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Spending review: tagli agli sprechi sì, ma non tagli alla Sanità

 

SPENDING REVIEW: TAGLI AGLI SPRECHI SÌ, MA NON TAGLI ALLA SANITÀ.
La spending review va sostenuta, ma va cambiata al capitolo “sanità”. Perchè il taglio previsto per questa voce nel triennio (4,7 mld di euro), si SOMMA a quello già stabilito dal governo Berlusconi Tremonti Bossi (17 mld di euro), sul budget complessivo di 110 mld di euro. Troppo: il taglio deve essere tendenzialmente annullato. La sanità italiana è da razionalizzare, certo, ma non da tagliare. E lo stesso vale per la sanità lombarda, a maggior ragione nel momento in cui le falle del finanziamento alle strutture private si scoprono in tutta la loro gravità. Razionalizzare, redistribuire, non tagliare.
Con il nuovo Patto della Salute la Lombardia avrebbe già un taglio secco di circa 800 milioni di euro, che si aggiunge alla manovra Tremonti del luglio 2011, che stabiliva un taglio di 1,2 mld di euro.
Oggi il bilancio della Regione ammonta complessivamente a 23,2 mld di euro annui, di cui 17,5 coprono la spesa sanitaria (l’11,9 per cento viene speso per l’acquisto dei farmaci coperti dal servizio sanitario). I tagli del governo arrivano a metà anno, incidendo pesantemente sul bilancio ormai definito, per il quale lunedì e martedì discuteremo la manovra di assestamento in Consiglio Regionale. Le conseguenze che la Giunta sta paventando riguardano un ulteriore aumento dei ticket, con l’aumento della quota di chi paga, e un taglio dei servizi. Provvedimenti per noi inaccettabili: il ticket lombardo va rimodulato nel senso della progressività rispetto al reddito, allargando la fascia di esenzione per i redditi fino a 30mila euro annui, non certo aumentato. E questo per noi andrà perseguito comunque vada a finire con la spending review, come stiamo chiedendo a Formigoni da tempo.

La review prevede poi che si scenda a 3,7 posti letto ogni mille abitanti (3 ospedalieri, il resto di riabilitazione o lungodegenza) e oggi la media nazionale è vicina al 4, come in Lombardia.
Si impone che almeno il 40% delle degenze vengano tolte negli ospedali pubblici, il resto nelle strutture private convenzionate.
Questo significa per la Lombardia un taglio di 3-4mila degenze, e le cliniche private convenzionate  perderanno tra 1.800 e 2.400 letti. Non è un male: è finalmente l’occasione per la Lombardia di creare, da questi posti letto da tagliare, posti letto per le lungodegenze, le cronicità e l’assistenza intermedia tra l’ospedale e il domicilio: saprà Formigoni, oltre la giusta lamentela per il taglio al budget, raccogliere la sfida? Vedremo…
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Pietrogino Pezzano all’Asl: il Consiglio ha detto No

Pietrogino Pezzano

Mercoledì, 13 aprile 2011- Con i banchi della maggioranza sguarniti è passata la mozione presentata da Pd, Idv e Sel per la revoca della nomina del direttore generale della Asl Milano 1 Pietrogino Pezzano. Nonostante il tentativo di ostacolare il voto da parte di Pdl e Lega, il numero legale di 38 consiglieri è stato raggiunto e la mozione approvata: Pezzano ha già annunciato le dimissioni. A questo punto, al presidente Formigoni non resta che eseguire la volontà del Consiglio regionale. Solo così la trasparenza delle istituzioni verrà salvaguardata e l’integrità etica garantita, come esempio in un momento critico per il dilagare delle organizzazioni criminali nel nostro territorio.

