Presentazione Comitato provinciale COMO PER IL SI’ – SABATO 01 OTTOBRE – 18.30 – Palace Hotel – COMO

RosatoSABATO 01 OTTOBRE 2016 alle ore 18.30 si svolgerà la presentazione del Comitato Provinciale COMO PER IL SI’ al  Referendum Costituzionale. Un evento di lancio dei comitati di #bastaunSI’ <http://www.bastaunsi.it/>  in vista dell’appuntamento del 4 dicembre prossimo, dove tutti noi elettori italiani saremo chiamati a confermare o respingere la riforma costituzionale approvata lo scorso aprile dal Parlamento.

All’iniziativa, che si terrà nella sala congressi dell’Hotel Palace, Lungo Lario Trieste, 16 a COMO parteciperà il  Presidente del Gruppo Deputati PD, Ettore  ROSATO che entrerà nel merito dei contenuti della riforma per spiegare l’importanza delle ragioni del SI’ per il nostro Paese, di avere un sistema istituzionale più efficace in grado di cogliere le nuove occasioni di sviluppo.

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Cantù: rete fognaria e polemiche surreali. Le responsabilità  della Lega

CantùLe polemiche successive alla chiusura di via Brambilla sono a dir poco surreali. In particolare, per un riflesso pavloviano particolarmente vistoso, la Lega Nord si è lanciata in dichiarazioni molto forti, che tradiscono una sorta di smemoratezza davvero preoccupante in chi vorrebbe “riprendersi Cantù”. Continua a leggere

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Piccoli Comuni, Braga: “Con ok alla Camera della Legge il Pd sostiene l’Italia più bella e vera”

piccoli-comuni“Poco fa è stata approvata all’unanimità per la quarta volta la proposta di legge Realacci per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni. La norma è stata fortemente sostenuta da tutto il Partito Democratico e ciò è dimostrato dal gran lavoro nelle commissioni dei colleghi Borghi, Misiani e Iannuzzi”. Commenta così Chiara Braga, deputata e responsabile Ambiente del Partito Democratico, l’approvazione alla Camera dei Deputati della proposta di Legge sui piccoli comuni.”E’ la quarta legislatura –prosegue Chiara Braga – che questa proposta di legge passa alla Camera ma poi non sopravvive al “collo di bottiglia” del Senato. Una buona legge che cerca di far fronte a questioni concrete che interessano il nostro Paese: lo spopolamento, l’invecchiamento, l’indebolimento dei servizi pubblici e la “vitale” connessione alla rete internet veloce nelle aree meno popolate. Questa parte d’Italia, fatta di tante piccole comunità di cui anche la Lombardia pullula, presenta grandi opportunità per il futuro, come l’economia circolare, il turismo culturale, l’agroalimentare, l’”economia dei cammini” come ha confermato anche il Ministro Franceschini proclamando il 2017 l’”Anno nazionale dei Cammini. Mi auguro che venga presto licenziata definitivamente da Palazzo Madama”.

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Referendum ‘Prima i nostri’, Gaffuri: “Lega Nord genuflessa verso Lega dei Ticinesi ed UDC boccia le nostre proposte a difesa dei frontalieri”

Risoluzione sul cabotaggio approvata all’unanimità, ma ordine del giorno, collegato al provvedimento e relativo alla vicenda del referendum anti frontalieri, sonoramente bocciato dalla maggioranza di centrodestra, questa sera, in Consiglio regionale della Lombardia. Continua a leggere

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Statale Briantea, sbloccato progetto della variante. Gaffuri: “Passo avanti che porterà miglioramento alla qualità della vita del centro di Olgiate Comasco”

Regione Lombardia ha deliberato l’approvazione dello schema del secondo atto integrativo alla convenzione del 14 settembre 2015 stipulato tra la Regione, Anas e Provincia di Como per la progettazione della variante alla S.S.342 Briantea per il tratto Solbiate – Olgiate Comasco. Nello specifico viene definito il finanziamento dell’intera opera: la provincia finanzierà con 7,6 milioni di risorse statali la variante di Olgiate Comasco e nel frattempo con questo atto potrà concludere la definizione del progetto esecutivo da consegnare ad ANAS perché proceda all’appalto dell’opera. Inoltre, il completamento del quadro finanziario fa sì che Anas possa inserire nel suo programma delle opere per il 2017 il secondo lotto del progetto, ovvero la variante di Solbiate, per una somma di 30 milioni di euro. Continua a leggere

