In Ticino il blocco dei ristorni finisce in Tribunale

Il quotidiano on-line “Ticinonline.ch” questa mattina riporta la notizia secondo la quale il Tribunale cantonale dovrà occuparsi della decisione presa dal Consiglio di Stato di congelare la metà dei ristorni sulle imposte alla fonte dei frontalieri italiani, e capire se ci sia stato un reato di abuso d’autorità. Un reato emerso negli scorsi giorni dalle dichiarazioni dell’avvocato e professore universitario, Paolo Bernasconi, che in un’intervista aveva fatto notare che la decisione del Governo ticinese prefigurerebbe il reato di abuso d’autorità, punibile dal Codice penale svizzero. Alla Procura federale di Lugano è giunta una segnalazione da un privato cittadino, e gli inquirenti della Confederazione hanno chiesto al Ministero pubblico di occuparsi della questione.La decisione di congelare il 50% dei ristorni, ricordiamo, era stata persa per tre voti contro due: favorevoli i due ministri leghisti Marco Borradori e Norman Gobbi, nonché il popolare-democratico Paolo Beltraminelli, rientrato dalle vacanze appositamente per votare sul tema. Contrari invece Laura Sadis (Plr) e Manuele Bertoli (Ps).

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