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L’intervento pubblico all’ex Montana di Lissone non può più attendere

 

La palazzina ex Montana

Mercoledì, 16 marzo 2011- Creare nuovi luoghi di aggregazione per i cittadini, presidi sanitari e spazi di uso pubblico senza nuove colate di cemento è possibile e semplice: basta recuperare le ex aree industriali dimesse e reinventarle in chiave diversa. Eppure, ancora oggi, in Lombardia esistono tantissime realtà ancora inutilizzate e soggette così al degrado e continui atti di vandalismo. E’ il caso dell’ex edificio Montana di Lissone. Il nostro territorio sta attraversando una fase delicata: infatti, molte zone una volta industriali devono oggi cercare una nuova vocazione per superare la crisi e mantenere viva l’eccellenza lombarda. Nel caso di Lissone, inoltre, una destinazione d’uso nuova per la ex Montana esiste già: la struttura ospiterebbe un presidio sanitario della Asl locale. Purtroppo, l’operatore immobiliare che aveva ottenuto il consenso per costruire palazzine residenziali nell’area a patto che venisse recuperata, a spese dell’operatore stesso, la struttura destinata ad uso pubblico, ha già terminato i condomini, in questo momento abitabili e abitati, senza però mantenere l’impegno sottoscritto per quanto riguarda la parte pubblica. Ritengo sia opportuno che anche la Regione si dia da fare per sollecitare il Comune a intervenire sull’operatore, che avrebbe dovuto dare priorità all’intervento pubblico e non tanto alle palazzine residenziali, e accelerare una tempistica troppo lenta che sta compromettendo la possibilità di creare un centro psico-sociale, urgenza molto sentita a Lissone poichè il centro attualmente più vicino si trova a Carate Brianza.

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“Nomina inopportuna” e arrivano le dimissioni

Mercoledì, 2 febbraio 2011- Il Pd, dopo che il Consiglio regionale aveva respinto per un soffio la mozione che chiedeva la revoca di Pezzano a direttore generale dell’Asl Milano 1 da parte del presidente Formigoni, ha chiesto direttamente a Pezzano di fare un passo indietro, considerando l’inopportunità politica della sua nomina.

A poche settimane dal suo nuovo incarico Pietrogino Pezzano non solo non pensa alle dimissioni ma effettua un’altra nomina che ha le stesse caratteristiche di inopportunità della sua e che non sembra rispettare certamente quel principio di prudenza chiesto dall’opposizione nella scelta dei dirigenti, inserendo nella sua Asl, come direttore sanitario, Giovanni Materia, che non sembra avere quei requisiti richiesti. ”Le modalità con cui sono stati scelti i direttori generali delle Asl e Ao lombarde si ripercuotono a cascata sulle nomine conseguenti – dicono i consiglieri del Pd Sara Valmaggi e Carlo Borghetti – Aspettiamo, come da richiesta del Consiglio regionale passata attraverso un ordine del giorno bipartisan che gli Assessori vengano in Commissione a spiegare la ratio che ha guidato le ultime scelte nel mondo sanitario lombardo”.

Poche ore dopo l’invio del presente comunicato alla stampa, abbiamo appreso che il dottor Materia si è dimesso dal suo incarico: ciò non può che confermare quanto avevamo scritto. Speriamo sia solo il primo passo verso una maggiore trasparenza, relativamente alla vicenda delle nomine in sanità, fatte dal Presidente Formigoni.

Asl Milano 1

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Il diritto alla salute: la sanità funziona? Ne parliamo a Vimercate

Martedì, 1 febbraio 2011- Insieme agli amici di Vimercate vi invito a partecipare giovedì 3 febbraio all’incontro “Il diritto alla salute”. Come funziona (e non funziona) la sanità nel nostro Paese? E in Europa? Come lavora in questo campo la Regione Lombardia? Il mix pubblico/privato funziona? Tenteremo di dare una risposta valida a queste e altre domande.

Appuntamento a Oreno di Vimercate, via Scotti 26 alle 20.45 del 3 febbraio

Vi aspettiamo!

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Caso Pezzano: per l’Asl Milano 1 una nomina inopportuna

 

Regione, il Pirellone

Mercoledì 19 gennaio 2011-

Il Consiglio regionale ha respinto per un soffio la mozione che chiedeva la revoca di Pezzano a direttore generale dell’Asl Milano 1 da parte del presidente Formigoni. Con 32 no e 31 sì (2 astenuti), assenti i 3 consiglieri UdC, la mozione che non è stata approvata in Consiglio oggi chiedeva un passo indietro e una condivisione del principio di prudenza e di opportunità politica sul caso Pezzano secondo la dimensione che attiene ai compiti della politica, che non entra nel merito giudiziario. 

