Archivi del mese: giugno 2013

Lo Stato scovi in fretta i falsi invalidi, ma riconosca i diritti di quelli veri.

LO STATO SCOVI IN FRETTA I FALSI INVALIDI, MA RICONOSCA I DIRITTI DI QUELLI VERI.
Cittadinanzattiva, che a maggio del 2011 aveva lanciato la campagna “Sono un VIP – Very Invalid People”, ha presentato il primo rapporto nazionale sull’invalidità civile.
Quello che emerge è che, mentre emergono sempre più di frequente casi di falsi invalidi, da combattere con tutti i mezzi e in fretta, il cittadino che si trova a dover far domanda per l’invalidità si scontra con una burocrazia pesante e tempi lunghissimi.
Per quanto riguarda i tempi, infatti, non solo le risposte arrivano dopo i
120 giorni stabiliti dalla legge, ma non tengono minimamente conto delle
reali esigenze dei cittadini, causando ritardo per la concessione dei
benefici economici che mettono in difficoltà persone che già si trovano a
vivere condizioni di fragilità.
La lentezza caratterizza tutto il percorso per l’ottenimento dell’invalidità
civile e la situazione nel 2012 è peggiorata rispetto al 2011:  per essere
convocati alla prima visita passano in media 8 mesi rispetto ai 6 del 2011,
11 mesi per ricevere il verbale rispetto ai 9 dell’anno precedente.
Secondo la relazione del 2012 della Corte dei Conti, in media il tempo di attesa dalla presentazione della domanda alla chiusura dell’iter è di 278 giorni per accertare l’invalidità, 325 per la cecità civile, 344 per la sordità.
I costi di tali ritardi ammontavano, nel 2011, a 24 milioni di euro.
Cittadinanzattiva avanza anche alcune proposte: innanzitutto la
semplificazione dell’iter burocratico, la revisione delle linee guida
operative del 2010 con cui l’INPS rivedeva al ribasso i criteri di
riconoscimento dell’accompagnamento, l’approvazione del DDL 538 per
collegare il diritto al reddito del richiedente e non del nucleo familiare,
la conclusione dell’«indagine conoscitiva» avviata nel 2012 sulle procedure di accertamento delle minorazioni civili da parte dell’INPS e, infine, il ripristino della possibilità di impugnazione del giudizio di primo grado. Mentre si deve fare di tutto per scovare i falsi invalidi la politica non resti sorda verso coloro che invalidi lo sono davvero. Anche questa è una questione di diritti.
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Sert Milano città: evitare anche il depotenziamento, non solo la chiusura.

SERT MILANO CITTÀ: EVITARE ANCHE IL DEPOTENZIAMENTO, NON SOLO LA CHIUSURA.
Il Consigliere PD Carlo Borghetti, martedì 11 giugno ha richiesto con una interrogazione in aula all’Assessore alla Sanità, Mario Mantovani, e all’Assessore alle Politiche Sociali, Maria Cristina Cantù, di intervenire per evitare non solo la chiusura dei Servizi per la cura delle dipendenze (Ser.t) di via Albenga, di via Boifava e di via Suzzani, a Milano, ma anche per evitarne il depotenziamento con tagli di personale.
Borghetti ha evidenziato “il ruolo fondamentale esercitato dalle tre strutture sociosanitarie milanesi nella prevenzione, nella cura e nell’educazione alla salute, non solo rispetto alla tossicodipendenza, ma anche rispetto al problema della ludopatia, che vede sempre più crescere il numero di persone coinvolte”.
“A questi tre Servizi afferiscono oltre mille utenti: siamo soddisfatti che ne sia stata smentita la chiusura, ma sarebbe comunque opportuno potenziarli, non certo indebolirli privandoli dei ruoli apicali, anche considerato che sono ubicati in zone periferiche della città, dove il problema della tossicopendenza è più sentito”, ha concluso Borghetti.
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Gioco d’azzardo patologico: una battaglia da vincere.

GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO: UNA BATTAGLIA DA VINCERE.
La battaglia contro la ludopatia (cioè la dipendenza patologica dal gioco d’azzardo) è finalmente iniziata: già nella scorsa legislatura in Regione Lombardia come PD avevamo depositato un progetto di legge in proposito, la Liguria si è dotata di una legge, si moltiplicano le mobilitazioni dei comuni e le raccolte firme di cittadini.
In tutta Italia le slot machine presenti nei bar e nelle sale gioco sono circa 380mila (con un aumento del 40 % negli ultimi due anni) e circa 60mila apparecchiature (16%) sono installate in Lombardia. Solo a Milano, nel corso del 2012, il gioco d’azzardo attraverso le macchinette e le video lotterie ha prodotto un giro d’affari pari a 4,7 miliardi di euro, mentre in Lombardia le spese per questo tipo di giochi sono arrivate a 14 miliardi.
Si stima che nella nostra Regione siano 25 mila le persone affette da ludopatia, un problema gravissimo che ha ricadute non solo sanitarie, ma anche sociali, sulle condizioni economiche di intere famiglie, sul lavoro e sulle relazioni, soprattutto nelle persone che già si trovano in condizioni di fragilità.
La stima del costo sociale delle ludopatie in Italia è di 6 miliardi, una cifra che è simile a quella delle entrate per l’erario dai giochi. Costo sociale cui si aggiunge la valutazione dei danni non solo economici sulle famiglie e sulle persone in condizioni di fragilità.
E’ davvero urgente mettere in campo ora una legge regionale che non lasci da soli i comuni e che supporti le battaglie che tanti cittadini stanno facendo contro le slot, per prevenire e contrastare il gioco d’azzardo patologico, anche attraverso l’informazione e la prevenzione, per creare gli strumenti per la cura di chi è caduto nella ludopatia e per combattere le collusioni, troppo volte presenti, con la malavita, anche appoggiando gli esercizi pubblici che rinunciano alle slot machine. In Regione faremo la nostra parte.
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