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Psichiatria: servono più risorse ai servizi territoriali

In qualità di componente della Commissione Sanità del Consiglio regionale ho partecipato lunedì 27 ottobre al workshop ‘La psichiatria nel sistema sanitario lombardo’, con l’assessore regionale Mantovani e gli psichiatri dei Dipartimenti di Salute Mentale della Lombardia.
Nel mio intervento ho ricordato che le prospettive di sviluppo della salute mentale in Lombardia vanno necessariamente inquadrate all’interno della riforma del Sistema sociosanitario regionale, che auspichiamo possa effettivamente essere celermente avviata, seppure si stia registrando una preoccupante frenata rispetto alle aspettative createsi con la presentazione del Libro Bianco da parte del presidente Maroni, a luglio.
Il sistema sociosanitario lombardo, al di là degli innegabili punti di forza, presenta come principali punti di debolezza la capacità di presa in carico dei pazienti e la capacità di assicurare continuità assistenziale, in un contesto di cronicità sempre crescente. E questo crediamo valga anche per lo specifico dei servizi per la salute mentale. Per questo è necessario che rafforzare in particolare la rete dei servizi territoriali: troppi sono stati in questi ultimi anni i tagli di risorse, sia professionali che economiche, nei servizi territoriali per la salute mentale.
Sia il dato epidemiologico che le cronache quotidiane dei media, riportano crescenti casi di disagio psichico che ci devono indurre a un reale rafforzamento della rete dei servizi di maggiore prossimità ai cittadini, contemporaneamente a una sempre maggiore integrazione con i servizi ospedalieri e residenziali, da un lato, e con i servizi sociali dei Comuni dall’altro.
Non da ultimo va tenuto in debita considerazione l’apporto ai servizi che può venire anche dalle reti di utenti e di associazioni familiari che rappresentano una indiscussa ricchezza, anche nel nostro panorama lombardo.

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Caso Abbott: Regione richiami subito i pazienti coinvolti e si rivalga sulla casa farmaceutica

Sono 65mila i test clinici errati distribuiti dalla casa farmaceutica Abbott Laboratories per misurare la concentrazione di paratormone nel sangue e oltre 40mila i pazienti che li hanno effettuati presso 18 laboratori lombardi, secondo i dati diffusi oggi dall’Assessore Mantovani in Commissione Sanità dove il Pd aveva chiesto una risposta rapida su un caso di una tale rilevanza da non poter attendere i tempi del regolamento.

Regione Lombardia deve presidiare attentamente questa vicenda. Da una parte deve far sì che i pazienti che necessitano di accertamenti, circa 17mila, secondo i dati dell’Assessorato, siano richiamati celermente, ossia che siano monitorati e seguiti.

Dall’altra , stante le sue competenze e fatte le dovute verifiche, la Regione si rivalga sulla casa farmaceutica per i danni alla salute dei lombardi e al sistema sanitario regionale nel suo complesso.

Resta infine da approfondire se l’acquisto e la distribuzione dei test da parte di Abbott sia transitato anche dalla centrale regionale acquisti Arca e se quindi si possano prefigurare responsabilità anche per Arca.

19 marzo 2014

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Educare alla legalità, senza posa, a partire dai più giovani

Carlo Borghetti, Consigliere Regionale PD della Lombardia, ha sostenuto oggi la necessità di un’azione continua di sensibilizzazione alla legalità per educare i giovani al contrasto alle mafie.

Borghetti, è intervenuto durante la presentazione dei risultati del Questionario sulla Legalità compilato dai ragazzi delle scuole superiori lombarde, preparato da Eupolis su indicazione dell’Osservatorio per la Legalità del Consiglio Regionale della Lombardia. La presentazione è avvenuta all’Istituto Maironi da Ponte di Presezzo, Bergamo. Borghetti ha sottolineato come la politica ha il dovere di dare risposte concrete all’illegalità nella terza Regione in Italia per beni confiscati alle mafie, e ha stigmatizzato il mancato stanziamento nel Bilancio regionale di risorse per incentivare il riuso sociale dei beni confiscati nei Comuni.

