Archivi categoria: Ambiente e agricoltura

Impariamo a votare facendo la spesa

IMPARIAMO A VOTARE FACENDO LA SPESA.
Il Wwf Italia ha presentato questa settimana a Venezia il rapporto “Andamento dell’impronta ecologica nel Mediterraneo” da cui è emerso, purtroppo, che il nostro Paese, con il 23 %, è quello, nel mare nostrum, ad aver toccato il punto maggiore di “debito ecologico”.
Per dare un’idea seguono Spagna (17%), Francia (13%), Turchia (10%) ed Egitto (9%). Gli italiani, cioè, sono quelli che usano più risorse rispetto alle capacità dell’ambiente naturale di rigenerarle.
Tra i Paesi del Mediterraneo il Portogallo è l’unico ad aver ridotto in maniera significativa il suo deficit ecologico negli ultimi anni.
Sembra un problema più grande di noi, ma in realtà l’impronta ecologica ha a che fare con il modello di sviluppo che vogliamo e con i nostri comportamenti di ogni giorno.
E su questo fronte ciascuno di noi, nel proprio piccolo, può fare la propria parte.
Padre Alex Zanotelli dice che “i consumatori esprimono un voto con ogni prodotto che scelgono, e segnalano alle imprese i comportamenti che approvano e quelli che condannano. L’acquisto può trasformarsi in un sostegno alle forme produttive corrette o in un ostacolo alle altre”.
E’ quindi anche andando a fare la spesa che possiamo esercitare “la nostra sovranità” perché il modo in cui consumiamo riguarda l’intera umanità, perché ha conseguenze sulle risorse, sull’energia, sui rifiuti, sulle condizioni di lavoro…
È quindi sempre più importante per noi e per il futuro di chi verrà dopo di noi informarsi ed essere critici nella scelta dei prodotti, per essere protagonisti e non complici di qualcosa che non vogliamo e non condividiamo.
Perché si fa politica tutti i giorni, innanzitutto con il proprio stile di vita. Anche facendo la spesa.
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Per un’abbondanza frugale: meno PIL, più felicità

Sugli scaffali delle librerie è apparso il nuovo libro di Serge Latouche “Per un’abbondanza frugale”. Latouche è un economista che porta avanti la teoria della decrescita felice, probabilmente solo un’utopia, ma che in questo momento di crisi forse può darci qualche spunto. 
Anche in Italia abbiamo degli esempi di economisti che abbracciano queste teorie, come Luigino Bruni e Stefano Zamagni, che sostengono l’idea di un’economia “della felicità”.
Si parte dal concetto che la felicità e il benessere di una società non possono misurarsi solo attraverso i consumi e il PIL pro capite, che stima solo la ricchezza ma non considera tantissimi altri valori qualitativi.
Latouche propone come alternativa al modello attuale di società, basata sul consumo e sulla necessità di crescere, una società “conviviale”, che recuperi lo spirito del dono (e qui le parole chiave sono dare, ricevere, ricambiare), i legami sociali basati sull’altruismo, la reciprocità, il rispetto degli altri e dell’ambiente.
Secondo Latouche la vera ricchezza è quella costituita dai beni relazionali, cioè quelli che si fondano sulla reciprocità e la non-rivalità, il sapere, l’amore, l’amicizia. Latouche sostiene che quella in cui viviamo, proprio perché è una società dei consumi, non può essere una società di abbondanza: per continuare a consumare occorre creare (e lo si fa in gran parte con la pubblicità) un’insoddisfazione permanente, creando quindi nuovi “bisogni”.
Latouche propone dei modelli diversi: la decrescita felice e l’abbondanza frugale. 
Il cambiamento di prospettiva  può essere realizzato attraverso le otto «R»: rivalutare, ridefinire, ristrutturare, ridistribuire, rilocalizzare, ridurre, riutilizzare, riciclare. Questi otto obiettivi interdipendenti produrrebbero un circolo virtuoso di decrescita serena, conviviale e sostenibile. 
Sono idee affascinanti, probabilmente poco realizzabili su scala globale, ma che certamente possono darci spunti di riflessione significativi sui nostri stili di vita quotidiani, e ricordarci l’importanza delle relazioni e della convivialità per una vita alla fine un po’ più felice, anche con meno PIL.

