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Maroni non reintegra il Fondo Sociale, non taglia i Ticket sanitari, e rinvia al futuro le promesse

InaulasubilancioOggi, 9 luglio, durante la seduta della Commissione Sanità, ho espresso forte delusione e contrarietà alla proposta di assestamento di Bilancio della Giunta Maroni che la maggioranza ha presentato.

Dal documento si evince che il Fondo Sociale Regionale, che era già stato fortemente ribassato rispetto ai bilanci precedenti, non sarà soggetto ad alcuna integrazione, come invece si era lasciato intendere, né è prevista alcuna manovra di altro tipo a sostegno del sociale per il 2014: per anziani, minori e persone con disabilità i Comuni dovranno accontentarsi dei soli 55 milioni di euro già stanziati, a fronte dei 70 dell’anno scorso e degli oltre 100 degli anni passati.

Anche il Fondo per la Famiglia resta per il 2014 fermo a una ottantina di milioni, ben al di sotto dei 300 milioni di euro che la Giunta Maroni -e non noi del PD- aveva fissato come quota necessaria a garantire un sostegno adeguato. Anzi, quasi una beffa, nel Bilancio sono tolti 105 mila euro al sostegno alla disabilità.

Infine non troviamo alcuna traccia dei 40 milioni di euro che sarebbero ricavati dai costi standard e che dovevano, nelle intenzioni di Maroni e dell’Asessore alla Salute Mantovani, essere utilizzati per il taglio del ticket.

Il Bilancio della Giunta Maroni è ben al di sotto delle promesse che la Giunta stessa ha da tempo espresso. Il documento è anche ben al di sotto delle promesse di integrazione fatte a più riprese anche dalla maggioranza.

Come gruppo PD, presenteremo nostre proposte per emendare un Bilancio che non è in grado di dare una risposta né alle esigenze dei Comuni, oggi in grave difficoltà, né ai bisogni dei cittadini che, in ambito sociale e sanitario, sono sempre più lasciati soli nel momento del bisogno.

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Quelle truffe ancora più odiose delle altre…

 

QUELLE TRUFFE ANCORA PIÙ ODIOSE DELLE ALTRE…
Siamo in un periodo di profonda crisi, se non addirittura di recessione.
Ed è proprio in questi momenti di crisi che le persone più deboli, quelle che percepiscono meno di 1000 euro al mese, si trovano spesso a dover chiedere finanziamenti per poter andare avanti. E molte di queste persone sono anziani, non solo poveri, facilmente raggirabili.
La presentazione dell’indagine “Anziani e povertà” ha chiuso l’iniziativa “Linea Terza Età – Insieme contro la Povertà” promossa da Movimento Difesa del Cittadino e Adiconsum, con il finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e ha cercato di accendere una prima luce di attenzione sul fenomeno delle truffe agli anziani, che abbiamo voluto inserire anche in una legge regionale bipartisan che ho promosso anch’io lo scorso anno.
A riprova di quanto ormai è sotto gli occhi di tutti, l’indagine ha evidenziato che tra gli anziani è diffusa una situazione di incertezza economica e che molti vivono in condizioni di marginalità e di disagio.
Infatti, più della metà degli intervistati denuncia di non avere risorse sufficienti a far fronte a tutte le proprie necessità (mentre per il 19,4% le risorse sono addirittura insufficienti al sostentamento), uno su tre dichiara di aver dovuto attingere ai propri risparmi, uno su dieci ha dovuto chiedere un prestito…
E purtroppo quest’ultima categoria è spesso a rischio truffe o raggiri, anche perchè solo il 57,3% di chi, tra gli anziani, accede a un prestito, legge  il materiale informativo e le clausole prima di sottoscriverlo.
Il dato allarmante è che quasi un intervistato su tre ritiene di essere stato vittima di raggiri da parte di mediatori finanziari. Alla domanda diretta se sia mai successo di ricevere informazioni o consigli fuorvianti da parte di un agente o di un mediatore finanziario allo scopo di essere indotti a firmare un contratto, risponde “sì” il 31,4% degli intervistati.
In questo periodo in cui le banche stanno ricevendo una “paccata di miliardi” (per usare un termine caro al nostro ministro al Welfare…), varrebbe forse la pena che ci fossero controlli e regole più severe per garantire un po’ più di attenzione a chi questa crisi la sta subendo senza averla minimamente causata.
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“GLI ANZIANI SONO UNA RISORSA: ORA REGIONE PROMUOVA CONCRETAMENTE INIZIATIVE PER L’INVECCHIAMENTO ATTIVO”

Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato un Ordine del Giorno sull’Anno Europeo per l’invecchiamento attivo e per la solidarietà tra le generazioni presentato dal Consigliere Regionale del Pd Carlo BORGHETTI. Ogni anno in Lombardia 40.000 persone superano la soglia dei 75 anni, e gli over 75 costituiscono il 9% della popolazione ma “pesano” per il 22% sui ricoveri e il 28% sulla spesa sanitaria. Fortunatamente però non tutti gli anziani presentano situazioni di salute precarie o, peggio, di non autosufficienza.