“I dati parlano da soli: siamo il primo Paese al mondo per numero di scommesse, mentre il gioco d’azzardo è la terza industria nazionale per fatturato dopo ENI ed Enel -ha dichiarato Borghetti-. In queste due attività, e in molte altre come gli appalti in Sanità e nelle Amministrazioni Locali, si annidano grosse sacche di illegalità che bisogna non solo contrastare, ma anche avere il coraggio di denunciare, per non cadere nella tentazione da cui metteva in guardia il Cardinal Martini, quando ricordava che l’ingiustizia non va denunciata solamente quando tocca noi e i nostri cari, ma sempre e comunque”.

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Borghetti (PD): “Maroni non ha più scuse: per ridurre i ticket si usino anche i risparmi sulla spesa farmaceutica”. Approvata raccomandazione del PD.

La commissione sanità del Consiglio regionale raccomanda alla giunta di ridurre i ticket sanitari utilizzando anche i risparmi sulla spesa farmaceutica oltre ai 40 milioni che dovrebbero derivare dall’applicazione dei costi standard. È infatti stata approvata questa mattina, all’unanimità dei presenti (i consiglieri del M5S erano fuori in polemica con la giunta), su proposta del PD, una raccomandazione presentata dal Consigliere Carlo Borghetti; tecnicamente un’integrazione alla relazione al bilancio, che non solo incalza l’amministrazione Maroni sulla riduzione dei ticket, ma che la invita a far conto su una cifra che dovrebbe complessivamente attestarsi attorno ad 84 milioni di euro, il doppio di quanto sin qui ipotizzato, grazie al risparmio di circa 44 milioni sulla spesa sanitaria farmaceutica.

Questo risparmio è dato dall’aumento dell’introito da ticket sui farmaci accompagnato dalla contestuale riduzione della spesa, dovuta alla vendita consistente di prodotti generici al posto di quelli di marca.
Soddisfatto Carlo Borghetti, capodelegazione del Pd in commissione sanità: “Maroni non ha più scuse, ora anche la commissione chiede di rivedere i ticket e individua le risorse, che sono molte di più di quelle annunciate dopo l’accordo tra Regioni e governo sui costi standard. Il tempo sta correndo e l’approvazione del bilancio si avvicina, ma finora l’unica proposta in campo è la nostra, che prevede di applicare i ticket secondo le fasce di reddito e di introdurre un’esenzione fino a 30mila euro.”

Ecco il testo della raccomandazione:
“Considerato che l’accordo raggiunto in Conferenza Stato Regioni per l’applicazione sperimentale – già dal 2013 – dei costi standard sanitari porterà alla Regione Lombardia una maggiore entrata di circa 40 milioni di euro a cui si possono aggiungere i risparmi provenienti dalla riduzione della spesa farmaceutica territoriale lorda 2013 rispetto all’anno 2012 si ritiene necessario rivedere, anche alla luce della congiuntura economica sfavorevole che rischia di mettere in discussione il diritto universalistico dell’accesso alle cure per tutti i cittadini, la modalità di applicazione dei ticket sanitari procedendo ad un ampliamento delle fasce di esenzioni già previste e ad una rimodulazione della quota di super ticket applicato alle prestazioni ambulatoriali e diagnostiche che si deve basare sulla situazione reddituale familiare e non sul costo della prestazione.”

Milano, 27 novembre 2013

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SANITA’ LOMBARDIA. BORGHETTI (PD): “DOVE E’ FINITA LA RIFORMA?”

Carlo Borghetti, Consigliere Regionale del PD della Lombardia, in diretta streaming su blogdem.it ha invitato la Giunta Maroni a dare finalmente avvio all’iter di riordino della sanità lombarda, annunciata sui giornali senza però che si sia ancora visto alcun provvedimento da parte dell’assessore competente, Mantovani.