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Maltempo: serve più cura per il territorio e meno tagli alla ricerca

Lunedì 31 ottobre 2011- Un anno fa, il Veneto; settimana scorsa, Roma e Napoli. Il maltempo che ha funestato in questi giorni gli abitanti della Liguria e della Toscana è terribile, e ci lascia tutti in silenzio di fronte ai morti, ai dispersi, davanti a chi ha perso i suoi cari o la sua casa nel vortice di un’ondata di acqua e fango. Di fronte a queste tragedie il silenzio sembrerebbe doveroso, ma a parer mio è proprio in questi momenti che è più necessario parlare, rifiutarsi di tacere. Non è possibile nel 2011 essere qui a piangere nuovi morti per catastrofi naturali. A Monterosso, nelle Cinque Terre, la gente si è rimboccata le maniche fin da subito per ripristinare la normalità, e i soccorsi organizzati sono arrivati celermente da tutta Italia. Non è la solidarietà, o la voglia di lavorare, che ci manca. Ma io dico: queste tragedie non possono essere evitate? Ad Aulla (Massa Carrara) la procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo anche se attualmente non ci sono indagati. Non è la prima volta che accadono queste cose in Italia: tra terremoti, eruzioni vulcaniche, esondazioni e frane conosciamo bene i punti deboli del nostro territorio, ma non riusciamo ad attuare in tempo azioni preventive e soprattutto non ci decidiamo a dare spazio (e fondi) alle Università di Geologia e di Metereologia. Oltre a ricordare con rispetto i morti, ricordiamoci anche dei tagli fatti alla ricerca quando accadono queste disgrazie.

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Hai la natura in testa? Parliamo di parchi

Mercoledì, 15 giugno 2011- Domani 16 giugno alle ore 17 tutti connessi alla rete per seguire in diretta “Parchi lombardi per la valorizzazione dell’ambiente”. Il gruppo regionale del Pd e i circoli sul web parleranno della legge sui parchi ma soprattutto ascolteranno e risponderanno alle domande dei navigatori. Connettiti al sito www.blogdem.it domani giovedì 16 alle 17, le tematiche di cui parleremo interessano proprio tutti.

 

 

 

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Quattro sì, per dire NO!!!

Mercoledì, 8 giugno 2011- In Italia negli ultimi anni i referendum non hanno avuto molta fortuna. Vuoi per le tematiche delicate, vuoi per la scarsa affluenza di votanti alle urne, spesso i quesiti non arrivavano a raggiungere il quorum e nemmeno a sfiorarlo. Questa volta è diverso: nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento sono temi molto sentiti e discussi, nonostante il silenzio di Rai e Mediaset a riguardo. Votare consapevolmente a favore o contro un quesito è importante perchè è il primo e più diretto modo di fare la differenza come singolo cittadino e decidere la rotta del vivere quotidiano: ecco perché dobbiamo fare un ultimo sforzo, in questi giorni che precedono le ferie estive, poiché la giustizia e l’equità non vanno in vacanza. Ecco perché a tutta forza dico: votiamo 4 sì, anche contro il ritorno del nucleare in Italia. Lo dice anche Margherita Hack, una delle menti più eccelse che ancora vivono sotto il tricolore: che la ricerca continui, ma le centrali e la produzione di energia in questo modo no, non la vogliamo.

