LECCO-MILANO: SITUAZIONE INTOLLERABILE. TRENORD RISARCISCA I PENDOLARI

Il trasporto pubblico locale continua a rimanere nel caos totale anche sulla linea Lecco-Milano: “La situazione è diventata intollerabile – commenta Carlo Spreafico, consigliere regionale del Pd –. Quasi tutti i treni sulla linea ferroviaria Lecco-Milano negli ultimi tre giorni hanno subito ritardi tra i venti minuti e l’ora e mezza, con carrozze piene all’inverosimile, persone che non sono riuscite a salire e molti che hanno dovuto di conseguenza segnare l’assenza da scuola e luogo di lavoro. Questa non può essere una realtà da Paese civile”.

Non solo: l’assessore regionale Gilardoni ha respinto la richiesta dei consiglieri del Partito democratico di un’audizione straordinaria in V Commissione Trasporti del Consiglio regionale per chiarire la posizione della Regione rispetto al caos di questi giorni: “E’ una decisione incomprensibile – prosegue Spreafico -. Riteniamo doveroso che la Regione, di concerto con Trenord, conceda a tutti i pendolari l’abbonamento gratuito per il mese di gennaio. Si tratta di un giusto rimborso a tutti i pendolari per le sgradite disavventure vissute fino ad oggi”.

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Approvato bilancio del Consiglio regionale. Costi – 10 %

Eliminazione di vitalizi, indennità di fine mandato e auto blu, riduzione delle spese di rappresentanza e per patrocini, convegni e comunicazione. Il Consiglio regionale ha approvato oggi, lunedì 10 dicembre 2012, il proprio bilancio con una riduzione dei costi, rispetto al 2010, del 10%. Il prossimo anno saranno spesi 66milioni 300mila euro, con un costo procapite per i cittadini lombardi di 6,7 euro, di gran lunga il più basso d’Italia. Le spese del Consiglio pesano sul bilancio della Regione per lo 0,28% del totale.

“Con la nostra iniziativa, primi in Italia, abbiamo anticipato i provvedimenti del governo su vitalizi, auto blu e contenimento dei costi, costituendo un importante punto di riferimento per tutti – spiega Carlo Spreafico, consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza consiliare –. Inoltre, i dirigenti sono il 25% in meno rispetto a quanto previsto in pianta organica. Chi verrà dopo di noi dovrà proseguire su questa strada”, aggiunge.

Non solo: grazie alla riduzione delle spese, “prevediamo per il 2012 un avanzo di bilancio di circa 4 milioni di euro che si aggiungono ai 4milioni e 100mila euro del 2011 già destinati alle popolazioni lombarde colpite da calamità naturali”.

Secondo Spreafico, “questi risultati confermano il valore del lavoro che il Consiglio ha realizzato in questa legislatura, un’azione fatta di interventi concreti e attività quotidiane che difficilmente vengono portati all’attenzione dell’opinione pubblica”.

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La clinica Talamoni deve continuare a vivere

Il futuro della Casa di cura Beato Luigi Talamoni preoccupa i lecchesi. A sostegno della continuità dell’ospedale, Carlo Spreafico, consigliere regionale del Pd e consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza, richiama l’attenzione su tre aspetti: “Lecco, nella sanità e nell’assistenza, ha già dato un grande contributo alla riorganizzazione del sistema ospedaliero regionale, di cui Regione e Governo devono tenere conto prima di imporre altri sacrifici. Inoltre, l’intervento del Governo è lesivo delle competenze esclusive delle Regioni in materia sanitaria e quindi passibile di denuncia alla Corte Costituzionale. Infine, il sistema Lecco della sanità è da considerarsi a regime con gli standard regionali, sia quantitativamente che qualitativamente”.