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Frontalieri, Gaffuri: “Una mozione urgente e un ordine del giorno per tutelare i lavoratori italiani. Maroni con chi sta?”

bandiera-svizzera-italia-free-300x199Una mozione urgente per cercare di chiarire quanto prima i rapporti tra Lombardia e Canton Ticino dopo l’esito del referendum ‘Prima i nostri’. La presenterà domani, martedì 27 settembre 2016, all’inizio della seduta settimanale del Consiglio regionale, il Gruppo regionale del Pd che, contestualmente, tratterà lo scottante argomento anche in un ordine del giorno da affrontare durante la discussione della risoluzione riguardante la stipula dell’accordo italo-svizzero sul cabotaggio, che contiene anche un passaggio sulla tassa di collegamento, quella che prevede il pagamento dei parcheggi. Continua a leggere

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Svizzera, frontalieri. Braga: “Salvaguardare lavoro frontalieri contro ogni discriminazione”

“Sebbene l’esito del referendum del Canton Ticino non ha al momento alcuna conseguenza immediata, occorre lavorare da subito per salvaguardare il lavoro di tanti cittadini italiani che quotidianamente dalla Lombardia, e in particolare dalle province di frontiera come Como, concorrono alla ricchezza del Ticino stesso e di tutta la Confederazione Elvetica”. Lo afferma Chiara Braga – deputata comasca e responsabile nazionale Ambiente del Partito Democratico commentando l’esito del referendum sui frontalieri nel Canton Ticino. “Purtroppo questo esito è la conferma di un clima di razzismo e xenofobia, propagandato da tempo da forze politiche di estrema destra, come la Lega Ticinese a cui spesso la Lega Nord di Salvini ha strizzato l’occhio. Le sfide attuali – prosegue Chiara Braga – ci devono impegnare con lungimiranza nell’immaginare un futuro comune per  questa area alpina invece di alzare muri che, come ha detto giustamente il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, potrebbero minare seriamente a scapito della Svizzera i rapporti politici e soprattutto economici non solo con l’Italia ma con la stessa Unione Europea”. “Ridicola – conclude Chiara Braga –  la risposta all’esito referendario ticinese della Lega Nord: mentre  il presidente della Lombardia Maroni minaccia serie contromisure nel suo Partito c’è chi plaude e parla di “lezione” dalla Svizzera”.

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Como lungolago, intervista a Mauro Grassi, direttore di “Italia Sicura”

La pazienza sta finendo. Il referente del Governo striglia Comune e Regione per lo stallo della vicenda paratie. «Se le cose non vanno avanti, a breve ci sarà un intervento a livello politico – scandisce Mauro Grassi, direttore della struttura di missione Italia Sicura – Hanno impiegato mesi per scegliere i nuovi tecnici e non c’è ancora un solo atto. Eppure ora la direzione per ripartire è chiara: chiudere il contratto con Sacaim e fare un nuovo progetto». Per Grassi, prima del dibattito con la deputata Chiara Braga alla Festa dell’Unità, un passaggio in redazione a La Provincia.

Sulla questione paratie sembra tutto fermo. Noi non ci siamo ritirati, dal sottosegretario Claudio De Vincenti abbiamo avuto il mandato di continuare a seguire la situazione. Ogni volta che ne parliamo mi dice: “Guarda che a Como stanno tenendo il conto dei giorni…”.

Sì, pubblichiamo un “promemoria” tutti i giorni. Siamo a tre mesi dal momento consegna, proprio a De Vincenti, delle 60mila cartoline firmate dai comaschi per dire: «Ridateci il lungolago». Il Governo ci tiene e segue il tema. Certo, in quest’opera lo Stato è assente, si tratta di un’opera regionale con il Comune nel ruolo di stazione appaltante. Ma noi, come stiamo facendo in tutta Italia, cerchiamo di trovare soluzioni nei casi in cui ci sono cantieri bloccati. L’ho ribadito al sindaco Lucini e alla Regione: se può servire, noi ci siamo.

È preoccupato? Abbiamo svolto un lavoro di “moral suasion”. Ora un po’ di preoccupazione ce l’ho, vedendo come stanno andando le cose.

