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Quelle truffe ancora più odiose delle altre…

 

QUELLE TRUFFE ANCORA PIÙ ODIOSE DELLE ALTRE…
Siamo in un periodo di profonda crisi, se non addirittura di recessione.
Ed è proprio in questi momenti di crisi che le persone più deboli, quelle che percepiscono meno di 1000 euro al mese, si trovano spesso a dover chiedere finanziamenti per poter andare avanti. E molte di queste persone sono anziani, non solo poveri, facilmente raggirabili.
La presentazione dell’indagine “Anziani e povertà” ha chiuso l’iniziativa “Linea Terza Età – Insieme contro la Povertà” promossa da Movimento Difesa del Cittadino e Adiconsum, con il finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e ha cercato di accendere una prima luce di attenzione sul fenomeno delle truffe agli anziani, che abbiamo voluto inserire anche in una legge regionale bipartisan che ho promosso anch’io lo scorso anno.
A riprova di quanto ormai è sotto gli occhi di tutti, l’indagine ha evidenziato che tra gli anziani è diffusa una situazione di incertezza economica e che molti vivono in condizioni di marginalità e di disagio.
Infatti, più della metà degli intervistati denuncia di non avere risorse sufficienti a far fronte a tutte le proprie necessità (mentre per il 19,4% le risorse sono addirittura insufficienti al sostentamento), uno su tre dichiara di aver dovuto attingere ai propri risparmi, uno su dieci ha dovuto chiedere un prestito…
E purtroppo quest’ultima categoria è spesso a rischio truffe o raggiri, anche perchè solo il 57,3% di chi, tra gli anziani, accede a un prestito, legge  il materiale informativo e le clausole prima di sottoscriverlo.
Il dato allarmante è che quasi un intervistato su tre ritiene di essere stato vittima di raggiri da parte di mediatori finanziari. Alla domanda diretta se sia mai successo di ricevere informazioni o consigli fuorvianti da parte di un agente o di un mediatore finanziario allo scopo di essere indotti a firmare un contratto, risponde “sì” il 31,4% degli intervistati.
In questo periodo in cui le banche stanno ricevendo una “paccata di miliardi” (per usare un termine caro al nostro ministro al Welfare…), varrebbe forse la pena che ci fossero controlli e regole più severe per garantire un po’ più di attenzione a chi questa crisi la sta subendo senza averla minimamente causata.
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Sabato in centomila contro le mafie: ve ne eravate accorti?

Con amarezza rilevo che Repubblica e Corriere della Sera di domenica 18 marzo ne parlano in quattro righe, ma sabato 17 oltre 100mila persone hanno partecipato a Genova alla 17ma  ”Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, promossa dall’associazione Libera. La ricorrenza cade il 21 marzo, primo giorno di Primavera, che quest’anno varrà anche come Prima Giornata Lombarda contro le mafie, come previsto dalla Legge reg. 2/2011, la legge per l’Educazione alla Legalità -approvata bipartisan- che avevo presentato e seguito in Consiglio regionale per conto del PD, e che dopo i recenti fatti andrebbe… appesa in tutti gli uffici della Giunta e del Consiglio lombardi…
Gli oltre 100mila di Genova hanno sfilato per dire no alla mafia insieme ai parenti delle vittime, che indossavano magliette con stampato il nome dei propri cari persi per mano della criminalità organizzata.
Si stimano in oltre 900 le vittime innocenti delle mafie:  cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, politici e amministratori locali. Persone che hanno pagato con la vita la loro coerenza, e che non vanno dimenticate.
Sono in tanti per ricordarci, come dice don Ciotti, che “la democrazia non sta in piedi senza impegno e responsabilità” e perchè, come ha detto il Presidente Napolitano,  ”il costante impegno nel rinnovare il ricordo delle donne e degli uomini vittime della criminalità mafiosa, contribuisce a sottrarre alle organizzazioni criminali spazi e occasioni di penetrazione e di consolidamento nella società”.
La memoria diventa impegno, diventa una voce che ribadisce il no alla mafia, alla corruzione, all’illegalità.
Perchè noi non ci rassegniamo alla mafia, e i tanti giovani presenti ieri lo hanno dimostrato: possiamo lottare, possiamo cambiare.

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La legge è passata, ora tocca alla pubblica amministrazione

Mercoledì, 20 aprile 2011- “Un ulteriore passo in avanti nel contrasto alla criminalità e alle mafie, ora vengano i comportamenti effettivi della pubblica amministrazione”. Così Carlo Borghetti consigliere regionale del PD, commenta l’approvazione della legge regionale “per la prevenzione e il contrasto alla criminalità” in modo bipartisan oggi in Consiglio regionale.