Spreafico aggiunge: “Ho già concordato con le competenti autorità regionali un apposito incontro insieme alla dirigenza della casa di cura, allo scopo di far presente le nostre ragioni. Ora attendiamo gli sviluppi, ma da parte mia farò di tutto per salvare questo servizio sul territorio lecchese”.

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Un grande viaggio nell’Europa del Cinquecento

Nel volume viene pubblicata per la prima volta la trasposizione, dall’originale in volgare, del racconto di viaggio del canonico Antonio De Beatis, al seguito del Cardinale d’Aragona nell’Europa del Cinquecento.
“Prendiamo questo viaggio come esempio – ha detto Spreafico – In una società che vive alla giornata e sembra non avere più né ragioni né mete, credo che anche noi dovremmo metterci in cammino per trovare altre idee, altri valori, altre storie con cui intrecciare relazioni, confronti, esperienze. La via per ritrovare il gusto di un percorso comune e condiviso, per ridare ragioni e contenuti all’Europa che vogliamo costruire e all’Italia che di quell’Europa deve essere parte integrante e consapevole.
La Lombardia, allora come oggi, è una terra curiosa e di collegamento tra Sud e Nord Europa e questo viaggio del Cardinale d’Aragona ne è la testimonianza”.

“Lo scritto non ha grandi pretese letterarie, ma risulta certamente curioso e capace di tenere vivo l’interesse, perché il lettore è affascinato dallo sguardo, al tempo stesso ingenuo e smaliziato, di questo segretario che dipinge al vivo ogni cosa su cui si fermino i suoi occhi. De Beatis, condividendo il concetto di una cultura a tutto campo, quale era stato proposto dal rinnovato umanesimo italiano, annota tutto ciò che abbia a che fare con la vita e il folklore delle popolazioni europee”, si legge nella presentazione di Mons. Franco Buzzi, Prefetto della Biblioteca ambrosiana.

La pubblicazione del volume servirà a sostenere l’attività di due realtà benefiche in Terra Santa: la Casa di riposo della Società Antoniana di Betlemme e l’azienda agricola Cremisan dei Salesiani.
“Il patrocinio oneroso che il Consiglio regionale lombardo ha dato alla pubblicazione – spiega Spreafico – testimonia l’impegno a sostenere iniziative culturali di valore e rappresenta un ulteriore momento della collaborazione con la Fondazione Terra Santa, con cui abbiamo organizzato già delle iniziative, tra cui una mostra di mosaici palestinesi presso Palazzo Pirelli, sede del Consiglio”

L’evento si terrà presso la Biblioteca Ambrosiana, nella sala delle Accademie,
(Piazza Pio XI, Milano).

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In Lombardia il vitalizio solo a 66 anni

Sui vitalizi il Consigliere segretario dell’ufficio di presidenza Carlo Spreafico dice: “Vogliamo evitare che eventuali difficoltà in parlamento possano impedire l’approvazione del decreto governativo riguardante lo spostamento a 66 anni di età e dopo almeno 10 anni di contribuzione del diritto al vitalizio per i consiglieri regionali.
Per questo motivo insieme a tutto il gruppo del PD ho presentato oggi una proposta di legge che assume in Lombardia le disposizioni del decreto governativo. Tenuto conto dello scioglimento del Consiglio regionale, questa proposta costituirà uno dei primi atti legislativi che ci impegniamo a fare approvare dopo le elezioni.
Ad oggi nessuno dei consiglieri del PD ha maturato il diritto al vitalizio perché in carica al massimo dal 2005.
Per coerenza con la battaglia fatta per ottenere questo risultato ho già dichiarato di rinunciare comunque al vitalizio”.