“Non era in discussione la colpevolezza di nessuno. Il piano della riflessione  a proposito della nomina di Pezzano deve essere esclusivamente politico ed è peraltro lo stesso piano sul quale si sono svolte le nomine: una dimensione che è stata addirittura certificata dallo stesso assessore alla Sanità al momento delle nomine – ha detto il consigliere del Pd Carlo Borghetti – . Questo Consiglio si è impegnato in maniera forte sul contrasto alla legalità, in maniera bipartisan. Lo dimostra il lavoro che si sta svolgendo in Commissione Affari istituzionali.  Basta dunque il fatto che il direttore della Asl Milano  1 sia coinvolto in indagini a rendere la sua nomina inopportuna, così come ritengono sindaci e rappresentanti istituzionali del territorio, che hanno un ruolo, peraltro anche rispetto al mondo della sanità regionale come prevedono le leggi”.

Non resta che sia lo stesso Pezzano a fare a questo punto un passo indietro. “Rimettiamo nelle sue mani l’esito di questa vicenda – ha spiegato Arianna Cavicchioli del Pd – Le sue dimissioni offerte spontaneamente non sarebbero un’ammissione di responsabilità ma offrirebero la possibilità di un lavoro più sereno a tutti”

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Nomine Sanità, no alla lottizzazione

Il sistema sanitario

Venerdì, 10 dicembre 2010

- Scelti da un comitato di saggi per uscire dalla mera lottizzazione. E’ quanto chiede il Pd lombardo in merito alle poltrone della sanità, le cui sorti saranno decise nel giro di due settimane. I 44 manager sanitari che andranno a dirigere altrettante Asl e ospedali dovranno essere dirigenti capaci, scelti attraverso un meccanismo trasparente tra gli oltre 700 candidati ritenuti idonei.

“Lo avevamo già proposto in occasione della discussione del piano socio sanitario e lo ribadiamo con forza in questi giorni convulsi di trattative e spartizioni per le nomine dei manager della sanità in Lombardia.

Vogliamo sfidare il governo della Regione in pochi giorni si possono approvare delle linee guida che improntino la scelta dei direttori generali di ASL, A.O, AREU, a criteri di trasparenza, indipendenza e valorizzazione del merito, anche allo scopo di migliorare qualitativamente e rendere maggiormente efficace il governo della rete sanitaria regionale.

Tali criteri dovranno prevedere un comitato di valutazione delle candidature composto, da valutatori esterni o terzi con competenze scientifiche e/o manageriali, rappresentanti di istituzioni come il Cergas della Bocconi, il Cerismas della Cattolica, le Scuole di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva della Statale e della Bicocca – dicono i consiglieri Sara Valmaggi e Carlo Borghetti – . Per rendere più efficace ed efficiente la gestione delle aziende pubbliche si indichi che il mandato dei direttori generali abbia la durata di cinque anni ripetibile per una sola volta, fissando inoltre il limite massimo di età a 70 anni.

Inoltre per rendere più vicina la gestione e organizzazione del sistema sanitario ai territori, così com’è auspicabile, proponiamo che le nomine siano concertate con i rappresentanti delle associazioni dei Comuni

Per quanto riguarda i criteri di valutazione dell’operato dei direttori, che pure dovranno operare in sintonia con gli obbiettivi di politica sanitaria regionale, è auspicabile che la percentuale attribuita al raggiungimento degli obiettivi legata al mandato raggiunga l’80% e lasci una minima percentuale del 20% di valutazione basata sul rapporto fiduciario che lega il dirigente all’Ente che lo ha nominato.

Si tratta di poche semplici regole scritte nero su bianco e sancite da un atto pubblico affinché si possa uscire da questo balletto poco decoroso che pare solo legato all’appartenenza politica dei diversi direttori, consegnando certezza, trasparenza e qualità al nostro sistema sanitario.

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