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Limite di velocità a 70 km orari in tangenziale: una beffa ai cittadini

Smog a Milano

Mercoledì, 2 marzo 2011- Sono passati solo una decina di giorni dal provvedimento della Provincia di Milano è già si registrano i primi malumori tra i cittadini. La decisione di abbassare i limiti di velocità a 70 km orari sulle Tangenziali per contrastare l’emergenza smog, infatti, ha provocato proteste bipartisan, non ultima quella del presidente del Consiglio regionale leghista Davide Boni. Trovo assurdo pensare di poter risolvere un problema così grave in questo modo per due motivi. Innanzitutto, se visualizziamo mentalmente una qualsiasi tangenziale milanese pensiamo o ad ingorghi in cui le macchine procedono a passo d’uomo, ben sotto i settanta chilometri orari, o sfrecciano incuranti di qualsiasi limite. In più, la causa del provvedimento non viene fatta risalire alla sacrosanta sicurezza stradale ma all’emergenza smog. Una cosa ridicola! La Provincia dovrebbe pensare al mantenimento delle aree verdi o al miglioramento dei servizi di trasporto pubblico come incentivo a lasciare a casa la macchina: così non si risolve nulla e a dover far la parte dell’ago della bilancia sono sempre i cittadini. Un danno e una beffa: aumenta l’incidenza delle malattie tumorali, lo smog e l’inquinamento (derivato anche dal riscaldamento degli uffici pubblici e non solo dai gas di scarico delle auto) abbruttiscono le nostre città, e la risposta della Provincia è: andate piano. Chiediamo alla Regione di istituire un tavolo di confronto per trovare soluzioni migliori ad un’emergenza che non può più essere ignorata

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Lambro:monitoraggio costante, la Regione sia attenta

La Protezione civile cerca di tamponare l'emergenza

Martedì, 22 febbraio 2011- E’ passato già un anno dallo sversamento doloso di due milioni e mezzo di litri di idrocarburi (provenienti dal deposito di un’ex raffineria) nel terreno intorno al fiume Lambro, e ancora si contano i danni causati all’ambiente e alle comunità che risiedono nelle vicinanze del corso d’acqua. Un deterioramento ambientale pesantissimo, che ha coinvolto l’intero bacino idrico del fiume Po, di cui il Lambro è affluente, nonostante il pronto intervento delle unità di emergenza quali vigili del fuoco, corpo forestale e associazioni ambientaliste. “Oggi non si festeggia un bell’anniversario – ha commentato il consigliere regionale del Partito Democratico Carlo Borghetti, cofirmatario di un’interrogazione sul tema – soprattutto perché, e non ci stancheremo mai di ricordarlo, non si è trattato di un evento una tantum: la Lombardia è una delle aree del nostro Paese maggiormente soggette ai danneggiamenti da agenti inquinanti, dovuti sì alla grande produttività della Regione ma anche a folli disattenzioni e atti senza rispetto nei confronti della natura e dell’uomo che la abita. Per questo motivo, chiediamo alla Regione di fare chiarezza su quanto accaduto un anno fa (le indagini della Magistratura risultano ancora indirizzate verso ignoti) e di adoperarsi sia perché il disastro sia controllato e arginato, con attente analisi del terreno delle sponde, sia perché non si ripetano altri atti simili, monitorando costantemente le aziende ad alto rischio ambientale del nostro territorio”.

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Inceneritore a Paderno? Nì

Inceneritore: ipotesi non ancora esclusa

Paderno Dugnano, 8 febbraio 2011 – Da: Il Giorno Sesto – Cinisello

«Mai cantare vittoria prima che la partita sia terminata». È l’appello del Comitato No Inceneritore di Paderno Dugnano. Non bastano, infatti, le rassicurazioni dell’Amministrazione comunale. Chiarimenti sulla vicenda erano stati chiesti anche in Regione Lombardia tramite un’interpellanza presentata dal consigliere del Pd Carlo Borghetti.