“Ci siamo arrivati attraverso un lavoro di commissione sufficientemente condiviso – spiega Borghetti – il provvedimento non è di facciata ma, se messo in campo con determinazione, capace di creare significativi argini alle infiltrazioni criminali. Abbiamo previsto il sostegno alle vittime della criminalità, abbiamo introdotto l’aiuto a comuni e province per il riuso dei beni confiscati a fini sociali, e puntato sulla prevenzione, per la quale è importante che si crei il clima giusto. La legge prevede inoltre l’istituzione di un Comitato regionale per il monitoraggio delle procedure di appalto, in particolare -ma non solo- in vista dell’Expo.”

Unica nota negativa la delusione per le norma finanziaria, che prevede uno stanziamento di tre milioni, ritenuto non sufficiente. “Ci aspettavamo più coraggio -sostiene l’esponente del PD- soprattutto visti gli intenti del provvedimento. Speriamo che la cifra venga via via aumentata in modo congruo.”

Con questa legge, dichiara il consigliere Franco Mirabelli, “il Consiglio dà una risposta alla domanda di legalità e di contrasto alla criminalità. Ora abbiamo un quadro normativo che garantisce maggiore attenzione, trasparenza e vigilanza rispetto agli appalti e una chiara responsabilità delle strutture dirigenziali che su questo saranno valutate. È importante – aggiunge Mirabelli – aver messo in campo una norma sulle vittime che troppo spesso vengono abbandonate. Oggi diamo un messaggio positivo. Non è una legge perfetta e non contiene tutto quello che avremmo voluto, ma oggi insieme assumiamo il problema e ci mettiamo in campo per contrastarlo.”

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Legge contro le mafie: un altro passo avanti

Stop alla criminalità organizzata

Giovedì, 7 aprile 2011- Il comitato ristretto di cui sono membro per conto del Partito Democratico ha concluso la stesura del testo della legge contro le mafie: ora la legge passerà in commissione per l’approvazione in Consiglio regionale entro il mese di aprile. Si tratta di un testo che era stato voluto in modo bipartisan e urgente dal Consiglio regionale dato il recente sviluppo dell’infiltrazione della criminalità organizzata nella regione Lombardia. E’ vero che la Regione non ha la possibilità di legiferare in merito agli appalti pubblici, ma questa legge le darà un importanto compito di sorveglianza aiutando anche gli enti locali e le realtà preposte ad applicare tutte le norme antimafia ad oggi vigenti. Fattore ancora più importante: per la prima volta in Lombardia la legge contiene anche norme relative alla prevenzione e contrasto al fenomeno. Altra novità è l’istituzione di un comitato di vigilanza sugli appalti pubblici soprattutto in vista di Expo2015: il comitato dovrà coordinarsi con altri organismi analoghi oggi esistenti. Sono felice di aver potuto partecipare al comitato ristretto con il collega Mirabelli anche perché i lavori sono iniziati proprio dall’ascolto di tutte le realtà che già da tempo operano nel campo. Solo così è stato possibile stendere un testo davvero completo ed efficace contro la criminalità organizzata.

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Legge regionale per l’educazione alla legalità: che soddisfazione!

 

Importanza della legalità

Martedì, 8 febbraio 2011- È nata in modo bipartisan, è stata elaborata ed ora definitivamente approvata con la stessa convergenza delle forze politiche di una parte e dell’altra la legge regionale sull’educazione alla legalità licenziata oggi in Consiglio regionale della Lombardia. Soddisfatto il PD, che pure ha dovuto fare la voce grossa per evitare che un emendamento dell’assessore Romano La Russa contro le associazioni accusate di avere legami con la politica (come sarebbe, secondo quanto l’assessore ha dichiarato in Aula, l’associazione Libera) venisse discusso e approvato in Aula. Continua quindi il lavoro cominciato con la richiesta di convocazione del Consiglio straordinario dello scorso ottobre da cui uscì un ordine del giorno condiviso. “Approviamo una legge – dichiarano in consiglieri regionali del PD Franco Mirabelli e Carlo Borghetti – che è frutto del lavoro comune di tutte le forze politiche presenti in Consiglio. Consideriamo questo un segnale importante, che sul tema della legalità il Consiglio non guardi alle differenze ma dia seguito a ciò che si è impegnato a fare con l’ordine del giorno approvato nella seduta straordinaria del Consiglio regionale”. “Con questa legge – aggiungono – il Consiglio regionale prende atto che il pericolo di infiltrazione nella società lombarda è concreto e manifesto. Dobbiamo intervenire seminando nella società lombarda anticorpi culturali che impediscano alle organizzazioni criminali di attecchire e con questo provvedimento facciamo un investimento sul terreno dell’educazione alla legalità coinvolgendo le scuole e valorizzando i mondi e le associazioni impegnati quotidianamente in questo campo”. Due i passaggi di questa legge che si devono all’accoglimento di emendamenti del PD: “È con soddisfazione – continuano Mirabelli e Borghetti – che troviamo nel testo l’introduzione della giornata contro la criminalità organizzata e in ricordo delle vittime delle mafie in una data, il 21 marzo. Il primo giorno di primavera, che significa speranza di un futuro migliore. La seconda introduzione di cui siamo soddisfatti è l’osservatorio, che sarà aperto ad altri soggetti esterni all’istituzione e che avrà il compito di valutare l’efficacia di questa legge, servendo anche a monitorare la situazione e a orientare gli interventi della giunta.” “Nonostante il becero intervento di La Russa, che ha seriamente rischiato di funestare un lavoro condiviso gettando la croce su associazioni che hanno la sola colpa di interloquire con le parti politiche, peraltro non a senso unico, oggi abbiamo compiuto un primo passo importante. Ma non basta, dobbiamo andare avanti approvando anche le leggi a garanzia della trasparenza degli appalti e a contrasto del lavoro nero, contro il fenomeno dell’usura e in aiuto a alle vittime delle mafie.”