Il Consigliere BORGHETTI, firmatario dell’OdG, commenta: “Gli anziani sono e devono essere sempre di più una risorsa attiva per la comunità, per questo dobbiamo dar loro la possibilità di restare occupati e condividere le loro esperienze e competenze, continuando a svolgere un ruolo attivo nella società, perché possano vivere nel modo più sano e gratificante possibile, anche come risorsa sociale. Il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea hanno per primi lanciato questa sfida, proclamando il 2012 “Anno Europeo per l’invecchiamento attivo e per la solidarietà tra le generazioni”, per incoraggiare e sostenere gli sforzi degli Stati, delle autorità locali e regionali alla sensibilizzazione su questi temi e  al modo migliore per affrontarli, fissando degli obiettivi da realizzare concretamente.”

“L’anno europeo può essere l’occasione per uno scambio di esperienze e di buone pratiche, per la realizzazione di studi e lavori di ricerca, conferenze ed eventi per sensibilizzare l’opinione pubblica, campagne di informazione e di promozione per diffondere l’importanza di un invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni. –prosegue BORGHETTI- Con l’Ordine del Giorno che ho presentato oggi, e che abbiamo approvato in Consiglio, ho chiesto che Regione Lombardia faccia la sua parte promuovendo la conoscenza dell’iniziativa europea e la partecipazione alle varie azioni e opportunità previste dal programma europeo e nazionale che promuovono l’anno europeo, organizzando una Conferenza regionale che coinvolga tutti gli attori interessati, non solo in preparazione dell’Anno Europeo, ma anche per valorizzare le buone prassi già esistenti, e per fare il punto della situazione. Abbiamo anche chiesto alla Regione di identificare un apposito progetto da sviluppare nell’anno 2012.

“Stiamo assistendo a un progressivo invecchiamento della nostra società, –conclude BORGHETTI-, a noi, a partire da Regione Lombardia, il compito di dare valore sociale e culturale all’invecchiamento attivo e alla solidarietà tra le generazioni.”

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RIFORMA DEL WELFARE: UN’IDEA INTERESSANTE

Dall’ultima ricerca del Centro studi SIC, Sanità In Cifre, di FederAnziani, emerge ancora una volta quanto il settore sociale in Italia sia ormai messo in ginocchio: le ultime manovre, infatti, in tre anni hanno ridotto dell’80 % i fondi, portando la spesa dello Stato nel sociale da 2,5 miliardi a poco più di 500 milioni l’anno. Qualche numero: il Fondo per le Politiche Sociali dai 929 milioni del 2008 è sceso a 273 milioni, le risorse per la famiglia sono passate da 346 milioni a 51, quelle per le politiche giovanili da 137 milioni a 12, i finanziamenti per l’infanzia, l’inclusione degli immigrati e per la non autosufficienza sono stati azzerati. Dalla ricerca viene però anche una proposta concreta, interessante: FederAnziani ha chiesto al Presidente del Consiglio Mario Monti di istituire, presso l’INPS, un nuovo Fondo per la non autosufficienza che sostituisca quello per l’indennità di accompagnamento. È un’ipotesi non nuova e da approfondire. Più controversa la proposta di creazione di buoni servizio per le famiglie, da utilizzare per le spese di assistenza personale e a domicilio, o come quota RSA, nell’ambito di progetti di sostegno all’autonomia e al nucleo familiare. Sarebbero le Regioni poi a regolarne l’utilizzo e le modalità di rendicontazione, attraverso criteri di accreditamento di enti autorizzati a erogare le prestazioni, tra cui poi gli utenti e le famiglie potrebbero scegliere, come in parte avviene già in Lombardia, con esiti però da sottoporre ad attenta verifica. Gli emolumenti per i soggetti fino a 65 anni dovrebbero essere a carico dello Stato, mentre quelli relativi agli over 65 potrebbero essere finanziati attraverso un’assicurazione obbligatoria pubblica a carico di lavoratori ed imprese.

La ricerca stima che questo sistema porterebbe a un risparmio di 14,5 miliardi di euro: i comuni avrebbero un risparmio di circa 1,5 miliardi di euro per servizi domiciliari e quote sociali RSA, maggiori entrate fiscali e contributive per la regolarizzazione di 500 mila badanti, stimabili in 1,5 miliardi e altri 3,5 miliardi potrebbero essere risparmiati per la riduzione dei ricoveri impropri, mentre dai minori costi di gestione INPS deriverebbe un risparmio di 7,5 miliardi.

