Archivi del mese: luglio 2012

Rossella libera si faccia ora ambasciatrice dei Saharawi

 

ROSSELLA LIBERA SI FACCIA ORA AMBASCIATRICE DEI SAHARAWI NEL MONDO.
La liberazione della cooperante italiana Rossella Urru, rapita il 23 ottobre scorso nel campo profughi saharawi di Tindouf nel sud ovest dell’Algeria, segna la fine di un incubo non solo per lei e per i familiari, ma anche per il popolo e i vertici saharawi.
Rossella è stata liberata in Mali assieme a due cooperanti spagnoli che lavoravano nel campo profughi con il Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli (Cisp),  e ha detto di aver visto usare armi solo nella prima parte del sequestro,  di non essere stata vittima di violenze durante la sua prigionia, che è stata caratterizzata da frequenti spostamenti a  piedi, cambiando spesso destinazione nel deserto africano.
La sorte di Rossella e la richiesta della sua liberazione aveva coinvolto moltissime persone, dalle istituzioni, anche locali, al popolo del web. Personalmente, insieme alla collega Valmaggi, ho ottenuto l’esposizione di immagini di Rossella al Pirellone, come segno di attenzione alla vicenda. Ora il suo ritorno a casa non deve fermare la mobilitazione, né spegnere l’attenzione  sulle sorti del popolo saharawi, troppo spesso vittima, tra le altre cose, di grande indifferenza.
I saharawi sono un popolo che abita la regione del Sahara Occidentale, ex colonia spagnola che Madrid cedette nel 1975 a Marocco e Mauritania.
Al Marocco andò il controllo di tutto il Sanguía el-Hamra e della parte settentrionale del Río de Oro, mentre il resto della regione passò sotto la giurisdizione di Nouakchott.
La decisione del Marocco di annettere la maggior parte del Sahara Spagnolo fu vissuta come un’invasione e una nuova colonizzazione da parte della popolazione sahrawi e in particolare dal Fronte Polisario, un movimento nato all’inizio degli anni Settanta come erede di un precedente movimento indipendentista sahrawi.
Nel l976 il Fronte Polisario decide di proclamare l’indipendenza e la nascita della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD).
La Mauritania ratifica con il Fronte Polisario nel l979 un accordo di pace.
Il Marocco invece, raddoppia lo sforzo bellico per occupare tutto il territorio dell’ex Sahara Spagnolo.
Il Fronte Polisario ha condotto la guerriglia contro il Marocco per l’indipendenza fino al 1991, quando dietro la promessa di un referendum, sotto l’egida dell’ONU,  ha deposto le armi. Il referendum non è mai stato celebrato e l’area è ancora sotto occupazione marocchina. Oltre 250mila saharawi vivono come rifugiati nei campi profughi presso Tindouf, in Algeria, campi che ho visitato in febbraio. Vivono con grande dignità, grazie agli aiuti della cooperazione internazionale, con una organizzazione veramente democratica, che coinvolge in modo incredibilmente avanzato anche le donne. È ora che la comunità internazionale riconosca il diritto dei Saharawi alla loro terra: il lavoro di Rossella può senz’altro riprendere da qui.
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Su Expo Formigoni in aula parla di tutto tranne che di legalità per gli appalti.

 

Expo, Borghetti (PD): “Formigoni in Aula parla di tutto tranne che di legalità per gli appalti”.

Formigoni illustra Expo 2015 in Consiglio Regionale, parla di tutto senza fare nemmeno un riferimento alla legalità per gli appalti, né nella relazione iniziale né in replica, nonostante gli abbiamo fatto notare in Aula come il primo appalto Expo sia oggetto di indagine per turbativa d’asta e che non sono ancora attivi i controlli satellitari dei mezzi di cantiere che trasportano terra, così come denunciato dal sindacato preoccupato del rischio d’infiltrazioni malavitose nei lavori. Speriamo recuperi presto la grave lacuna.”

Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Carlo Borghetti, intervenuto oggi in aula nell’ambito della discussione su Expo 2015 in Consiglio regionale.

Milano, 17 luglio 2012


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Moody’s e Berlusconi: ma chi ci crede ancora?!