I contenuti: La Regione contribuirà alla realizzazione da parte degli istituti scolastici e delle università, di attività didattiche integrative, laboratori, indagini e ricerche sulla criminalità organizzata, anche attraverso la promozione di corsi di aggiornamento del personale docente; promuoverà inoltre la ricerca, la documentazione e l’informazione su questi temi e sosterrà le iniziative finalizzate allo sviluppo della coscienza civile, costituzionale e democratica, alla lotta contro le mafie.

La legge istituisce inoltre la giornata dell’impegno contro le mafie, che si terrà ogni anno il 21 marzo, e dà il via libera a un Osservatorio sulla legalità che ogni anno predisporrà per il Consiglio regionale una relazione sull’efficacia delle azioni messe in campo in attuazione della legge stessa.

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Nord chiama Sud contro la ‘ndrangheta

Il presidente della Commissiona antimafia calabrese Salvatore Magarò

Lunedì 6 novembre 2010

- Legami troppo stretti tra Lombardia e Calabria sul fronte delle organizzazioni criminose. Un cancro, quello della ‘ndrangheta, che al nord ha cominciato a diffondersi molti anni fa, ma che ora tocca il suo apice, anche in vista di importanti appalti per l’Expo. E ora è urgente correre ai ripari.
E’ in quest’ottica che la commissione Affari istituzionali del consiglio regionale ha incontrato il presidente della commissione Antimafia del consiglio regionale calabrese, Salvatore Magarò. “E’ stata un’ottima occasione – commenta Carlo Borghetti - per avviare importanti rapporti tra Lombardia e Calabria sul fronte della lotta alla criminalità organizzata: ha trovato assolutamente il nostro favore l’idea di portare avanti un lavoro assieme tra i due consigli regionali, valorizzando quello che stiamo facendo come Commissione sul progetto di legge per l’educazione alla legalità e di contrasto alle mafie. E’ importante, infatti, un’alleanza tra le istituzioni, ma anche tra la politica e la società civile”. 
Al presidente Magarò Borghetti ha illustrato, durante l’incontro, i capisaldi del progetto di legge “che come Pd abbiamo presentato tra i primi, studiandolo con la collaborazione dell’associazione Libera, e che si sta utilizzando come base per il progetto bipartisan. Insomma, è fondamentale l’unità di intenti tra i due consigli regionali, che ci vede favorevoli e che dovrebbe vederci uscire pubblicamente con voce unanime. Per questo stona ancora di più la mancanza di gran parte della maggioranza, in Commissione, dove noi componenti del Pd c’eravamo tutti, mentre il Pdl era rappresentato solo da tre consiglieri, di cui uno presidente di commissione, e della Lega addirittura non c’era nessuno, tranne il presidente Boni per il saluto iniziale. Voglio sperare che non sia un segnale di disimpegno”. 
E nel dettaglio, Borghetti ricorda le proposte emerse durante l’incontro: “Ci scambieremo le informazioni sulle iniziative che i due consigli metteranno in campo, ma c’è anche l’idea di fare un documento unico, probabilmente un ordine del giorno, magari da approvare nella stessa giornata, anche per dargli maggiore visibilità. E di fronte all’evidenza che la Lombardia è diventata un ganglio della ‘ndrangheta calabrese, questa è la palese dimostrazione che la politica sa reagire, al di là delle polemiche”. 
Polemico sull’assenza della Lega all’incontro con Magarò anche Filippo Penati, vicepresidente del consiglio regionale, che sottolinea come sia “tempo di fare una commissione Antimafia anche in Lombardia. E’ sbagliato e irresponsabile sottovalutare il rischio di infiltrazione nell’economia lombarda e in quella milanese”. Tra le proposte concrete del Pd Penati ricorda “quella del conto corrente unico per la trasparenza degli appalti”.

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