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Non solo art.18: contro la precarietà si può fare di più…

Venerdì è intervenuto anche Napolitano per ribadire che “la riforma del lavoro va fatta”, nonostante la difficoltà di trovare l’accordo tra le parti.
Sul “fare la riforma” sono tutti d’accordo: il mercato del lavoro è fermo, le ore di cassa integrazione continuano ad aumentare e la precarietà dilaga. Il punto è ovviamente COME riformare il mercato del lavoro.
La proposta Fornero contiene delle novità sicuramente positive, ma altre rischiano di essere dannose e altre ancora risultano poco coraggiose. Vediamone qualcuna.
Partiamo dal fatidico articolo 18: il reintegro del lavoratore licenziato dovrà essere disposto dal giudice nel caso di licenziamenti discriminatori; negli altri casi, tra cui il licenziamento per motivi economici, il datore di lavoro può essere tenuto solo al pagamento di un’indennità. Qui le perlessità riguardano tutte le aziende che sono attualmente in crisi (o vogliono delocalizzare): il rischio, anche se oggi le rassicurazioni arrivano da più parti, è che si assista a un boom di licenziamenti per motivi economici. E potrebbe essere il caso anche di alcune aziende lombarde, come Sigma Tau, Ideal Standard, Nokia, Siemens, Italtel, Agile ex Eutelia…
Ancora: il costo contributivo dei contratti a tempo determinato e atipici aumenterà dell’1,4%, e le maggiori entrate verranno destinate al finanziamento degli ammortizzatori sociali. Ma non è stato stabilito uno stipendio minimo, e questo comporta il rischio che a pagare siano i precari, che continueranno ad esserlo percependo una retribuzione inferiore.
Qualche buona notizia, invece: non saranno più possibili gli stage gratuiti, sarà più difficile passare dall’ingaggio di un apprendista all’altro senza mai assumere. L’intervallo dopo il quale un contratto a termine superiore ai sei mesi potrà essere confermato per la seconda volta senza che questo comporti l’assunzione a tempo indeterminato sale da 20 a 90 giorni, dai 10 ai 60 per i rapporti di durata inferiore a sei mesi. 
La riforma istituisce poi un fondo di solidarietà per la tutela dei lavoratori dei settori non coperti da cassa integrazione straordinaria.
Ma nulla è stato fatto per ridurre il numero dei tipi di contratto (in Italia ne esitono 40!). Si deve fare di più per lottare contro la precarietà e per sfavorire i licenziamenti di chi ha un età per cui è difficile ricollocarsi nel mondo del lavoro… si parla tanto di modello tedesco: è bene ricordare che in Germania è talmente oneroso licenziare chi supera i 55 anni di età che praticamente tale licenziamento non avviene mai. 
Si è ottenuto che la riforma venga discussa in Parlamento. Non si tratta di affossarla, ma di migliorarla sì, perchè, come ha dichiarato Bersani, “al dunque noi stiamo con i lavoratori”. 

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Dieci maggio, si prega per i giovani e il lavoro

Lunedì, 9 maggio 2011- Domani sera in tutte le diocesi italiane, con particolare attenzione a quelle di Milano, Roma e Napoli, un gruppo di associazioni cristiane impegnate nel sociale ha promosso una veglia di preghiera sul tema “Giovani e lavoro”, per ricordare la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II nel trentennale della sua enciclica Laborem Exercens. Una veglia condivisa anche da Acli, Cisl e Movimento Cristiano Lavoratori insieme alle associazioni: Uneba, Azione Cattolica Italiana, Icra, Confcooperative, Coldiretti, Forma, Agesci, Ctg, Cif, Centro Sportivo Italiano, Focsiv, Fondazione Toniolo, Fuci, Cammino neocatecumentale, Rinnovamento nello Spirito Santo, Comunità di Sant’Egidio, Movimento dei Focolari, Mlac, Confartigianato e Compagnia delle Opere. Un momento spirituale utile anche in vista di passi concreti e doverosi da parte delle istituzioni.

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Nerviano Medical Sciences, un patrimonio da non disperdere

Un centro di ricerca d'eccellenza

Mercoledì, 9 febbraio 2011- Un patrimonio di conoscenza da non disperdere, quello acquisito in molti anni di lavoro dalla Nerviano Medical Sciences, ma che ora rischia di risentire fortemente della riduzione del personale dovuta al taglio dei fondi nonostante l’acquisizione da parte della Regione delle quote prima detenute dalla principale azionista di Nms, la Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione. “All’epoca dei fatti, cioè verso la fine di dicembre, avevo definito il provvedimento come “lungimirante” – ha affermato il consigliere regionale del Pd Carlo Borghetti – in quanto la decisione avrebbe consentito la valorizzazione di un importante polo di ricerca oncologica e, contemporaneamente, il salvataggio di ben 600 posti di lavoro. Eppure, c’è la possibilità concreta che molti giovani talenti, assunti a termine, non vedano il proprio contratto rinnovato. Non si tratta di licenziamenti, è vero, ma il mancato rinnovo di un contratto resta sempre un fallimento per una società che vuole essere flessibile ma non riesce a garantire un futuro alla ricerca e alle nuove generazioni. Per questo, chiediamo alla Regione di mantenere un alto livello di attenzione sulla questione Nerviano Medical Sciences: sarebbe anche un bel segnale di stima verso un territorio che dà molto alla Lombardia, l’Altomilanese”.

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