Archivi del mese: settembre 2012

Educazione alla legalità: approvati i criteri per il finanziamento dei progetti.

 

Educazione alla legalità: approvati i criteri per il finanziamento dei progetti.
Sono stati approvati giovedì 27 settembre, in Commissione Affari Istituzionali, i criteri per l’emissione dei bandi regionali che finanziano progetti e borse di studio in materia di educazione alla legalità previsti dalla legge regionale 2/2011. Soddisfazione è stata espressa dal relatore del provvedimento, il consigliere regionale del PD Carlo Borghetti: “L’Osservatorio regionale della legalità –dichiara- aveva espresso suggerimenti che i criteri approvati in Commissione recepiscono in toto. Saranno ammessi progetti che diffondono la cultura della legalità in tutte le scuole lombarde, con un’attenzione particolare agli istituti professionali per gli edili che formano i futuri operatori dell’edilizia privata e dei lavori pubblici”.
Ma i progetti finanziabili riguardano un ampio spettro di attività: “Si va dalla formazione degli operatori sociali e della sicurezza, a iniziative contro il bullismo -spiega Borghetti- fino ad arrivare ad iniziative di tipo culturale e di spettacolo, compresa la realizzazione di software e giochi didattici, veicolo, per i più giovani, di stili di vita corretti”.
I lavori finanziati saranno presentati nella prossima giornata regionale del 21 marzo dedicata all’ impegno contro le mafie e al ricordo delle vittime. “È ora importante  -conclude il consigliere del Pd- che la Giunta regionale emetta il bando al più presto. La dotazione è stata ridotta a 300mila euro dai 500mila dello scorso anno. Ci auguriamo che tale cifra non venga ridotta ancora nel prossimo bilancio.
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Il digitale ci aiuterà a curarci meglio (speriamo).

L’ELETTRONICA DIGITALE CI AIUTERÀ A CURARCI MEGLIO (SPERIAMO).
Anche la sanità diventa digitale.
In una delle prossime sedute il consiglio dei Ministri discuterà dell’agenda digitale, all’interno del Decreto Sviluppo Bis. Il testo che è circolato contiene alcune importanti iniziative anche in campo sanitario, che dovrebbero finalmente portare davvero questo settore nel mondo digitale, riducendo il gap che tuttora permane con gli altri Paesi europei.
Nello specifico si stabilisce innanzitutto l’unificazione di carta d’identità elettronica e tessera sanitaria.
Molti degli attuali documenti che abbiamo cartacei saranno rilasciati e trasmessi per via telematica: ad esempio la comunicazione di nascita sarà inviata  per via telematica all’Anagrafe direttamente dalla struttura sanitaria e dalla stessa inoltrata alle altre amministrazioni competenti.
Stesso destino per il certificato di morte e le certificazioni in tutti i casi di assenza per malattia dei dipendenti del settore pubblico.
Faremo a meno della carta anche per quanto riguarda le prescrizioni: entro 6 mesi dall’entrata in vigore del decreto-legge le Regioni dovranno far sì che le prescrizioni elettroniche siano il 60% del totale nel 2013, l’80% nel 2014 e il 90% nel 2015.
Le Regioni avranno anche il compito di istituire il Fascicolo Sanitario Elettronico che servirà per facilitare la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione dei pazienti, ma anche ai fini di studio e ricerca scientifica e di programmazione sanitaria.
Verranno istituiti anche sistemi di sorveglianza e  registri di mortalità, di tumori e di altre patologie e di impianti protesici per verificare la qualità delle cure, fare una migliore valutazione dell’assistenza sanitaria e avere dati più chiari per la ricerca scientifica.
Le Regioni saranno anche chiamate ad adottare provvedimenti per armonizzazione i sistemi contabili, dei bilanci e della gestione del personale delle aziende sanitarie e ospedaliere.
Una bella sfida per modernizzare davvero la nostra sanità. Ce la faranno le Regioni? E la Lombardia saprà finalmente rendere utile la Carta Regionale dei Servizi, CRS, dopo gli enormi investimenti di questi anni?
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Disabilità: finalmente il contrassegno unico europeo anche in Italia