 

MOODY’S E BERLUSCONI: MA CHI CI CREDE ANCORA?!
Nelle ultime ore due notizie hanno animato il dibattito politico:  l’ennesimo declassamento, da A3 a Baa2, dell’Italia da parte di Moody’s e il ritorno sulle scene di Berlusconi. 
La notizia dell’agenzia di rating è arrivata proprio il giorno in cui il pm di Trani nell’atto di chiusura delle indagini evidenzia che gli analisti di Moody’s Abercromby e Wassemberg “fornivano intenzionalmente ai mercati finanziari informazioni tendenziose, distorte e, come tali, anche falsate in merito all’affidabilità creditizia del sistema bancario italiano, idonee a disincentivare l’acquisto di titoli bancari italiani e deprezzarne, così, il valore”… Chi ha orecchie per intendere, intenda… L’agenzia ha spiegato la sua decisione sottolineando che tra i fattori che probabilmente porteranno ad “un ulteriore netto aumento dei costi di finanziamento” dell’Italia ci sono il rischio di contagio da Grecia e Spagna e  ”l’erosione” che avanza sul fronte degli investimenti esteri nel nostro Paese.
E l’accento è posto anche sul  ”deterioramento delle prospettive economiche nel breve termine”, nonostante le misure del governo Monti, e sul “clima politico che, con l’avvicinarsi del voto della prossima primavera, è fonte di un aumento dei rischi”.
Sono subito arrivate critiche all’agenzia di rating, e sostegno alle riforme che il Governo sta attuando, da parte non solo delle forze politiche in Parlamento, ma anche da molti leader europei e dalla Commissione.
Gli stessi leader che non hanno potuto non manifestare preoccupazione per il ritorno di Berlusconi. Chi mai può ancora credere che quest’uomo possa agire per l’interesse del Paese?! A noi una ricandidatura di Berlusconi non fa neanche un po’ di paura, visto come l’uomo si è ormai s…creditato di fronte al mondo: non gli basterà certo perdere qualche chilo e mollare la Minetti per rifarsi immagine e verginità… Ma non vorremmo che l’ipotesi del suo ritorno desse argomenti alle agenzie di rating, per quanto s…creditate anch’esse.
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Basta con la speculazione alimentare. E anche questo può essere Expo.

 

 

Borghetti (PD): “Expo: per nutrire il Pianeta, in Lombardia diciamo basta alla speculazione alimentare”


Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato oggi all’unanimità, nell’ambito dell’Assestamento al Bilancio per l’esercizio finanziario 2012 e al Bilancio pluriennale 2012/2014, l’Ordine del Giorno di adesione alla campagna “Sulla fame non si specula”, promossa da ACLI, Action Aid, Comitato Afro, Pime, Unimondo, settimanale Vita, con l’adesione di numerose altre sigle quali Coldiretti, Acra, Altis, Banca Etica, Casa della Carità, Cesvi, CoLomba, Intervita, Link 2007, Ipsia, Ctm Altromercato, Legambiente, Mani Tese, Slow Food, Terre di Mezzo, Volontari per lo sviluppo, WWF.

 

Soddisfatto il consigliere regionale Carlo Borghetti, che aveva proposto l’Ordine del Giorno: 

“Non dobbiamo dimenticare che il tema di Expo 2015 è “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, e Regione Lombardia, che promuove Expo, non può essere indifferente al tema della fame nel mondo: sono 925 milioni nel mondo le persone che quotidianamente ne soffrono o che sono malnutrite – afferma il consigliere Borghetti - Per questo ho chiesto e ottenuto non solo l’adesione di Regione Lombardia alla campagna “Sulla fame non si specula”, ma anche la garanzia alla trasparenza sui prodotti finanziari utilizzati dalla Regione, in modo che  nella gestione della propria liquidità l’ente non faccia ricorso a prodotti finanziari derivati, legati in qualsiasi modo a materie prime agricole (commodities)”.

 

Per informazioni sulla campagna consultare www.sullafamenonsispecula.org

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Spending review: tagli agli sprechi sì, ma non tagli alla Sanità

 

SPENDING REVIEW: TAGLI AGLI SPRECHI SÌ, MA NON TAGLI ALLA SANITÀ.
La spending review va sostenuta, ma va cambiata al capitolo “sanità”. Perchè il taglio previsto per questa voce nel triennio (4,7 mld di euro), si SOMMA a quello già stabilito dal governo Berlusconi Tremonti Bossi (17 mld di euro), sul budget complessivo di 110 mld di euro. Troppo: il taglio deve essere tendenzialmente annullato. La sanità italiana è da razionalizzare, certo, ma non da tagliare. E lo stesso vale per la sanità lombarda, a maggior ragione nel momento in cui le falle del finanziamento alle strutture private si scoprono in tutta la loro gravità. Razionalizzare, redistribuire, non tagliare.
Con il nuovo Patto della Salute la Lombardia avrebbe già un taglio secco di circa 800 milioni di euro, che si aggiunge alla manovra Tremonti del luglio 2011, che stabiliva un taglio di 1,2 mld di euro.
Oggi il bilancio della Regione ammonta complessivamente a 23,2 mld di euro annui, di cui 17,5 coprono la spesa sanitaria (l’11,9 per cento viene speso per l’acquisto dei farmaci coperti dal servizio sanitario). I tagli del governo arrivano a metà anno, incidendo pesantemente sul bilancio ormai definito, per il quale lunedì e martedì discuteremo la manovra di assestamento in Consiglio Regionale. Le conseguenze che la Giunta sta paventando riguardano un ulteriore aumento dei ticket, con l’aumento della quota di chi paga, e un taglio dei servizi. Provvedimenti per noi inaccettabili: il ticket lombardo va rimodulato nel senso della progressività rispetto al reddito, allargando la fascia di esenzione per i redditi fino a 30mila euro annui, non certo aumentato. E questo per noi andrà perseguito comunque vada a finire con la spending review, come stiamo chiedendo a Formigoni da tempo.