Il problema della non autosufficienza coinvolge circa due milioni di famiglie ed è un fenomeno in costante aumento, per questo nell’ambito della mia attività in Regione Lombardia avevo già presentato, come primo firmatario, il Progetto di Legge (Pdl n.92, sottoscritto da tutte le opposizioni) per l’implementazione di un Fondo Regionale per la Non Autosufficienza, da destinare in primis all’assistenza di anziani e di persone con disabilità, chiedendo alla Regione di ridistribuire le risorse alle ASL e ai Comuni, con particolare attenzione alle persone con i redditi più bassi e con le situazioni di salute più precarie.

Questi sono solo spunti. E’ certo che nulla sarà più come prima anche rispetto al sistema di servizi alla persona che abbiamo conosciuto fino a oggi. Tra le tante riforme di cui ha bisogno il Paese quella del Welfare è sicuramente tra le più urgenti, e urgente è stimolare un dibattito costruttivo e propositivo.

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Non autosufficienza: nel 2012 alla Lombardia il 77% di risorse statali in meno

Martedì, 20 settembre 2011- La popolazione lombarda invecchia a un ritmo superiore rispetto alla media nazionale e le proiezioni indicano che attorno al 2020 gli anziani non autosufficienti saranno nella nostra regione oltre 500mila. Un dato importante, che fa dire al gruppo regionale del PD che occorre ripensare il sistema di welfare potenziando e regolamentando il fondo regionale per la cura delle persone in stato di non autosufficienza. A tal proposito i consiglieri democratici hanno depositato un progetto di legge che è già a disposizione della commissione sanità e assistenza e in attesa di essere discusso.

Una regolamentazione, sottolinea il PD, ancor più necessaria alla luce dei pesantissimi tagli che il Governo ha effettuato sui trasferimenti alle Regioni per le politiche sociali: con l’azzeramento del fondo nazionale per la non autosufficienza, che ancora per l’anno in corso ha portato in Lombardia 56,5 milioni di euro, e con la drastica riduzione del fondo nazionale per le politiche sociali (per la Lombardia da 53,8 milioni nel 2011 a 25,27 milioni nel 2012), la nostra Regione vede in un anno le risorse statali contrarsi del 77%.

“Questo sistema dei tagli lineari è iniquo e ingiusto” dichiara Carlo Borghetti, primo firmatario del progetto di legge regionale del PD. “In momenti di crisi –continua il consigliere regionale– è giusto aiutare di più chi fa più fatica. Per questo abbiamo scritto un testo di legge che rimette al centro il territorio, ovvero i comuni e le Asl, che hanno il polso della situazione di difficoltà. Un fondo regionale per la non autosufficienza è già previsto ma, ed è un aggravante, ad oggi non è mai stato finanziato né regolato dalla Regione. Il nostro progetto di legge mira a implementarlo, stabilendo a chi e in che modo distribuire le risorse”.

Il progetto di legge del PD punta inoltre a “migliorare l’identificazione dei bisognosi –spiega ancora Borghetti-, istituire un piano distrettuale per la non autosufficienza raccordato a un piano regionale, istituire un osservatorio sul problema e valutare costantemente l’appropriatezza e l’efficacia delle misure di assistenza”.

Il PD pensa anche a nuove tipologie di intervento, con l’incentivazione del welfare famigliare, disponendo l’erogazione di parte del fondo ai parenti che si fanno carico della cura del soggetto in condizioni di non autosufficienza o alla compartecipazione al pagamento delle rette delle strutture di accoglienza, ricovero e cura, come le case di riposo e le residenze sanitarie per disabili.

Formule diverse da quelle che si stanno affermando in Regione, dove, come spiega il consigliere Gian Antonio Girelli, “è in corso una involuzione, con quello che viene definito il “welfare della responsabilità” che in realtà è un modo per scaricare sulla pelle di anziani e disabili e sulle spalle delle loro famiglie il peso della cura in una situazione di risorse pubbliche scarse. Un’impostazione inaccettabile – dichiara Girelli – a cui noi siamo culturalmente e politicamente contrari”.

“Per le famiglie lombarde – conclude Mario Barboni – ci saranno grossissimi problemi nel prossimo anno, stanti i tagli del Governo, a retrocedere rispetto ai servizi minimali che oggi vengono loro garantiti. Con questo e con altri progetti di legge, come quello sulla revisione dell’Isee, vogliamo contribuire a soccorrere le famiglie che non riescono a fare fronte ai costi delle cure. Con il principio che chi più ha più comparteciperà alla spesa, mentre chi ha meno deve essere meglio sostenuto, pur , senza che si venga meno all’universalità del servizio,”.

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Fondo per la non autosufficienza: l’intervento

Da Il Sole 24 Ore di mercoledì 16 febbraio

Fondo lombardo per la non autosufficienza

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