GD: Se i giovani sono il futuro, perché mortificare la scuola?

Nella nostra provincia 55 scuole dovranno fare i conti con i tagli del governo: raggruppamenti, tagli al personale e più gravosi ancora (per l’utente) i tagli per gli insegnanti di sostegno.

Barbara Vaccarella, responsabile scuola dei Giovani Democratici di Como, commenta: “I continui tagli, probabilmente, aiutano a rientrare nel debito pubblico, ma così facendo si taglia la qualità dell’istruzione e si incrementa il già alto tasso di abbandono scolastico. La scuola italiana è disastrata. Dalla scuola materna, senza prendere in considerazione gli asili nido che sono per la maggior parte privati, all’università. Ci siamo sentiti ripetere milioni di volte“Il futuro siete voi”, eppure quando in questi giorni si sente parlare di tagli alla scuola sembra di sentir dire “Il futuro ve lo scelgo io”. Perchè se un governo decide di non stanziare i fondi per l’istruzione pubblica dei giovani, quel governo non scommette più sul motore del futuro, la base per gettare le fondamenta di una società in crescita”.

Alessandro Briccola. segretario provinciale GD, conclude “Altri stati che vivono la crisi economica come l’Italia non hanno investito meno in un settore importante come quello dell’istruzione. Il governo per fare solo due esempi poteva evitare di stanziare fondi per comprare nuovi mezzi militari, cosa avvenita non molto tempo fa, e combattere in modo più deciso l’evasione fiscale seguendo le diverse proposte contenute nella contromanovra PD. L’istruzione è un settore stragico per il futuro del paese, se è bene combattere gli sprechi non è giusto considerarla una semplice lista di spesa (da tagliare). Ci rendiamo conto che esistono situazioni per cui è necessario accorpare le classi composte da meno di dieci studenti, se ad esempio in 2 paesi vicini vi sono pochi studenti dello stesso anno scolastico,è ovvio pensare di raggruppare le classi.”.

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Una risposta a GD: Se i giovani sono il futuro, perché mortificare la scuola?

  1. Luca scrive:

    Dopo aver votato perché i servizi (idrici e non) restino in mani pubbliche (e quindi operazioni e ogni intervento pesino sul debito pubblico) perché stupirsi dei tagli alla scuola? La coperta è corta. Acqua e energia sono campi dove è possibile e giusto far pagare di più a chi più consuma. Si è impedito che giò accadesse, e ora si deve tagliare altrove, in particolare su servizi (sanità, istruzione di base) dove ancor meno si può imporre una logica di mercato. A rimetterci questa volta sono davvero i più deboli. Complimenti.




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