Dai vari contatti e incontri però era emersa una soluzione chiara: la rescissione del contratto. Non è così? Sì. Siamo nella fase della chiusura con l’azienda, mi auguro che Comune e Regione si diano una mossa e arrivino a concludere in tempi rapidi. C’è stato un ritardo notevolissimo nell’individuare i nuovi Rup (responsabile del procedimento) e direttore lavori. Poi bisognerà svolgere tutta l’attività di verifica su quello che è stato realizzato finora, vedere se è stato fatto tutto a regola d’arte…

Non sono mancate le tensioni tra Comune e Regione. Possiamo entrare di nuovo in campo e fare da arbitro, stemperare la tensione ma anche prendere qualcuno per un orecchio se è il caso.

Riesce a spiegare ai cittadini cosa dovrebbe accadere nelle prossime settimane per sbloccare questa situazione di stallo? Abbiamo condiviso al 100% il percorso. Bisogna chiudere il contratto, visto che le varianti sono state bocciate, e ripartire con un nuovo progetto. Poi magari si terrà buono il 90% di quello che è stato previsto finora, lo vedremo, sarà l’Autorità di Bacino a dire cosa è veramente necessario, è un tema strettamente tecnico. Ma dev’esserci uno stacco netto, si chiude un capitolo e chi ha sbagliato pagherà, se ne apre uno nuovo con tecnici diversi.

Chi dovrebbe occuparsi del nuovo progetto? L’idea è quella di lasciare tutto in mano alla Regione, con il Comune in un ruolo di controllo, visto che l’opera è “in casa sua”.

Serviranno ancora mesi e mesi? Io credo che, con tutti gli studi che sono stati fatti, in pochissimo tempo si può fare il nuovo progetto e in poco tempo si può ripartire. Certo, se impiegano tutta l’estate a fare due nomine…

Non crede che Comune e Regione stiano faticando a trovare un modo per chiudere il contratto? Non dovrebbe essere difficile, la strada da seguire è già stata individuata: si rescinde per “difetto di progettazione”. Non sono un avvocato, ma mi pare evidente che il progetto così non può andare avanti, l’hanno detto tutti, vuol dire che ci sono degli errori. Fatti da chi, non lo so, ma è un dato di fatto.

Intanto il Comune fa ricorso al Tar contro il provvedimento della Provincia che chiede di demolire alcune opere. Incredibile. Non possiamo andare avanti con una pubblica amministrazione che si parla attraverso le lettere e le carte bollate, l’unico risultato è che dopo tre mesi si è ancora lì ad affrontare la stessa questione. Non entro nel merito di quanto ha scritto la Provincia, ma dico che tra enti pubblici bisognerebbe muoversi diversamente. Al funzionario fa comodo comportarsi così, firma la sua lettera e si tutela, ma i problemi si risolvono in un altro modo, chiudendosi in una stanza e parlando. Altrimenti le paratie vanno avanti per altri otto anni.

Comune, Provincia e Regione litigano. Non può prendere in mano tutto il Governo? Se lo Stato avesse messo dei soldi, ora sarebbe tutto più facile: si risolverebbe con il commissariamento. Ma in queste condizioni non si può. Sono fondi del bilancio regionale, commissariamo la Regione Lombardia? Ma il Governo allora cosa pensa di fare? Credo che a questo punto interverrà De Vincenti per richiamare i contendenti e dire: ora basta. Se si dovesse restare ancora fermi, da un punto di vista politico qualcosa si muoverà.

La Regione ha parlato di invasione di campo da parte vostra. Ho incontrato a un convegno a Milano l’assessore Beccalossi e a proposito delle paratie mi ha detto: “Stiamo andando avanti”.In realtà le cose non si sono sbloccate, non ho visto atti.

Convocherete Maroni e Lucini? Il Governo ha un tavolo sul tema paratie, o le cose vanno avanti o vorrà dire che quel tavolo lo riempiremo, la “moral suasion” diventerà qualcosa di più.

Ai nuovi tecnici trema la mano quando si tratta di firmare la rescissione del contratto? Gli attuali Rup e direttore lavori sono lì con quello scopo. Ci sarà un contenzioso con l’azienda, è vero, ma ci sarebbe stato comunque. Cambia poco.

Dopo l’addio a Sacaim, se ne andrà altro tempo per la gara e il nuovo progetto… Io dico che si può cominciare a lavorare sul nuovo progetto già in questa fase, con un altro Rup e una gara fatta dalla Regione. Si mette nel bando qual è la situazione attuale dell’area. E si riparte “freschi”, con altre persone. Ci si può benissimo portare avanti con questo lavoro.

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Domenica alla Festa Provinciale dell’Unità a Como

Domenica 25Domenica 25 - 2

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Oggi alla Festa Provinciale dell’Unità a Como

Sabato 24 (2)

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