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Termovalorizzatori: Giusto che non vengano create nuove strutture, serve implementare quelle esistenti

“La decisione di una moratoria per la realizzazione di nuovi impianti per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani fino all’approvazione definitiva del programma regionale dei rifiuti è una scelta giusta che condivido.La Lombardia ha raggiunto l’autosufficienza con gli impianti attualmente esistenti e non servono dunque nuove strutture ne ampliamenti di quelli esistenti”. E’ questa la posizione del consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale Carlo Spreafico.
“La mozione, peraltro, non impedisce che gli impianti esistenti debbano operare a pieno regime sviluppando tutte le potenzialità di smaltimento di cui sono capaci – sottolinea Spreafico – e rientra proprio in questo caso la situazione dei termovalorizzatori della Silea di Valmadrera che disponendo di una potenzialità termica di 123mila t/a, oggi sono autorizzati per un massimo di conferimenti di 87mila t/a”.
“Ritengo pertanto che la moratoria decisa non impedisca che questi impianti possano operare al loro massimo carico, consentendo tra l’altro in questo modo di implementare la rete di teleriscaldamento nei comuni di Valmadrera, Civate e Malgrate” conclude Carlo Spreafico.

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NON POSSIAMO ACCETTARE CHE PER USUFRUIRE DELLA MONTAGNA SI DEBBA SEMPRE PAGARE

“Non possiamo accettare che per usufruire della montagna in modo più rispettoso dell’ambiente si debba sempre pagare. Dietro il rifiuto della maggioranza di accogliere la proposta del Pd di una particolare attenzione verso chi fruisce della montagna, sembra che ci sia l’idea della punizione di tutti coloro che la vivono con spirito libero”. Così Carlo Spreafico, consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, ha commentato il progetto di legge sul “Riordino normativo in materia di attività motorie e sportive” approvato oggi, giovedì 27 settembre 2012, in VII Commissione Cultura, istruzione e sport.

“Valutiamo positivamente l’approvazione della legge alla quale non ci siamo certo sottratti, perché è un buon tentativo di semplificazione delle norme e di risposta alle esigenze dello sport lombardo. Tuttavia – ha aggiunto Spreafico – il rischio è che le scelte fatte non valorizzino abbastanza lo sport di base e dilettantistico, mentre per noi del Pd rimane prioritario e fondamentale tutelare l’aspetto sociale ed educativo dell’attività sportiva”.

In particolare, per quanto concerne le attività sportive praticate sulla neve, “avremmo preferito una maggior attenzione nei confronti degli enti di promozione sportiva e verso coloro che praticano discipline come lo scialpinismo, che non devono essere penalizzati nelle proprie attività da un’eccessiva rigidità dei gestori di strutture sciistiche e di impianti”, continua il consigliere.

Grazie a un emendamento del Pd, “è stata recepita una preoccupazione, espressa soprattutto dal Cai, sulla possibile limitazione della libertà di praticare attività come lo scialpinismo o l’escursionismo fuori pista”.

In sintesi, conclude Spreafico, “salutiamo con favore l’approvazione della nuova legge, che verrà definitivamente ratificata dal Consiglio nella seduta del 9 ottobre, e ci auguriamo che la Giunta sia conseguente e metta a disposizione del settore sportivo le risorse che nel 2011 e 2012 sono progressivamente scomparse dal bilancio. Lo sport lombardo è stufo di ricevere complimenti, premi e pacche sulle spalle e chiede di essere sostenuto concretamente”.

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TUTELIAMO LE PROVINCE INTERAMENTE MONTANE. SONDRIO DEVE RESTARE

Le provincia di Sondrio deve restare. Lo chiede Carlo Spreafico, consigliere regionale del Pd, che, insieme ai suoi colleghi di Piemonte e Veneto, ha sollecitato i vertici nazionali del partito a sostenere la richiesta. La proposta riguarda infatti anche le province di Belluno e Verbania.
I consiglieri del Pd delle tre regioni hanno inviato una lettera, oltre che al segretario nazionale Pierluigi Bersani, ai capigruppo di Camera e Senato, Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, nella quale esprimono “forte preoccupazione rispetto all’impatto che avrà su queste realtà la decisione in merito al riordino delle province” e chiedono “con forza di intervenire sul governo nazionale” in modo tale da “consentire la continuità delle province interamente montane.”
La missiva indirizzata ai vertici del Partito democratico nazionale, stilata da Spreafico, dai colleghi di Veneto e Piemonte, assieme a Luca Gaffuri, capogruppo Pd in Consiglio regionale lombardo, riunitisi al Passo dello Stelvio il 5 settembre scorso, chiede “con forza di intervenire sul Governo nazionale” in modo tale da “consentire la continuità delle Province interamente montane”.
La lettera elenca inoltre le criticità di cui soffre l’arco alpino e le possibilità, invece, di considerarlo un investimento.

