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Le buone prassi anticipano l’area metropolitana

 

IL FUTURO DELLE AREE METROPOLITANE

Borghetti: “No ad una politica di tagli. Sì ad un gestione coordinata del territorio”

Le numerose buone pratiche di gestione coordinata del territorio diventino una prassi a livello regionale. Questa è la richiesta fatta da Legautonomie e Anci Lombardia auditi giovedì mattina in commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale, seduta dedicata al tema della città metropolitana di Milano. Diversi i casi presentati ai commissari, ad esempio la gestione coordinata per la tutela ambientale messa a punto dai comuni del basso Olona e quelli del sud ovest Milano.
Carlo Borghetti, capogruppo della commissione Affari istituzionali, fa suo l’appello fatto da Legautonomie e Anci ritenendo che “questo tipo di approccio coordinato di gestione del territorio risulta vincente in tempi di crisi economica in cui le risorse sono sempre più esigue e rappresenta il punto di partenza per la definizione delle competenze delle aree metropolitane. Chiediamo alla Regione Lombardia di farsi promotrice di una iniziativa che metta a sistema le buone prassi amministrative di cui sono un esempio positivo diversi comuni lombardi. E’ un’ottima alternativa alle politiche di tagli messe in atto da tempo in Lombardia come se fossero una scelta obbligata, nonostante vi siano soluzioni decisamente meno drastiche a portata di mano”.

 

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Nerviano Medical Sciences, un patrimonio da non disperdere

Un centro di ricerca d'eccellenza

Mercoledì, 9 febbraio 2011- Un patrimonio di conoscenza da non disperdere, quello acquisito in molti anni di lavoro dalla Nerviano Medical Sciences, ma che ora rischia di risentire fortemente della riduzione del personale dovuta al taglio dei fondi nonostante l’acquisizione da parte della Regione delle quote prima detenute dalla principale azionista di Nms, la Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione. “All’epoca dei fatti, cioè verso la fine di dicembre, avevo definito il provvedimento come “lungimirante” – ha affermato il consigliere regionale del Pd Carlo Borghetti – in quanto la decisione avrebbe consentito la valorizzazione di un importante polo di ricerca oncologica e, contemporaneamente, il salvataggio di ben 600 posti di lavoro. Eppure, c’è la possibilità concreta che molti giovani talenti, assunti a termine, non vedano il proprio contratto rinnovato. Non si tratta di licenziamenti, è vero, ma il mancato rinnovo di un contratto resta sempre un fallimento per una società che vuole essere flessibile ma non riesce a garantire un futuro alla ricerca e alle nuove generazioni. Per questo, chiediamo alla Regione di mantenere un alto livello di attenzione sulla questione Nerviano Medical Sciences: sarebbe anche un bel segnale di stima verso un territorio che dà molto alla Lombardia, l’Altomilanese”.

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Inceneritore a Paderno? Nì

Inceneritore: ipotesi non ancora esclusa

Paderno Dugnano, 8 febbraio 2011 – Da: Il Giorno Sesto – Cinisello

«Mai cantare vittoria prima che la partita sia terminata». È l’appello del Comitato No Inceneritore di Paderno Dugnano. Non bastano, infatti, le rassicurazioni dell’Amministrazione comunale. Chiarimenti sulla vicenda erano stati chiesti anche in Regione Lombardia tramite un’interpellanza presentata dal consigliere del Pd Carlo Borghetti.

«Abbiamo chiesto al Consiglio regionale di conoscere lo stato dell’arte sulla vicenda termovalorizzatore — spiega Borghetti — anche se sappiamo che la competenza prioritaria è della Provincia. Ma non troviamo equa la distribuzione degli impianti nel Nord Milano». La risposta ufficiale pochi giorni fa. «L’assessore al territorio Daniele Belotti ci ha riferito che la Regione è a conoscenza della richiesta avanzata da Paderno Energia e delle proroghe concesse per il completamento della documentazione», continua il consigliere Pd.