La review prevede poi che si scenda a 3,7 posti letto ogni mille abitanti (3 ospedalieri, il resto di riabilitazione o lungodegenza) e oggi la media nazionale è vicina al 4, come in Lombardia.
Si impone che almeno il 40% delle degenze vengano tolte negli ospedali pubblici, il resto nelle strutture private convenzionate.
Questo significa per la Lombardia un taglio di 3-4mila degenze, e le cliniche private convenzionate  perderanno tra 1.800 e 2.400 letti. Non è un male: è finalmente l’occasione per la Lombardia di creare, da questi posti letto da tagliare, posti letto per le lungodegenze, le cronicità e l’assistenza intermedia tra l’ospedale e il domicilio: saprà Formigoni, oltre la giusta lamentela per il taglio al budget, raccogliere la sfida? Vedremo…
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Spending review: perchè la Lombardia non dà il buon esempio?

 

Spending review, perché la Lombardia non dà il buon esempio?

Leggiamo oggi che tre volte l’anno gli impiegati di Lombardia Informatica, società interamente controllata da Regione Lombardia, vengono portati in tour nella capitali per viaggi di formazione con sessione di lavoro, per un costo pari, in media, a 29mila euro per ogni trasferta, cioé circa 90 mila euro l’anno.

Le mete fanno concorrenza a quelle delle Agenzie di viaggio: Malta, Madrid, Lisbona quest’anno, in passato Barcellona, Budapest…
Un’occasione di conoscenza, così viene definita, per 33 impiegati scelti a
rotazione, dal nuovo assunto al dirigente, più due top manager sempre
presenti, quattro giorni, da giovedì a domenica, con i primi due di riunioni e presentazioni e gli ultimi due di libertà da trascorrere come turisti.
Oggi la notizia che domina é la spendig review, con Monti che ha dichiarato che bisogna eliminare gli sprechi ma non i servizi.
Anche perché davvero non possono essere sempre gli stessi a pagare la crisi: il secondo Rapporto nazionale di Auser-Filo d’argento ci dice che il 55% degli anziani vive con meno di mille euro al mese e il 25 % di questi con meno di 500 euro.
Forse val la pena che anche in Regione Lombardia si inizi a tagliare gli
sprechi e le spese superflue, per destinare queste cifre a chi ne ha davverbisogno. O no?
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Le buone prassi anticipano l’area metropolitana

 

IL FUTURO DELLE AREE METROPOLITANE

Borghetti: “No ad una politica di tagli. Sì ad un gestione coordinata del territorio”

Le numerose buone pratiche di gestione coordinata del territorio diventino una prassi a livello regionale. Questa è la richiesta fatta da Legautonomie e Anci Lombardia auditi giovedì mattina in commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale, seduta dedicata al tema della città metropolitana di Milano. Diversi i casi presentati ai commissari, ad esempio la gestione coordinata per la tutela ambientale messa a punto dai comuni del basso Olona e quelli del sud ovest Milano.
Carlo Borghetti, capogruppo della commissione Affari istituzionali, fa suo l’appello fatto da Legautonomie e Anci ritenendo che “questo tipo di approccio coordinato di gestione del territorio risulta vincente in tempi di crisi economica in cui le risorse sono sempre più esigue e rappresenta il punto di partenza per la definizione delle competenze delle aree metropolitane. Chiediamo alla Regione Lombardia di farsi promotrice di una iniziativa che metta a sistema le buone prassi amministrative di cui sono un esempio positivo diversi comuni lombardi. E’ un’ottima alternativa alle politiche di tagli messe in atto da tempo in Lombardia come se fossero una scelta obbligata, nonostante vi siano soluzioni decisamente meno drastiche a portata di mano”.

 

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