Archivi del mese: giugno 2015

Riforma della sanità: chi l’ha vista? I problemi restano tutti…

Riforma della Sanità: chi l’ha vista?

“Questa non è una riforma, è solo redistribuzione di poltrone”.
Il testo approvato oggi in commissione, ma sugli accorpamenti la maggioranza perde i pezzi.

La maggioranza ha votato da sola, con l’opposizione fuori dall’Aula della Commissione, la riforma della “governance” della sanità, ovvero ciò che rimane dell’iniziale progetto di riforma della sanità lombarda. Ma sulla geografia dei nuovi ospedali, con le otto Aziende Territoriali della Salute e le nuove Aziende Socio Sanitarie Territoriali, hanno marcato la loro contrarietà Forza Italia (che è il partito dell’assessore alla Sanità) e Fratelli d’Italia, che si sono astenuti, e anche Ncd, che pur votando a favore ha chiarito con il coordinatore regionale Alessandro Colucci, che entro il voto in Aula andranno apportate modifiche. Alla maggioranza sono mancati anche i voti dei Pensionati e di Fuxia People, assenti. L’ultima versione degli accorpamenti è arrivata ai consiglieri in posta elettronica quattro minuti prima dell’inizio della seduta di commissione.
Molto duro il commento del Pd. “Questa non è una riforma, è solo una redistribuzione delle poltrone fatta a colpi di emendamenti “last minute”. Con l’ennesimo blitz è stato stralciato tutto ciò che non riguarda la governance: rapporto con l’università, salute mentale, prevenzione, ruolo del terzo settore, per fare solo degli esempi. Di questi temi non ci è stato possibile neppure parlare, con l’ennesimo artificio regolamentare. E la “riforma” rimane zoppa su tutto ciò che riguarda i controlli, i criteri di nomina dei direttori generali, i tempi di attesa, i ticket, il ruolo dei comuni. I continui appelli alla condivisione, di Maroni e degli altri, risultano sempre più ridicoli. Per noi questo testo non è accettabile: i problemi della sanità lombarda rimarranno irrisolti”.

Milano, 29 giugno 2015

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Ticket: finalmente si esentano i redditi bassi, ma senza progressività non i aiutano le famiglie

TICKET: FINALMENTE SI ESENTANO I REDDITI BASSI, MA SENZA PROGRESSIVITÀ NON SI AIUTANO LE FAMIGLIE.

“Finalmente la giunta Maroni accoglie il principio dell’esenzione per i cittadini meno abbienti dal superticket, che noi sosteniamo da anni. Attenzione, però: la soglia di diciottomila euro è troppo bassa e soprattutto il reddito deve essere calcolato tenendo conto della situazione familiare. Il ticket, inoltre, deve essere applicato progressivamente per reddito, altrimenti il ceto medio, impoverito dalla crisi, non avrà alcun beneficio da questa manovra. Dopo il flop dell’operazione ticket zero, comunque, occorre mettere ancora una volta in guardia i lombardi: vedremo come applicheranno il taglio, che comunque non sarà mai per 1,5 milioni di cittadini, figuriamoci per 2,5 milioni. Lo diciamo a futura memoria”.
Così il Pd commenta l’annuncio da parte dell’assessore Garavaglia dell’approvazione dell’assestamento di bilancio regionale e, in esso, della manovra di esenzione dei superticket su visite ed esami per i cittadini con redditi inferiori a 18mila euro.

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Riforma sanitaria: centrodestra diviso e proposta monca

“Maggioranza divisa più che mai e la riforma è comunque monca”.

Forza Italia presenta da sola 103 emendamenti al testo condiviso dalla maggioranza.

“La maggioranza di Maroni è divisa più che mai. Manca un mese alla data della prevista approvazione in Aula e siamo tornati a emendamenti contrapposti che delineano due visioni diverse. Da una parte la strana coppia Lega-Ncd, cioè chi voleva cambiare tutto e chi vuole difendere l’impostazione formigoniana, dall’altra Forza Italia e l’assessorato alla sanità”. Lo dichiarano Carlo Borghetti e Sara Valmaggi, del Pd, nel giorno dell’ufficializzazione degli emendamenti alla riforma sanitaria. Si tratta in realtà di subemendamenti al maxiemendamento sostitutivo della riforma sanitaria, firmato il 30 aprile scorso dai capigruppo di maggioranza: Lega e Ncd insieme ne hanno presentati 35, Forza Italia, da sola, 103. Tra questi ultimi anche la cancellazione dell’assessorato unico, su cui pure la maggioranza aveva trovato l’accordo all’interno del maxiemendamento.
“Si tratta di una riforma monca – continuano gli esponenti del Pd – che a dispetto del libro bianco di Maroni, presentato ormai un anno fa, interviene solo sull’architettura del sistema sanitario regionale, ovvero sui primi 24 articoli di 134 del testo unico in vigore. C’è grande attenzione alla redistribuzione delle poltrone, nulla però cambia nel sistema di nomina dei direttori generali che rimane totalmente in mano alla politica. Non si parla affatto di moltissime questioni: ad esempio dei rapporti tra ospedali e università, del ruolo del terzo settore, della salute mentale, delle dipendenze, delle malattie rare. Non c’è alcuna innovazione, come poteva essere l’introduzione della prenotazione di visite ed esami nelle farmacie o la possibilità di pagare il ticket online. Se riforma sarà, sarà indubbiamente monca”.
“Continuiamo a chiedere di poter entrare nel merito delle questioni, ma con una situazione così contorta e contraddittoria ci risulta molto difficile poterlo fare”, concludono Borghetti e Valmaggi.
Gli emendamenti presentati sono più di 400. Pd e Patto Civico ne hanno depositati in tutto 70, il Movimento 5 stelle 194, Forza Italia 103, Lega-NCD 35.

Milano, 15 giugno 2015

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