 

Disabilità: finalmente il contrassegno unico europeo anche in Italia.
Rilancio una notizia che ritengo davvero positiva: è in vigore dal 15 settembre il decreto del Presidente della Repubblica del 30 luglio 2012 che prevede l’introduzione anche in Italia del Contrassegno Unificato Disabili Europeo (CUDE) e la corrispondente modifica della segnaletica stradale. Il contrassegno europeo consente a un cittadino con disabilità, che ha diritto a particolari agevolazioni nel Paese in cui risiede, di godere dei benefici offerti ai disabili negli altri Paesi dell’UE in cui si sposta. Il contrassegno, riconosciuto in tutta Europa, facilita notevolmente la libera circolazione e l’autonomia dei cittadini con disabilità nell’Unione. Resto convinto che l’Europa ci fa proprio bene. Più Europa mettiamo nel nostro Paese, meglio è.
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Domani mattina al voto in Regione Lombardia

 

REGIONE LOMBARDIA: AL VOTO DOMANI MATTINA
A proposito dello scandalo Maugeri, a leggere le dichiarazioni di Gianfranco Mozzali, l’uomo che eseguiva gli ordini dell’ex direttore amministrativo Passerino, si rabbrividisce.
A sentir lui le delibere in campo sanitario di Regione Lombardia sarebbero state prima scritte negli istituti privati, e poi fatte approvare dalla Giunta Formigoni al Pirellone. “A Formigoni dobbiamo tutto”, ha anche dichiarato.

È quel Formigoni che si fa vanto della sanità lombarda e della sua totale eccellenza, e che con la voucherizzazione del sistema rischia di smontare la rete dei servizi sul territorio in nome della libertà di scelta e della concorrenza, salvo lasciare i cittadini soli nel momento del bisogno, e magari pure senza servizi.

Mozzali ha anche parlato di tangenti (ecco che rispuntano…) provocando la solita risposta di Formigoni: “dichiarazioni prive di fondamento”… Speriamo che la Magistratura spieghi in fretta chi ha ragione, per il bene dei lombardi.

E intanto Maroni (che sta trattando in queste ore con Formigoni una nuova ondata di nomine in sanità) ha rassicurato il Pdl: “La Lombardia andrà al voto nel 2015″.
Non sarebbe il caso di andarci domani mattina?
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L’Europa fa la differenza: chi non ci crede gioca contro l’Italia

 

L’EUROPA FA LA DIFFERENZA: CHI NON CI CREDE GIOCA CONTRO L’ITALIA.
La notizia di politica economica più importante della settimana è il via libera al piano anti-spread di Draghi, cioè la possibilità di acquisto illimitato di titoli di stato, approvato con un solo voto contrario (ovviamente della Bundesbank, seppure mitigato da dichiarazioni positive della Merkel). Draghi ha sottolineato la necessità di difendere l’integrità della politica monetaria dell’Eurozona e l’euro stesso, considerato irreversibile.

La Bce ha deciso quindi di affrontare le “immotivate” (così sono state definite da Draghi) distorsioni sui mercati, come quelle sullo spread: ad esempio il nostro differenziale tra Btp e titoli di stato tedeschi decennali dovrebbe essere attorno ai 200 punti base, ben lontano dagli oltre 400 che si sono registrati per tutta l’estate. Anche se all’acquisto illimitato di bond si accompagneranno condizioni più forti e stringenti per gli Stati, rispetto a quelle che auspicava Monti prima dell’estate. Il giorno dopo l’intervento di Draghi le borse europee erano euforiche, e lo spread è sceso a 350 punti, segno che qualcosa si è mosso, ed è arrivato il plauso di Monti, del Fondo Monetario Internazionale e di molti altri leader, non solo europei.

