Archivi del mese: giugno 2018

Trasloco dei Sert in via Gola – Scelta inadeguata, Regione riveda la sua posizione in merito

«Un servizio che si occupa di dipendenze non può essere situato né fuori dal territorio di riferimento, né tanto meno in una zona purtroppo nota per episodi di illegalità e spaccio. Quella di Regione Lombardia è una scelta alquanto inadeguata». Lo dichiara il Vice Presidente del Consiglio regionale Carlo Borghetti, a seguito della conferma della notizia dello spostamento dei Sert di via Conca del Naviglio e via Albenga nell’ex sede del Dipartimento e dell’Osservatorio sulle Dipendenze di via Gola, a Milano.
«Il Sert 2 di via Conca del Naviglio – prosegue Borghetti – era stato già oggetto a maggio dello scorso anno di un’interrogazione presentata dalla consigliera PD Sara Valmaggi e da me: l’assessore Gallera si era detto disponibile ad aprire un confronto con il Comune di Milano per la sua ricollocazione a patto di un accordo non oneroso per Regione Lombardia ma, evidentemente, l’Assessore non si è mosso in tal senso».
In ogni caso «è la Regione che deve farsi carico dei costi di gestione degli interventi di propria competenza, non certamente il Comune di Milano. Il processo di riorganizzazione delle sedi delle Ats, a seguito della riforma sanitaria, non può realizzarsi con il risultato di indebolire i servizi: auspichiamo quindi che Regione Lombardia riveda la sua posizione in merito» ha concluso Borghetti.

Milano, 28 giugno 2018

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Liste d’attesa in sanità, la Regione affossa l’agenda unica. Grave dietrofront

Prenotare le visite e gli esami sanitari sia nel pubblico che nel privato con una sola telefonata? La Regione fa marcia indietro. A dire di no è stata la maggioranza di centrodestra in commissione sanità del Pirellone che, discutendo questa mattina il Piano regionale di sviluppo, ha cancellato un impegno che era scritto nero su bianco nella delibera delle “regole del sistema sanitario” approvata dalla giunta regionale a fine 2015. La cosiddetta “agenda unica”, ovvero il database unico delle disponibilità per esami e visite ambulatoriali di strutture pubbliche e private accreditate con il sistema sanitario regionale, strumento fondamentale per ridurre drasticamente i tempi di attesa e per semplificare la vita ai cittadini, è una promessa della giunta regionale disattesa da tempo. Nella delibera sopra citata si legge espressamente che l’agenda unica, quindi la messa a disposizione delle proprie disponibilità, doveva diventare dal 2017 requisito vincolante per le strutture private per mantenere il contratto con la Regione.
“Il dietrofront della giunta regionale – spiegano i consiglieri regionali del Pd Gian Antonio Girelli e Carlo Borghetti – ci è stato confermato dalla relatrice del piano regionale di sviluppo in commissione sanità Simona Tironi, secondo la quale l’agenda unica non si farà mai perché costerebbe troppo. Sono passati solo sei mesi da quando l’assessore Gallera, in piena campagna elettorale, annunciava l’introduzione di un nuovo sistema informatico che avrebbe consentito l’integrazione delle agende di ospedali pubblici e privati. Il problema delle liste d’attesa è uno dei più gravi della sanità lombarda e dei più sentiti dai cittadini. Regioni più virtuose, come l’Emilia Romagna e il Lazio, hanno risolto il problema anche attraverso l’introduzione dell’agenda unica ma dobbiamo constatare che la Lombardia è all’anno zero. Era un punto qualificante del nostro programma elettorale e continueremo a insistere perché si faccia.”

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Progetto Caritas Share the Journey – È proprio attraverso la sensibilizzazione verso l’altro che si crea una vera cultura dell’accoglienza

Due ragazzi che scendono in corda doppia per i 31 piani del Pirellone, di fronte a centinaia di occhi che, da tutta la Piazza della Stazione Centrale, guardano l’insolito spettacolo. Era proprio questo lo scopo dell’iniziativa promossa dalla Caritas Ambrosiana nell’ambito della campagna “Share the Journey”, lanciata dal Pontefice lo scorso settembre con l’obiettivo di promuovere la “cultura dell’incontro” nelle comunità da cui i migranti partono o ritornano, in quelle in cui transitano e in quelle in cui scelgono di stabilire le loro case.
“Come Ufficio di Presidenza abbiamo voluto questa iniziativa, proprio per il suo valore simbolico e la potenza del messaggio che trasmette. È proprio attraverso azioni di sensibilizzazione come questa – dichiara il Vice Presidente del Consiglio Regionale Carlo Borghetti -, che si può sperare di risvegliare, soprattutto nei nostri giovani, una sana cultura dell’accoglienza. Il concorso “Scendi dalla pianta” aiuta a prendere coscienza della vera dimensione dei fenomeni della convivenza: oltre al percepito, che spesso porta a forzare i toni, esistono esempi come questi, che inducono alla riflessione. Per migliorare la coesione sociale delle nostre città, infatti, occorre uno sforzo collettivo verso una migliore convivenza fra tutti”.

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Ex ospedale di Garbagnate – Avanti con il progetto della cittadella della fragilità, Regione sia protagonista

Ospedale_di_Garbagnate_Milanese_-_ingresso_principale_-_2013Lunedì 4 giugno si è tenuto un incontro tra il Prefetto, Luciana Lamorgese, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala e il sindaco di Garbagnate, Davide Barletta, per discutere della sicurezza e delle future destinazioni dell’ex ospedale Santa Corona di Garbagnate Milanese, oggi dismesso a seguito della realizzazione del nuovo ospedale “Salvini”. La struttura, che si trova all’interno del parco delle Groane ed è posta sotto tutela dalla Soprintendenza, è chiusa dal 2015. Al termine dell’incontro i due primi cittadini hanno espresso la volontà di coinvolgere al tavolo anche Regione Lombardia. Sull’argomento interviene anche il Vice Presidente del Consiglio Regionale, Carlo Borghetti: «È fondamentale  che Regione Lombardia si sieda al tavolo per la riqualificazione dell’area del vecchio ospedale di Garbagnate, per progettare un riuso dell’area che comprenda anche nuove funzioni di pubblica utilità di carattere socio-sanitario. Per quanto mi riguarda, infatti, il futuro di quell’area deve sfruttare l’opportunità di avere accanto il nuovo ospedale, per insediare funzioni dove integrare servizi sociali, socio-sanitari e sanitari. La mia proposta è di realizzare una Cittadella della Fragilità, che fornisca servizi di cui c’è un grande bisogno per la popolazione non solo di quel territorio ma dell’intera città metropolitana: minori, anziani e persone con disabilità potrebbero usufruire lì di servizi integrati che oggi si trovano a fatica e dispersi in luoghi diversi». Conclude poi Borghetti: «Abbiamo bisogno di pensare in grande, non possiamo limitarci a immaginare solo insediamenti abitativi o commerciali».

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