«Quello che sappiamo è inoltre che la Provincia non arriverà alla valutazione finale dell’ammissibilità della domanda fino a quando non sarà chiusa la procedura per la valutazione ambientale». Entrando nello specifico: «Il fatto che l’inceneritore di Paderno Dugnano non rientri nel piano provinciale non sarebbe un ostacolo alla sua possibile realizzazione — continua Borghetti —. Tuttavia al momento sarebbe esclusa una localizzazione a Paderno e la Regione ha comunque ribadito che presidierà il procedimento con particolare attenzione». Buone notizie all’orizzonte? La risposta è «ni».

«Mi viene da dire che la Regione tranquillizza ma non del tutto — commenta il promotore dell’interpellanza —. Giudico la risposta interlocutoria positiva perché, rispetto alle iniziative padernesi, non sembra che l’ente faccia il tifo per l’inceneritore a Paderno. Ma al contempo non esclude che questo possa succedere. Condivido quindi le preoccupazioni del Comitato e del territorio e continueremo a tenere desta l’attenzione sul tema con l’auspicio che arrivi al più presto il diniego della Provincia».

Anche il Comitato non abbasserà la guardia: «Da una parte abbiamo un documento ufficiale della Regione che comunque dice che la questione non è ancora chiusa e, dall’altra, l’interpretazione di una lettera che la Provincia avrebbe scritto all’Amministrazione non concedendo la proroga richiesta. Ma che, ad oggi, non è stata comprovata nei fatti — ha commentato Emiliano Abbiati del Comitato No Inceneritore —. Vogliamo leggere documenti e atti ufficiali con la presa di posizione, scritta nera su bianco. Per quanto ci riguarda, noi festeggeremo al momento giusto (se ci sarà da festeggiare), non prima!».

di Simona Ballatore

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Nomine Sanità, no alla lottizzazione

Il sistema sanitario

Venerdì, 10 dicembre 2010

- Scelti da un comitato di saggi per uscire dalla mera lottizzazione. E’ quanto chiede il Pd lombardo in merito alle poltrone della sanità, le cui sorti saranno decise nel giro di due settimane. I 44 manager sanitari che andranno a dirigere altrettante Asl e ospedali dovranno essere dirigenti capaci, scelti attraverso un meccanismo trasparente tra gli oltre 700 candidati ritenuti idonei.

“Lo avevamo già proposto in occasione della discussione del piano socio sanitario e lo ribadiamo con forza in questi giorni convulsi di trattative e spartizioni per le nomine dei manager della sanità in Lombardia.

Vogliamo sfidare il governo della Regione in pochi giorni si possono approvare delle linee guida che improntino la scelta dei direttori generali di ASL, A.O, AREU, a criteri di trasparenza, indipendenza e valorizzazione del merito, anche allo scopo di migliorare qualitativamente e rendere maggiormente efficace il governo della rete sanitaria regionale.

Tali criteri dovranno prevedere un comitato di valutazione delle candidature composto, da valutatori esterni o terzi con competenze scientifiche e/o manageriali, rappresentanti di istituzioni come il Cergas della Bocconi, il Cerismas della Cattolica, le Scuole di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva della Statale e della Bicocca – dicono i consiglieri Sara Valmaggi e Carlo Borghetti – . Per rendere più efficace ed efficiente la gestione delle aziende pubbliche si indichi che il mandato dei direttori generali abbia la durata di cinque anni ripetibile per una sola volta, fissando inoltre il limite massimo di età a 70 anni.

Inoltre per rendere più vicina la gestione e organizzazione del sistema sanitario ai territori, così com’è auspicabile, proponiamo che le nomine siano concertate con i rappresentanti delle associazioni dei Comuni

Per quanto riguarda i criteri di valutazione dell’operato dei direttori, che pure dovranno operare in sintonia con gli obbiettivi di politica sanitaria regionale, è auspicabile che la percentuale attribuita al raggiungimento degli obiettivi legata al mandato raggiunga l’80% e lasci una minima percentuale del 20% di valutazione basata sul rapporto fiduciario che lega il dirigente all’Ente che lo ha nominato.

Si tratta di poche semplici regole scritte nero su bianco e sancite da un atto pubblico affinché si possa uscire da questo balletto poco decoroso che pare solo legato all’appartenenza politica dei diversi direttori, consegnando certezza, trasparenza e qualità al nostro sistema sanitario.

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