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Moody’s e Berlusconi: ma chi ci crede ancora?!

 

MOODY’S E BERLUSCONI: MA CHI CI CREDE ANCORA?!
Nelle ultime ore due notizie hanno animato il dibattito politico:  l’ennesimo declassamento, da A3 a Baa2, dell’Italia da parte di Moody’s e il ritorno sulle scene di Berlusconi. 
La notizia dell’agenzia di rating è arrivata proprio il giorno in cui il pm di Trani nell’atto di chiusura delle indagini evidenzia che gli analisti di Moody’s Abercromby e Wassemberg “fornivano intenzionalmente ai mercati finanziari informazioni tendenziose, distorte e, come tali, anche falsate in merito all’affidabilità creditizia del sistema bancario italiano, idonee a disincentivare l’acquisto di titoli bancari italiani e deprezzarne, così, il valore”… Chi ha orecchie per intendere, intenda… L’agenzia ha spiegato la sua decisione sottolineando che tra i fattori che probabilmente porteranno ad “un ulteriore netto aumento dei costi di finanziamento” dell’Italia ci sono il rischio di contagio da Grecia e Spagna e  ”l’erosione” che avanza sul fronte degli investimenti esteri nel nostro Paese.
E l’accento è posto anche sul  ”deterioramento delle prospettive economiche nel breve termine”, nonostante le misure del governo Monti, e sul “clima politico che, con l’avvicinarsi del voto della prossima primavera, è fonte di un aumento dei rischi”.
Sono subito arrivate critiche all’agenzia di rating, e sostegno alle riforme che il Governo sta attuando, da parte non solo delle forze politiche in Parlamento, ma anche da molti leader europei e dalla Commissione.
Gli stessi leader che non hanno potuto non manifestare preoccupazione per il ritorno di Berlusconi. Chi mai può ancora credere che quest’uomo possa agire per l’interesse del Paese?! A noi una ricandidatura di Berlusconi non fa neanche un po’ di paura, visto come l’uomo si è ormai s…creditato di fronte al mondo: non gli basterà certo perdere qualche chilo e mollare la Minetti per rifarsi immagine e verginità… Ma non vorremmo che l’ipotesi del suo ritorno desse argomenti alle agenzie di rating, per quanto s…creditate anch’esse.
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L’Italia del battiquorum

Lunedì, 13 giugno 2011- Più che la vittoria dei sì, è stata la vittoria della partecipazione (come dimenticare Giorgio Gaber? La libertà è davvero partecipazione). Il 57 per cento degli italiani tra domenica e lunedì ha pensato che sì, era il caso di andare a votare, di chiudere tutto il proprio pensiero in quattro schede colorate e imbucarle fiduciosamente nelle urne, attendendo con ansia il verdetto dei dati. Molto di quello che noi siamo è chiuso in quel numero, in quel 57 per cento di volti e storie che ha voluto dire no al nucleare, no al legittimo impedimento e no alla privatizzazione del nostro bene più prezioso, e l’ha voluto fare civilmente, con il mezzo che più è in grado di renderci cittadini attivi: il voto. Oggi sono semplicemente orgoglioso di essere italiano!

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Berlusconi e l’attacco di chi sente franare la terra sotto i piedi

Giovedì, 26 maggio 2011- Cambiano i temi, ma non i toni. Dopo il sorprendente autogol di Letizia Moratti, che ha accusato Giuliano Pisapia di aver avuto a che fare con i brigatisti degli anni Settanta, adesso è la volta di Silvio Berlusconi di colpire ben sotto la cintura dell’avversario politico. Pisapia vorrebbe una Milano islamica, secondo il Premier, una “zingaropoli” dove a farla da padroni sarebbero rom, sinti e musulmani, buttati tutti insieme nel calderone del “diverso che fa paura”, soprattutto agli anziani lasciati soli davanti al televisore. A rincarare la dose ci ha pensato il leghista Borghezio, che nel perfetto aplomb che da sempre lo contraddistingue ha affermato che “Al Qaeda sarebbe felice della vittoria di Pisapia a Milano”. Non sarà facile stabilire se questi attacchi andranno a segno, minando la sicurezza delle categorie più deboli e alimentando una paura difficile da sradicare, oppure se scoppieranno come bolle di sapone. Di sicuro non è questa, non può essere questa, la buona politica di cui parlavano i nostri Vescovi e il presidente della Repubblica Napolitano.

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Impressioni milanesi: il cambiamento inizia da qui

Lunedì, 23 maggio 2011- E’ stato Berlusconi, prima del 15 maggio, a Milano, a dire con parole forti che il voto delle Comunali aveva un valore politico. Aveva chiesto di mostrare con la rielezione al primo turno di Letizia Moratti, e con tante preferenze alla sua persona, il gradimento per la sua maggioranza e per la sua leadership. Bene. Le urne hanno parlato. Moratti al ballottaggio, dietro a Giuliano Pisapia di oltre sei punti, e voti al Premier dimezzati rispetto al 2006. Che dire? I milanesi hanno sonoramente bocciato il sindaco opaco che per cinque anni è rimasto chiuso nel Palazzo-Signorìa, e hanno decretato l’inizio della fine (politica) del Cavaliere (che va al ballottaggio persino nella sua Arcore). Si moltiplicano le analisi. Lasciamo qui da parte il fattore B., e i fattori sovralocali, per raccogliere qualche impressione milanese.