Borghetti ha anche rilevato come la proposta di Bilancio ora al vaglio delle Commissioni in Consiglio Regionale non abbia previsto un coinvolgimento appropriato del Consiglio Regionale nella sua stesura, non segnando a questo proposito alcuna discontinuità con l’era Formigoni.

“Sulla riforma sanitaria, il PD, che vuole avvicinare la Lombardia alle migliori prassi in Europa, ha presentato proposte concrete, come la rimodulazione progressiva dei ticket, un ripensamento del rapporto tra pubblico e privato, l’aumento degli investimenti sulla ricerca, la valorizzazione delle ASL come erogatrici dei servizi sui territori -ha dichiarato Borghetti- Nella maggioranza di centrodestra c’è però chi vuole conservare l’esistente, e contrasta ogni tentativo di modifica del sistema sanitario lombardo”.

Per info: lademocraziaarancione@gmail.com / 3493620416

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La Regione prende tempo sulla riduzione dei ticket

Non c’è alcuna certezza sull’annunciata riduzione dei ticket sanitari perché non ci sono ancora garanzie sull’entità della dotazione aggiuntiva che dovrebbe arrivare alla Lombardia in virtù del nuovo patto della salute, ancora in discussione Roma, che per la prima volta terrà conto dei costi standard.

I 40 o 50 milioni in più di cui hanno parlato sia gli assessori Garavaglia e Mantovani, sia il presidente Maroni, sono al momento solo una stima, probabilmente non aggiornata, della dotazione aggiuntiva che la Lombardia dovrebbe ottenere per il 2013 a valere sul bilancio del 2014. Lo ha detto questa mattina in commissione sanità del Consiglio regionale il direttore generale della sanità lombarda Walter Bergamaschi rispondendo alle domande dei commissari in vista dell’approvazione del bilancio regionale.

Il Pd, che per primo aveva chiesto la revisione dei ticket, non arretra di un millimetro e anzi rilancia. “A meno di un mese dall’approvazione del bilancio – dichiara Carlo Borghetti, capo delegazione del Pd in commissione sanità – non abbiamo certezza sulle cifre e vediamo molta incertezza sulla manovra che dovrebbe tagliare i ticket, come promesso da questa amministrazione a più riprese. Lo diciamo con chiarezza: non accetteremo scuse da parte della Giunta, anche perché i soldi ci sono e sono ben più di quelli annunciati. La Regione si è infatti ritorvata un tesoretto di circa 110 milioni di euro sulla spesa farmaceutica che possono ben essere utilizzati per intervenire al fine di rendere più equi e più leggeri i ticket più onerosi d’Italia”.

Il Pd fa riferimento al risparmio di 99 milioni di euro sul capitolo della spesa farmaceutica territoriale nell’anno in corso, dovuto soprattutto all’aumento della quota di farmaci equivalenti (generici) venduti in farmacia, notoriamente meno costosi di quelli di marca. Contemporaneamente l’introito da ticket sui farmaci non solo non è diminuito, ma è aumentato di 10 milioni nello stesso periodo. Il saldo positivo, per la Regione, è quindi di 110 milioni di euro.

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Presto cabina di regia per Expo accessibile alle persone con disabilità. Consiglio regionale approva mozione