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Bosco di querce: non facciamo pagare alle generazioni di domani gli errori di ieri

 

Il progetto sulla carta

Martedì, 22 marzo 2011- Nato per tamponare un’emergenza ambientale, ora il Bosco delle Querce dovrà far spazio alla Pedemontana. Bastano poche righe per riassumere la contraddittoria decisione di Autostrada Pedemontana Spa di far passare il tracciato della tanto sospirata strada nell’area verde appositamente disposta al fine di proteggere l’ambiente e la cittadinanza dalla contaminazione tossica della diossina fuoriuscita nel 1976 dall’impianto Icmesa di Meda. Non vogliamo fare la parte di quelli che si oppongono alla Pedemontana, anzi. Infatti il Partito Democratico ed io in prima persona ci siamo sempre battuti per un rapido e intelligente avanzamento per le infrastrutture che dovranno sorgere in Lombardia in vista di Expo 2015. Ma qui si tratta semplicemente di seguire le prescrizioni del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) che indicano chiaramente come la strada dovrà necessariamente passare al di fuori del perimetro del Bosco delle Querce, per evitare di smuovere terreno contaminato. Perciò chiediamo semplicemente che Autostrada Pedemontana Lombarda Spa si impegni a seguire le prescrizioni del Cipe: nel caso la Regione agisca di conseguenza. Abusivismo nella totale mancanza di rispetto dei cittadini e dell’ambiente non sono concetti nelle nostre corde

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Limite di velocità a 70 km orari in tangenziale: una beffa ai cittadini

Smog a Milano

Mercoledì, 2 marzo 2011- Sono passati solo una decina di giorni dal provvedimento della Provincia di Milano è già si registrano i primi malumori tra i cittadini. La decisione di abbassare i limiti di velocità a 70 km orari sulle Tangenziali per contrastare l’emergenza smog, infatti, ha provocato proteste bipartisan, non ultima quella del presidente del Consiglio regionale leghista Davide Boni. Trovo assurdo pensare di poter risolvere un problema così grave in questo modo per due motivi. Innanzitutto, se visualizziamo mentalmente una qualsiasi tangenziale milanese pensiamo o ad ingorghi in cui le macchine procedono a passo d’uomo, ben sotto i settanta chilometri orari, o sfrecciano incuranti di qualsiasi limite. In più, la causa del provvedimento non viene fatta risalire alla sacrosanta sicurezza stradale ma all’emergenza smog. Una cosa ridicola! La Provincia dovrebbe pensare al mantenimento delle aree verdi o al miglioramento dei servizi di trasporto pubblico come incentivo a lasciare a casa la macchina: così non si risolve nulla e a dover far la parte dell’ago della bilancia sono sempre i cittadini. Un danno e una beffa: aumenta l’incidenza delle malattie tumorali, lo smog e l’inquinamento (derivato anche dal riscaldamento degli uffici pubblici e non solo dai gas di scarico delle auto) abbruttiscono le nostre città, e la risposta della Provincia è: andate piano. Chiediamo alla Regione di istituire un tavolo di confronto per trovare soluzioni migliori ad un’emergenza che non può più essere ignorata

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Contro la distruzione del Bosco del Bacin

Il bosco del Bacin distrutto dalle ruspe

Lettera ai volontari di Legambiente e al Pd di Vittuone

Martedì, 1 marzo 2011- Cari amici del Partito Democratico e volontari di Legambiente

Sono venuto a conoscenza della lotta coraggiosa che state combattendo contro la distruzione del bosco del Bacin, l’ultimo grande polmone verde di Vittuone. La cementificazione selvaggia di un’area che avrebbe potuto essere recuperata e adibita a spazio gioco e relax è sempre una cattiva notizia, ma lo è ancora di più se si considera lo stato generale della nostra zona, ormai ultima propaggine della metropoli. Credo che tutti i circoli locali del Partito Democratico possano condividere l’assoluta opposizione contro un Pgt, quello approvato dalla Giunta Pdl e Lega di Enzo Tenti, che fa scempio dell’identità rurale che ha sempre caratterizzato Vittuone e i paesi limitrofi: uno schiaffo anche in prospettiva di Expo 2015, che dovrebbe far conoscere al mondo il nostro territorio nelle sue peculiarità e ricchezze. L’area del Bacin va tutelata anche secondo le direttive provinciali: per questo vi sostengo e sono a vostra disposizione per qualsiasi azione congiunta.