 Sul piano del governo della città, a parte un po’ di movimento edilizio, Milano è rimasta in questi anni ferma, ben lungi dal diventare una capitale europea del terzo millennio. Traffico e inquinamento atmosferico da record, con un ecopass inefficace, istituito e contestato dallo stesso centrodestra. Linee metrò rimaste tre (solo avviati alcuni cantieri), al punto che poche nuove fermate sulle vecchie linee sono state inaugurate con enfasi incredibile. Servizi alla persona ridotti, anche grazie ai tagli del governo amico e al trasferimento a un privato sociale sostitutivo al ribasso, più che sussidiario, rispetto al servizio pubblico. E così si potrebbe continuare per tanti temi…

 Sul piano istituzionale la filiera monocolore Governo-Regione-Provincia-Comune ha prodotto continui litigi soprattutto tra il Sindaco Moratti e il Governatore Formigoni, in particolare sull’Expo (rovinandone anche l’immagine), rappresentando un elemento di freno per decisioni non del tutto ancora prese ad oggi, con sprechi di risorse per organismi pseudo-collegiali e non decisionali…

Sul piano dell’immagine da candidata, poi, Letizia s’è scordata del suo nome, e i toni usati in un crescendo fastidioso ai più (ben altro che moderati) sono ben rappresentati da quelle perfette unghie lunghe laccate rosso fuoco. E nulla deve averle giovato nell’opinione dei milanesi l’investimento di tanti tanti milioni di euro per la… propaganda elettorale, e lo sfoggio un po’ altezzoso di preziosissime parure di gioielli (legittime, per carità) quantomeno un po’ stridenti con la fatica di tante famiglie a tirare a fine mese…

 Sul piano dei contenuti della campagna, infine, ha stupito la genericità dei messaggi di una candidata che il Sindaco l’ha già fatto per cinque anni: “Assicuro il mio impegno”, “Più servizi agli anziani”, “Lavoreremo per voi”… Quasi avesse vissuto altrove fino ad oggi…

 Nell’altro campo, invece, Giuliano Pisapia, forse più o meno consapevolmente, ha saputo rappresentare un candidato che a quasi ogni punto di debolezza della sua avversaria ha contrapposto un punto di forza, al di là e prima ancora delle appartenenze e delle proposte politiche. Vivendo una campagna tra la gente, iniziata oltre sette mesi fa con le Primarie, con la tensione a tenere insieme le persone, i partiti e i movimenti. Un aplomb insieme istituzionale e famigliare, pacato ma serio e sereno. Credibile. Garante dei valori costituzionali. La volontà di parlare della città e di ascoltarla, affrontando i suoi problemi irrisolti da anni, a partire dalle periferie. L’impegno al coinvolgimento dei Consigli di Zona (non a caso tutti e nove conquistati al centrosinistra, passando così’ dall’ 1 a 8 del 2006 al 9 a 0 del 2011). Una coalizione, inoltre, che una volta tanto capisce (sperando che resista) che stare insieme senza protagonismi è utile alla causa comune e persino a quella propria (con un PD che sale a quasi il 29%). E non è servito, a Milano, almeno ‘stavolta, almeno per ora,il Terzo Polo, per arrivare fino a qui.

 Ora per il centrosinistra milanese e per Pisapia la più grande responsabilità: portare a compimento il cambiamento milanese. E se queste Comunali hanno davvero valore politico nazionale, come in effetti hanno, vedremo allora fino a dove il vento avrà soffiato e soffierà.

http://www.nuovitaliani.it/adon.pl?act=doc&doc=911

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Appello al voto, la preferenza è importante

Venerdì, 13 maggio 2011- Il 15 e 16 maggio si vota per le Amministrative. Ogni passaggio elettorale è importante, ma davvero questa volta è in gioco l’opportunità di mostrare che un’altra Italia è possibile, a partire dai Comuni e dalle Province che vanno al rinnovo. Per sconfiggere il berlusconismo e per sconfiggere l’antipolitica abbiamo la necessità di eleggere nei Consigli persone oneste, capaci e… di provata fede democratica! E’ importante quindi ESPRIMERE LA PREFERENZA, e sul mio sito personale desidero segnalarvi alcuni candidati Consiglieri cui tengo, chiedendovi di segnalarli a vostra volta ai vostri conoscenti che risiedono nei comuni dove si presentano questi candidati, chiarendo che il loro cognome VA SCRITTO di fianco al simbolo della lista. Le preferenze sono un prezioso strumento messo a nostra disposizione per decidere davvero i nostri rappresentanti nelle amministrazioni locali, che più significativamente incidono sulla vita quotidiana di tutti noi. Ecco perché vi invito a segnalare queste persone capaci e preparate a parenti ed amici: il loro contributo al governo locale sarà veramente una boccata d’aria pulita necessaria in un momento così critico per la politica, soffocata dai compromessi e dal gioco di scambio.

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