«Abbiamo chiesto al Consiglio regionale di conoscere lo stato dell’arte sulla vicenda termovalorizzatore — spiega Borghetti — anche se sappiamo che la competenza prioritaria è della Provincia. Ma non troviamo equa la distribuzione degli impianti nel Nord Milano». La risposta ufficiale pochi giorni fa. «L’assessore al territorio Daniele Belotti ci ha riferito che la Regione è a conoscenza della richiesta avanzata da Paderno Energia e delle proroghe concesse per il completamento della documentazione», continua il consigliere Pd.

«Quello che sappiamo è inoltre che la Provincia non arriverà alla valutazione finale dell’ammissibilità della domanda fino a quando non sarà chiusa la procedura per la valutazione ambientale». Entrando nello specifico: «Il fatto che l’inceneritore di Paderno Dugnano non rientri nel piano provinciale non sarebbe un ostacolo alla sua possibile realizzazione — continua Borghetti —. Tuttavia al momento sarebbe esclusa una localizzazione a Paderno e la Regione ha comunque ribadito che presidierà il procedimento con particolare attenzione». Buone notizie all’orizzonte? La risposta è «ni».

«Mi viene da dire che la Regione tranquillizza ma non del tutto — commenta il promotore dell’interpellanza —. Giudico la risposta interlocutoria positiva perché, rispetto alle iniziative padernesi, non sembra che l’ente faccia il tifo per l’inceneritore a Paderno. Ma al contempo non esclude che questo possa succedere. Condivido quindi le preoccupazioni del Comitato e del territorio e continueremo a tenere desta l’attenzione sul tema con l’auspicio che arrivi al più presto il diniego della Provincia».

Anche il Comitato non abbasserà la guardia: «Da una parte abbiamo un documento ufficiale della Regione che comunque dice che la questione non è ancora chiusa e, dall’altra, l’interpretazione di una lettera che la Provincia avrebbe scritto all’Amministrazione non concedendo la proroga richiesta. Ma che, ad oggi, non è stata comprovata nei fatti — ha commentato Emiliano Abbiati del Comitato No Inceneritore —. Vogliamo leggere documenti e atti ufficiali con la presa di posizione, scritta nera su bianco. Per quanto ci riguarda, noi festeggeremo al momento giusto (se ci sarà da festeggiare), non prima!».

di Simona Ballatore

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Borse di plastica, finalmente il provvedimento che ci avvicina all’Europa

Mercoledì 5 gennaio 2011- Sono passati solo cinque giorni dalla data in cui è scattato l’importante decreto che blocca la produzione e la distribuzione delle borse di plastica, le “shopper” che tutti noi siamo abit

Stop ai sacchetti di plastica

uati a usare per imbustare la spesa al supermercato. Così entro qualche mese quest’usanza molto italiana di preferire ai sacchetti riutilizzabili i contenitori usa e getta dovrebbe essere messa definitivamente al bando. “In realtà – dice Carlo Borghetti, consigliere regionale del Partito Democratico Lombardia – le associazioni dei consumatori hanno rilevato alcune problematiche riguardo lo smaltimento delle buste rimaste in giacenza, e il comunicato del Ministero dell’ambiente non aiuta, parlando di smaltimento consentito fino ad esaurimento scorte purchè a titolo gratutito, senza però specificare chi effettuerà i controlli e che tipo di sanzioni applicherà. Sono contento che l’assessore al territorio Belotti abbia promesso intransigenza contro chi non rispetterà il provvedimento – continua Borghetti – ma spero che Regione Lombardia si adoperi soprattutto per aiutare i piccoli e piccolissimi negozi, che potrebbero vedersi costretti ad aumentare il prezzo della loro merce per poter offrire ai consumatori i nuovi sacchetti biodegradabili. Per il resto – conclude il consigliere – si tratta di un’ottima norma, inserita nella Finanziaria 2007 dal Governo Prodi, che accosta l’Italia al resto dell’Europa. La Lombardia non si faccia scappare l’occasione di essere una delle regioni capofila italiane per quanto riguarda l’attenzione all’ambiente”.

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