Per quanto riguarda specificatamente Lecco, Spreafico aggiunge: “Questi i paletti da considerare per una efficace e unitaria presa di posizione del sistema lecchese: diamo il via alla sfida della riorganizzazione, ma evitando nuove forme di centralismo, sia nazionale che regionale, con il conseguente svuotamento dei poteri locali; sarà essenziale conoscere l’orientamento del governo sulla richiesta di deroga per le province montane, che il Pd condivide in Lombardia e al nord, e sull’elezione del sindaco o dei sindaci della città metropolitana; massima disponibilità di Lecco a realizzare una nuova realtà provinciale con i territori di Como, Monza, Varese, Sondrio, a seconda delle scelte che si faranno e le soluzioni possono essere diverse, a due, a tre, a quattro componenti; infine, è necessaria la definizione del nuovo assetto provinciale che dovrà mettere al centro la condivisione di parametri sull’economia, i servizi, le infrastrutture e dovrà prevedere anche un reale coinvolgimento dei soggetti territoriali”.

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PER LA MONTAGNA PIU’ RAPPRESENTANZA E TUTELA. ‘QUOTE ROSA’ ALPINE IN POLITICA E ISTITUZIONI. NON APPALTIAMO

Un incontro sovra regionale, organizzato dal Partito democratico, nella suggestiva cornice del Passo dello Stelvio, si è tradotto in un momento di sintesi per definire un “sistema alpino europeo”. I rappresentanti dei Gruppi consiliari del Pd di Lombardia (Luca Gaffuri, capogruppo, Carlo Spreafico, consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza, e Mario Barboni, consigliere regionale), Piemonte (il consigliere Mino Taricco), Veneto (il consigliere Sergio Reolon) insieme ai sindaci di Trento Alessandro Andreatta e Bolzano Luigi Spagnolli, e all’Uncem (l’Unione nazionale comuni comunità enti montani), si sono riuniti per discutere di montagna e delle necessità dei suoi centri e dei suoi abitanti. Obiettivo: rilanciare l’attenzione verso questo difficile territorio. Il precedente incontro si era svolto a Milano, a giugno.
Da questa nuova riunione è emerso il convinto sostegno al riconoscimento da parte dell’Unione europea di una macroregione alpina, sull’esempio di quanto è già avvenuto per i territori danubiani e baltici, il riordino del sistema di “governance” locale del territorio montano, che dovrà garantire, anche nel nuovo assetto provinciale, una deroga per le attuali province montane, la necessità di arrivare a riconoscere la differenza dei costi di gestione, manutenzione e sviluppo economico del sistema alpino. Tra le proposte anche il riequilibrio, con gli opportuni correttivi, del peso della rappresentanza delle zone di montagna, notoriamente a scarsa densità abitativa, nelle sedi della politica e delle istituzioni. Insomma, una sorta di ‘quote rosa’ della montagna.

