Frontalieri: nella revisione degli accordi italo-svizzeri non si decidano ristorni inferiori al 38,8%

«Confido che, dati i buoni rapporti storicamente consolidati tra Italia e Svizzera in sede di revisione degli accordi sui lavoratori frontalieri non venga presa in considerazione una quota di ristorno inferiore a quella attuale, pari al 38,8%, in quanto questo potrebbe avere effetti drammatici per le finanze di numerosi comuni di confine». Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale torna sulla revisione degli accordi relativi alla compensazione finanziaria da parte delle autorità Elvetiche a favore dei Comuni italiani di confine per le tasse pagate alla fonte sui compensi dei lavoratori frontalieri dopo la dichiarazione del Partito Popolare Democratico ticinese che, rivendicando la paternità della proposta fatta propria dal Gran Consiglio Ticinese di rinegoziare tale trattato auspica da un lato che le trattative siano avviate in tempi brevi e poi che si arrivi quanto prima ad abbassare e adeguare l’aliquota fissata al 38,8%. «La situazione è ben nota – ribadisce Gaffuri -: i comuni di confine, molto spesso piccoli centri, non hanno la possibilità di assicurarsi altre entrate visto che i propri cittadini lavorano all’estero. Confidiamo che il Governo elvetico, nel momento in cui si effettuerà la revisione di questi accordi non arrivi dunque a prendere in considerazione quote di ristorno inferiori a quella attuale accogliendo gli appelli lanciati in tal senso dai sindaci di tutto il comprensorio di confine negli ultimi mesi».

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