È stata approvata oggi, 12 novembre, in Consiglio regionale, una mozione del Consigliere Pd Carlo Borghetti che invita la Giunta regionale, in preparazione di Expo 2015, ad attivarsi per migliorare la fruibilità e la promozione del territorio anche per la persone con disabilità. In particolare l’impulso della mozione va all’attivazione di una vera e propria cabina di regia, in collegamento con gli enti e le istituzioni che lavorano all’organizzazione dell’evento, che possa coordinare i vari interventi (da quelli sulla ricettività alberghiera a quelli sui mezzi di trasporto) nell’ottica delle specifiche esigenze delle persone con disabilità fisica, sensoriale e relazionale e alla progettazione di un sistema integrato capace di valorizzare le realtà accessibili. “L’idea è quella di creare un’offerta turistica, infrastrutturale e culturale strutturata in grado di rispondere alle richieste delle persone con disabilità. Per questo siamo soddisfatti dell’approvazione che l’Aula oggi ha dato a questa mozione. Ora si attivi presto la cabina di regia anche con la collaborazione delle associazioni del settore” ha dichiarato Carlo Borghetti.

Milano, 12 novembre 2013

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BUONE NOTIZIE DALLA LEGGE DI STABILITÀ. NIENTE TAGLI ALLA SANITÀ NÉ AUMENTO IVA ALLE COOPERATIVE. NUOVI SGRAVI FISCALI.

Deliberata dal Consiglio dei Ministri la Legge di Stabilità, appena in tempo con la scadenza, stabilita nell’accordo “Two Pack” con l’Europa per il mantenimento dei “conti in ordine”, fissata per il 15 ottobre.
Si tratta di un provvedimento che nel complesso è di circa 11,5 miliardi nel 2014, 7,5 miliardi nel 2015 e altri 7,5 nel 2016.

La Legge, che non vede tagli alla sanità, prevede, tra l’altro, 14,6 miliardi di euro di sgravi fiscali nel prossimo triennio, di cui 5 miliardi per i lavoratori, 5,6 miliardi per le imprese e un miliardo per le ristrutturazioni edilizie ed ecobonus. Oltre alle tasse di cui si parla in questi giorni: trise, tasi, tari.

Ci sono poi 11,2 miliardi di euro destinati al sociale, a progetti di investimento e impegni internazionali, di cui 6,2 miliardi in conto capitale.

Tra le note positive da segnalare c’è sicuramente il ritorno del Fondo Politiche Sociali del ministero del Welfare, che viene finanziato con 300 milioni e l’impegno di 130 milioni, da parte del Governo, per evitare l’aumento dell’Iva per le cooperative sociali (che avrebbe dovuto passare dal 4 al 10%, tema su cui ho presentato di recente una mozione che in Consiglio Regionale).

Sempre sul fronte sociale viene incrementato il fondo per la social card (ora definita Carta acquisti), portato a 250 milioni, a fronte dei 200 dell’anno precedente.

Una nota invece negativa è che per il Fondo per i non autosufficienti, la legge di stabilità 2014 assegna solo 250 milioni, a fronte dei 315 del precedente anno.

Vedremo ora cosa accadrà con i passaggi parlamentari.

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Spending review: tagli agli sprechi sì, ma non tagli alla Sanità

 

SPENDING REVIEW: TAGLI AGLI SPRECHI SÌ, MA NON TAGLI ALLA SANITÀ.
La spending review va sostenuta, ma va cambiata al capitolo “sanità”. Perchè il taglio previsto per questa voce nel triennio (4,7 mld di euro), si SOMMA a quello già stabilito dal governo Berlusconi Tremonti Bossi (17 mld di euro), sul budget complessivo di 110 mld di euro. Troppo: il taglio deve essere tendenzialmente annullato. La sanità italiana è da razionalizzare, certo, ma non da tagliare. E lo stesso vale per la sanità lombarda, a maggior ragione nel momento in cui le falle del finanziamento alle strutture private si scoprono in tutta la loro gravità. Razionalizzare, redistribuire, non tagliare.
Con il nuovo Patto della Salute la Lombardia avrebbe già un taglio secco di circa 800 milioni di euro, che si aggiunge alla manovra Tremonti del luglio 2011, che stabiliva un taglio di 1,2 mld di euro.
Oggi il bilancio della Regione ammonta complessivamente a 23,2 mld di euro annui, di cui 17,5 coprono la spesa sanitaria (l’11,9 per cento viene speso per l’acquisto dei farmaci coperti dal servizio sanitario). I tagli del governo arrivano a metà anno, incidendo pesantemente sul bilancio ormai definito, per il quale lunedì e martedì discuteremo la manovra di assestamento in Consiglio Regionale. Le conseguenze che la Giunta sta paventando riguardano un ulteriore aumento dei ticket, con l’aumento della quota di chi paga, e un taglio dei servizi. Provvedimenti per noi inaccettabili: il ticket lombardo va rimodulato nel senso della progressività rispetto al reddito, allargando la fascia di esenzione per i redditi fino a 30mila euro annui, non certo aumentato. E questo per noi andrà perseguito comunque vada a finire con la spending review, come stiamo chiedendo a Formigoni da tempo.