“Serve una sorta di ‘quote rosa alpine’ per dare più forza alla montagna, evitando qualsiasi tipo di contrapposizione tra aree di montagna e di pianura – sottolinea Spreafico, coordinatore dell’iniziativa –. Noi del Pd intendiamo far rioccupare alla montagna un posto preciso dopo il vuoto di rappresentanza che è stato determinato dalla strumentale e infruttuosa azione della Lega Nord che per anni ha promesso a questi territori, e alla loro popolazione, traguardi mai raggiunti. Oggi le montagne risultano ancora più deboli e quindi hanno bisogno di una maggiore attenzione politica. L’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di valorizzare il patrimonio comune delle Alpi, in Europa e in Italia, preservandolo per le future generazioni anche attraverso la cooperazione transnazionale tra le nazioni alpine, rafforzando amministrativamente i territori e le loro autorità e poteri locali, nonché valorizzando caratteri e peculiarità a livello civile ed economico”.
Il sistema alpino che il Pd ha prefigurato allo Stelvio si configura come “un’opportunità per i territori montani, al fine di evitare un loro ulteriore spopolamento – aggiunge Gaffuri –. Il rischio concreto per questi territori è quello di un ulteriore, progressivo e grave abbandono”.

Operativamente i rappresentanti dei diversi gruppi consiliari regionali hanno deciso di sottoscrivere una lettera che sarà al più presto inviata ai Gruppi parlamentari del Pd di Camera e Senato per sostenere la proposta sulla deroga per le attuali province interamente montane (Sondrio, Belluno e Verbania) e organizzare un convegno nazionale che rilanci l’attenzione sull’importanza della montagna. “Rifiutiamo ogni logica di appalto esterno al Pd della rappresentanza delle problematiche di questi territori”, conclude Spreafico, mentre Gaffuri ricorda che “per quanto riguarda la Lombardia, il Pd ha deciso un piano di lavoro molto concreto che ha già prodotto, in Consiglio regionale, la legge sulla montagna, quella sui rifugi alpini e una particolare attenzione al tema del turismo e delle politiche agricole”.

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APPROVATA LA NOSTRA MOZIONE: LA GIUNTA FACCIA SUBITO CHIAREZZA CON IL GOVERNO

Una mozione per fare chiarezza sulle soluzioni da intraprendere a proposito della vicenda del concorso per dirigenti scolastici: è stata approvata oggi, giovedì 6 settembre 2012, all’unanimità in Consiglio regionale, dopo che il Gruppo del Pd, firmatario anche Carlo Spreafico, consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza consiliare, l’aveva depositata in mattinata.
“Ho presentato, insieme al Gruppo consiliare del Pd, una mozione urgente nella quale si chiedono alla Giunta regionale tre importanti impegni per dare risposte concrete al grave problema causato dal rischio di annullamento del concorso”, spiega Spreafico.
Queste le proposte del Pd e gli impegni rivolti alla Giunta nella mozione approvata, aggiunge il consigliere: “Intervenire presso il Ministero dell’Istruzione affinché si eviti la mobilità interregionale da parte di vincitori di concorso appartenenti ad altre regioni per evitare che i posti assegnati in Regione Lombardia vengano coperti da chi ha vinto il concorso in altre regioni, tutelando così gli aspiranti dirigenti scolastici nel territorio lombardo; attivarsi affinché il Governo conceda una deroga alle norme previste dalla spending review in merito alla possibilità di ottenere l’esenzione dall’attività didattica per i vicari collaboratori dei dirigenti a cui sono state assegnate reggenze, solo fino all’espletamento delle procedure concorsuali, così da limitare al massimo le possibili criticità nelle scuole lombarde; intervenire affinché il Ministero si attivi, qualora la sentenza definitiva annulli il concorso per dirigenti scolastici, a riprendere l’iter concorsuale con un procedura d’urgenza, tutelando per quanto possibile le prove già sostenute dai candidati ritenuti idonei e dando garanzia alla scuola lombarda dell’immissione in ruolo dei nuovi dirigenti entro il primo settembre 2013”.
“Tutto ciò considerato, auspico comunque che il Consiglio di Stato confermi la regolarità del concorso per dirigenti scolastici in Lombardia”, chiosa Spreafico.

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