Ma proprio nei giorni in cui si brinda alla Bce, Monti ha lanciato un allarme sulla pericolosità delle spinte localistiche nel momento in cui si perfeziona la costruzione Ue, forse riferendosi anche al possibile referendum anti-euro promosso dalla Lega e dal Movimento 5 stelle. Monti ha persino proposto un Consiglio UE contro il populismo montante in Europa , da tenersi a Roma, proprio dove furono firmati i Trattati fondativi nel 1957.
Sono in molti a dimenticare che l’Europa è nata dopo la seconda guerra mondiale per garantire la pace tra popoli che fino a poco prima si erano combattuti barbaramente, e che si è deciso di partire dall’economia, terreno più praticabile, per puntare a un’integrazione sempre maggiore, anche politica, meta ancora da raggiungere. E oggi, come ha ricordato Monti al forum Ambrosetti, “ormai il governo si fa in gran parte a Bruxelles, e ora con un’attiva partecipazione italiana”.

È questo che bisogna ricordare, chiunque guiderà il prossimo Governo della Repubblica: il processo europeo deve essere perseguito con forza e costanza e reso irreversibile. Pena non solo un alto costo “ideale” per la mancata realizzazione di un progetto di pace e benessere per i popoli, ma pena un alto costo in termini sociali ed economici, che l’Italia -oltretutto- non potrebbe sopportare.
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AMARE LE DOMANDE. Quello che Martini più mi lascia.

 

AMARE LE DOMANDE. Quello che Martini più mi lascia.
“Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore e cerca di amare le domande, che sono simili a stanze chiuse a chiave e a libri scritti in una lingua straniera. Non cercare ora le risposte che possono esserti date poiché non saresti capace di convivere con esse”.
Con queste parole lo scrittore Rainer Maria Rilke cent’anni fa parlava dell’eterno dilemma dell’uomo di fronte alle domande irrisolte della vita, e della sua vita. Amare le domande…
Se penso a tutto ciò che ci ha lasciato -che mi ha lasciato- il Cardinal Martini, una delle persone che più hanno segnato la mia crescita, ciò che più sento importante è il MODO con cui ci ha sempre parlato della Verità: senza presentarla come una ricetta preconfezionata. “Dirò di più -scrisse-: neppure Gesù possedeva ricette”. Martini ci ha insegnato a porci delle domande, ci ha insegnato (avendolo lui stesso provato per una vita) il gusto e la fatica della RICERCA della verità, a partire -per chi crede- dall’ascolto e dalla meditazione della Parola biblica. Non c’è una risposta certa e pronta a ogni quesito, diversamente da quanto un po’ ci hanno insegnato ai tempi del catechismo in Oratorio. E tantomeno vi sono risposte pronte oggi, in un mondo sempre più complesso e sempre più in crisi.

Martini ci ha spronato al discernimento spiegando che in ciascuno di noi alberga un credente e un non-credente, che si interrogano a vicenda, arrivando persino a dire che nell’uomo credente convivono l’apostolo Giovanni (adorante) e l’apostolo Giuda (traditore). E così, nel tempo del suo ministero pastorale, ci ha fatto sentire una Chiesa più compagna che docente, capace più di ascolto e di dialogo che di giudizio. E così, sono convinto, ci ha aiutato ad avvicinarci di più alla Verità.
E intanto ci invitava a farci prossimo, senza dimenticare la dimensione contemplativa della vita, unendo le Marta e Maria dell’evangelo. Intanto ci invitava all’impegno socio-politico con lo stile del servizio e della competenza. Intanto ci invitava a scoprire quale bellezza salverà il mondo, seguendo itinerari educativi lineari ma esigenti. Intanto, nella storica Assemblea di Sichem, ci invitava a decidere chi servire…
Grazie, caro nostro Cardinale. A noi ora preservare qualche granello del tanto sale che ci hai profuso.
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