Un saluto

Carlo Borghetti

Consigliere regionale della Lombardia, Partito Democratico

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Acqua, lo stop dei Ministri: è il buon senso che avevamo chiesto

L'acqua è un bene di tutti

Lunedì, 28 febbraio 2011- Finalmente una buona notizia sul fronte acqua pubblica: le richieste di realtà importanti come il Comitato italiano del Contratto mondiale sull’acqua nonché di alcuni partiti tra cui il Pd siano state accolte. Il Consiglio dei Ministri ha impugnato la brutta legge regionale della Lombardia numero 21 del 2010 che detta disposizioni di interesse economico in materia di gestione delle risorse idriche, contro cui aveva votato il PD. Così, la Regione è costretta di fatto a sospendere l’applicazione della norma fino a parere contrario. “Ai ministri deve essere sembrato assurdo, nonché apertamente anticostituzionale, il principio che stava alla base di questa legge – ha commentato il consigliere regionale del Pd Carlo Borghetti – la legge è infatti illegittima poiché stabilisce che gli enti locali, per la gestione del servizio idrico integrato, possono costituire una società patrimoniale di ambito, in contrasto con le norme statali di riferimento che affermano la proprietà pubblica delle reti e delle infrastrutture idriche. Una vittoria del buon senso, oltre che della Costituzione: una risposta a chi riservava soltanto parole di accusa a tutti coloro che si sono spesi e che ancora si danno da fare per difendere la risorsa più preziosa che esista”.

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Ex SISAS, la mozione: subito un nuovo accordo per la bonifica

La bonifica dell'area

Sabato, 26 febbraio 2011- Da parecchi anni l’area ex SISAS, situata tra Pioltello e Rodano e riconosciuta come sito di interesse nazionale, attende di essere bonificata dalle discariche abusive e dalla presenza di inquinanti pericolosi nei terreni ove la fabbrica fallita era a suo tempo insediata. Parliamo di 300.000 metri quadrati di superficie dove trovavano collocazione depositi di rifiuti industriali per circa 290.000 tonnellate (di cui 50.000 classificate come rifiuti pericolosi). Sono note a tutti le vicende che hanno portato all’attuale situazione: dalla firma dell’Accordo di Programma del 2007 alla mancata esecuzione delle opere di bonifica da parte dell’operatore, fino all’assegnazione dei lavori alla Società Daneco per evitare la sanzione comminata all’Italia da parte dell’Unione Europea. Per arrivare ad una soluzione definitiva che aiuti anche i Comuni, che in questi anni hanno dovuto gestire le criticità dovute ai ritardi della bonifica, Carlo Borghetti, insieme agli altri consiglieri del PD Fabio Pizzul, Arianna Cavicchioli, Franco Mirabelli, Sara Valmaggi e Francesco Prina, ha presentato una mozione urgente per impegnare la Giunta regionale ad intraprendere alcune azioni che vadano in questa direzione. “Abbiamo ritenuto – dichiara Borghetti – che la rilevanza del caso della ex Sisas meriti al più presto un passaggio in Consiglio regionale nell’interesse non solo delle comunità locali ma dell’intero territorio lombardo. Chiediamo che la Giunta si impegni affinché i Comuni di Pioltello e Rodano possano diventare proprietari delle aree e concludano così le operazioni di bonifica dei terreni contaminati. Domandiamo l’annullamento dell’Accordo di Programma del 2007 e la promozione di un nuovo accordo che coinvolga tutti i soggetti pubblici. Infine, impegniamo la Giunta a confermare gli impegni assunti da Regione Lombardia e Provincia di Milano per la riqualificazione del territorio, anche al fine di rendere disponibili ed elargibili in tempi rapidi le compensazioni economiche a favore dei Comuni di Rodano e Pioltello. Auspichiamo pertanto una forte assunzione di responsabilità di tutte le forze presenti in Consiglio nell’auspicio di poter compiere un altro passo che ci porti al più presto alla riqualificazione completa dell’area”.

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