi da subito molto stretti, perché non accade molto spesso di votarsi contro anche quando si sa di avere torto, la decisione uscita ieri dal Collegio di vigilanza sull’accordo di programma della Pedemontana, per i toni e i contenuti, è particolarmente pesante per il nostro territorio. L’affossamento del secondo lotto della Tangenziale di Como è uno schiaffo che Como non merita, soprattutto se si considera  la modalità con cui si è giunti a questa situazione: il venir meno di precisi impegni sottoscritti da tutte le parti nell’accordo di programma rispetto alla realizzazione complessiva del sistema pedemontano, comprensiva cioè dell’intera Tangenziale di Como”. Questo il commento della parlamentare comasca del PD, Chiara Braga.

“Si continua poi, da parte regionale, - prosegue la deputata comasca – a tirare in ballo soluzioni propositive per un’alternativa viabilistica, quale l’autostrada Varese-Como-Lecco, che non è neppure coerente con il primo lotto della tangenziale già in corso di realizzazione e che, comunque, registra la contrarietà delle istituzioni territoriali, Provincia di Como compresa.  Questo atteggiamento di arroganza regionale, confermato ancora una volta ieri, rivela tuttavia in modo drammatico, la debolezza politica del livello istituzionale lariano rispetto a questa lunga e complessa vicenda, incapace di difendere un’opera, come il secondo lotto della tangenziale, davvero strategica per il miglioramento della viabilità comasca, ben più di qualche opera accessoria sparsa nei “feudi” di questo o quel politico di turno.

“Hanno un bel dire – continua la Braga -  il presidente della Provincia di Como, Carioni con la Lega al seguito,   e il viceministro Castelli, presente al momento della decisione di ieri, quando continuano a rifilarci promesse sul Nord, sul territorio, promesse che poi non mantengono. Quando si tratta di decidere per il bene di Como, gli emuli di Alberto da Giussano abbassano docilmente la testa, magari non presentandosi nemmeno, per evitare di perdere la faccia come è accaduto ieri allo stesso Carioni, che come sappiamo siede su poltrone che in questa fase si trovano evidentemente in conflitto di interessi. Salvo poi dichiarare, subito dopo o subito prima a seconda delle circostanze, che il suo, presunto, merito è quello di aver dato vita ad una politica che non è “fatta di spot […] ciò che parla sono le opere”.

“Caro presidente, – conclude la democratica – in questa Provincia le sue opere parlano talmente tanto che non si sentono, tacciono perché non esistono. E il risultato confezionato sul secondo lotto della Tangenziale ne è, purtroppo, l’ennesima e grave conferma ”.

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