Archivi del mese: maggio 2013

Mamme (e bambini): ecco i numeri tristi, oltre la festa.

MAMME (E BAMBINI): ECCO I NUMERI TRISTI, OLTRE LA FESTA.
Oggi è la festa delle mamme, ed è bello e giusto festeggiarle, ma val la pena andare un po’ oltre con la riflessione: proprio in questi giorni è stato pubblicato il 14° Rapporto di Save the Children sullo stato delle madri nel mondo.
Qual è il posto migliore dove far nascere il proprio figlio?
Il rapporto premia la Finlandia (cui seguono Svezia e Norvegia), mentre il peggiore è la Repubblica Democratica del Congo (preceduto da altri 9 Paesi dell’Africa sub-sahariana). Il nostro Paese è al posto 17 su 176, in un’analisi che si basa su cinque indicatori: salute materna e rischio di morte per parto, benessere dei bambini e tasso di mortalità entro i 5 anni, grado di istruzione, condizioni economiche e Pil procapite, partecipazione politica delle donne al governo.
Tutto questo senza dimenticare che ogni anno oltre UN MILIONE di neonati nel mondo non supera le 24 ore dalla nascita e ogni giorno, nel mondo, 800 donne muoiono per cause legate alla gravidanza o al parto, quasi 7 MILIONI di bambini muoiono prima di compiere 5 anni, di cui 3 MILIONI non superano il mese di vita, tra l’altro per cause oggi curabilissime, come infezioni, prematurità, complicazioni da parto.
Una nota tristemente curiosa è data dalla posizione degli Stati Uniti che sono solo trentesimi e sono primi per mortalità dei neonati nei paesi industrializzati: più di 11.000 bambini morti ogni anno durante il loro primo giorno di vita. Viene proprio da chiedersi se non si possa fare di più…
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Non di sola Imu: e l’aumento dei ticket?

TUTTI PARLANO DI IMU, MA SI DIMENTICANO CHE È IN ARRIVO L’AUMENTO DEI TICKET SANITARI: VA BENE COSÌ?!
Articolo 32 della Costituzione: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo. O almeno dovrebbe.
I dati sui ticket sanitari relativi al 2012 portano a stime drammatiche. Le Regioni hanno incassato  2 miliardi e 285 milioni, cioè 549 milioni in meno di quanto era previsto: si evince che 1,8 milioni di cittadini italiani hanno abbandonato il sistema sanitario pubblico, rinunciando a curarsi. E’ un fenomeno che si era già manifestato nel 2011, ma lo scorso anno è esploso.
E non si tratta di numeri, ma di persone, spesso malate, che si trovano a scegliere tra mangiare e curarsi.
Questa situazione ce la racconta anche Emergency che, con i due ospedali, uno a Marghera e uno a Polistena, e i due ambulatori mobili che girano l’Italia, dal 2006 ad oggi ha curato 20 mila pazienti, erogando più di 100 mila prestazioni gratuitamente, di cui il 20 % a cittadini italiani (percentuale in costante aumento).
E alle tristi storie individuali si intreccia, in un circolo vizioso, la situazione dei bilanci regionali che, provati dalla spending review rischiano di peggiorare la situazione anche per i ticket non riscossi a causa del calo della domanda di prestazioni.
Per la prima volta nel 2013 il Fondo Sanitario Nazionale è diminuito passando da 107,8 miliardi nel 2012 a 106,8: lo Stato non ha nemmeno garantito l’adeguamento all’inflazione anzi, ha tagliato un miliardo tondo. Tutte le Regioni si sono ritrovate con meno soldi e il peso dei ticket pare inevitabilmente destinato a crescere: non dimentichiamo che la manovra che il Governo Berlusconi ha approvato nel 2011 ha previsto che dal 2014 le Regioni si accollino altri 2 miliardi di euro da recuperare attraverso la “compartecipazione” dei pazienti alle spese sanitarie: non di sola IMU, dunque, dovremmo discutere…
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