La review prevede poi che si scenda a 3,7 posti letto ogni mille abitanti (3 ospedalieri, il resto di riabilitazione o lungodegenza) e oggi la media nazionale è vicina al 4, come in Lombardia.
Si impone che almeno il 40% delle degenze vengano tolte negli ospedali pubblici, il resto nelle strutture private convenzionate.
Questo significa per la Lombardia un taglio di 3-4mila degenze, e le cliniche private convenzionate  perderanno tra 1.800 e 2.400 letti. Non è un male: è finalmente l’occasione per la Lombardia di creare, da questi posti letto da tagliare, posti letto per le lungodegenze, le cronicità e l’assistenza intermedia tra l’ospedale e il domicilio: saprà Formigoni, oltre la giusta lamentela per il taglio al budget, raccogliere la sfida? Vedremo…
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Arrivano i soldi per la Sanità regionale 2012. Preparando il dopo-Formigoni…

Nei giorni scorsi è stato raggiunto tra Stato e Regioni l’accordo sul riparto del Fondo Sanitario Nazionale per l’anno 2012. Penso sia utile ricordare qualche numero e tratteggiare i prossimi passi.
Le risorse per il 2012 ammontano a 108,8 miliardi di euro. A causa delle programmazione finanziaria del precedente Governo, l’incremento rispetto al 2011 è dell’1,65%, al di sotto del tasso di inflazione e lontano dal tendenziale della spesa sanitaria. Il riparto tra le Regioni conferma quello del 2011, tenendo conto dell’aumento di popolazione aggiornato agli ultimi dati Istat.
Quindi pochi aumenti, a fronte di bisogni sempre crescenti.
Per quanto riguarda la Lombardia le risorse sono precisamente pari a 17.341.184.546 € (la Lombardia ha visto un incremento di 90mila abitanti, e il valore del finanziamento è di circa 1.700 euro a persona).
Ora la prossima tappa, e la vera sfida, è la costruzione del Patto per la salute (2013-2015): un passaggio fondamentale per il futuro della sanità italiana, e un banco di prova per le relazioni Governo-Regioni.
La più grande sfida per il Patto per la salute è coniugare un adeguato finanziamento con le esigenze impellenti di razionalizzazione e sostenibilità della spesa, e di maggiore equità e universalità del Servizio Sanitario Nazionale, garantendo i livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio.
Senza dimenticare la necessità di investimenti per l’ammodernamento delle strutture e dei servizi in sanità.
Vasco Errani, che guida la Conferenza delle Regioni, ha evidenziato tra le criticità da affrontare le cure primarie, lo sviluppo delle reti sul territorio, soprattutto per far fronte a cronicità e non autosufficienza, e l’elaborazione di regole migliori per i piani di rientro delle Regioni in disavanzo. Ma credo vada fatto una buona volta uno sforzo anche per valorizzare il lavoro e la professionalità dei tanti medici e operatori sanitari che con passione e competenza lavorano ogni giorno.
E per noi lombardi, poi, si apre la sfida di immaginare una sanità in chiave finalmente post-formigoniana. O no?! Chissà…

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