Archivi del mese: maggio 2012

Bresciani corregge Boscagli, ma la Lega lo smentisce. Ciuculatè!

 

BRESCIANI CORREGGE BOSCAGLI MA LA LEGA LO SMENTISCE: CHI COMANDA IN REGIONE? CIUCULATÈ!
In Commissione Sanità, ieri 23 maggio, la Lega Nord per bocca del capogruppo Stefano Galli ha smentito l’assessore leghista alla Sanità rispetto alle richieste che lo stesso assessore aveva depositato in Commissione la scorsa settimana per modificare una delibera dell’assessore alla Famiglia Boscagli.
“Davvero all’interno della maggioranza regna la confusione più totale – dice il consigliere del Pd Carlo Borghetti – Forse neanche i consiglieri regionali del Pdl e della Lega sanno cosa votare se non nel momento in cui devono premere il bottone”.
L’intento di Bresciani era quello di bloccare i fondi per i servizi sociosanitari anche per l’anno prossimo, prima ancora della definizione del bilancio preventivo, di competenza del Consiglio.
“Bresciani ha agito in maniera… inconsueta per modificare in Commissione la delibera di un collega, ma soprattutto per noi è inaccettabile che l’assessore stesso cercasse di sostituirsi al ruolo del Consiglio regionale. Evidentemente questo è stato troppo anche per gli stessi consiglieri leghisti, che hanno costretto Bresciani alla ritirata”, conclude Borghetti. Ciuculatè, si direbbe a Milano…
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23 Comuni su 26 vi par poco?

 

23 COMUNI SU 26 VI PAR POCO?
In provincia di Milano il PD con il centrosinistra, tra primo e secondo turno, ha vinto in 23 comuni su 26: non è tempo di trionfalismi, certo, ma gli elettori hanno le idee più chiare di quanto si pensi. E in Lombardia il PD ha vinto in 16 ballottaggi su 20, conquistando alla destra comuni come Monza, Como, Legnano, Lissone, Magenta, Abbiategrasso, San Donato… Un grande “grazie” a tutti i candidati democratici, che con il loro lavoro e la loro serietà hanno dimostrato che una politica nuova si può fare senza avere bisogno sempre di partiti o movimenti nuovi. Ora siamo attesi nuovamente alla prova del buongoverno in tante comunità, ma sono sicuro che nonostante la difficoltà dei tempi, la sfida è alla portata, innanzitutto per l’impegno garantito. È qui che si recupera credibilità…
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Più uniti tutti contro ogni forma di violenza e illegalità

PIU’ UNITI TUTTI CONTRO OGNI FORMA DI VIOLENZA E ILLEGALITA’. L’attentato di Brindisi chiama l’intero Paese e tutte le sue articolazioni -istituzionali, civili, politiche e di qualunque tipo- a un di più di unità e di determinazione nel respingere ogni forma di violenza e di illegalità. Quando poi la violenza assume le forme vigliacche dell’attacco a ragazze e ragazzi inermi, nessuna parola può bastare a dire tutta la rabbia e il disgusto che gli attentatori suscitano. Chi volesse portare le nostre comunità dentro una spirale violenta deve sapere che questo non accadrà. Questa sera, insieme ad Alberto Nobili, Giuliano Turone e Giulio Cavalli interverrò a margine della rappresentazione intitolata “Io vedo, io sento… e parlo. Mafie: da Sud al Nord”, su iniziativa della Associazione Culturale Mazzarinese di Giuseppe Seggio, a Cinisello Balsamo.

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“Insieme per il bene dell’Europa”. Ci contiamo.

 

Leggo dall’Ansa: “Vogliamo lavorare assieme per il bene dell’Europa”. Piatto forte del faccia a faccia tra il debuttante Hollande e la Merkel era la crisi dell’Eurozona alla luce dell’impasse politica in Grecia. E al termine del bilaterale, i leader dei due Paesi “pilastri” della Ue hanno ribadito assieme che “Atene deve restare nell’area della moneta unica”. I due leader hanno anche detto che la decisione greca di “tenere nuove elezioni va rispettata”
“Conosciamo le responsabilità che sono le nostre come francesi e tedeschi e cercheremo di trovare le soluzioni ai problemi esistenti”, ha detto Angela Merkel all’inizio della conferenza stampa. “Crescita non è una parola vuota, ma il metodo migliore, e deve trasformarsi in fatti tangibili. Valuteremo tutte le misure possibili”, ha aggiunto Francois Hollande. “Compresi gli eurobond”. Per poi concludere che va rinegoziato il Patto di bilancio che è stato stabilito per integrarvi, appunto, la crescita.
Entrambi hanno sottolineato la comune volontà di collaborare per risolvere i problemi. “Non ho problemi a dire che ci sono dei punti in comune sulla crescita” ha affermato la Merkel, La leader tedesca ha sottolineato che la crescita è “un concetto generale”, che può riguardare diversi tipi di misure e che discuterà ancora con Hollande i loro diversi punti di vista.
Speriamo in bene…
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Aboliamo i ticket sanitari?

 

È in arrivo una rivoluzione in campo sanitario? Il Ministro Balduzzi ha avanzato una proposta che dovrà essere sottoposta al vaglio delle Regioni in vista del Patto della Salute, che -se sarà approvata- porterà alla eliminazione dell’attuale sistema dei ticket sanitari, introdotto con la legge Finanziaria del 1982.

Il nuovo sistema funzionerebbe con una franchigia individuale, calcolata in percentuale del reddito, fino al concorrere della quale il cittadino dovrebbe pagare interamente ogni prestazione sanitaria, farmaco, analisi o intervento chirurgico. Ad esempio, un pensionato con 10mila euro di reddito lordo, con una aliquota fissata al 3 per mille avrebbe una franchigia di 30 euro: questa cifra sarebbe il costo massimo che pagherebbe per qualsiasi prestazione sanitaria, medicinali, visite specialistiche o intervento chirurgico. Oltre questo plafond, ogni prestazione sarebbe tutta gratuita. 
Per un reddito lordo invece di 100mila euro, ad esempio, si avrebbe una franchigia, in proporzione, di 300 euro, e quindi fino al raggiungimento di questa cifra acquistando farmaci o sottoponendosi ad una visita specialistica di costo inferiore alle 300 euro l’interessato dovrebbe pagare tutto, essendo gratuite solo le prestazioni di costo superiore.
La franchigia sarebbe calcolata per l’arco degli ultimi dodici mesi, e il tutto sarebbe gestito attraverso una tessera sanitaria intelligente, dotata di chip come un bancomat e che andrebbe a sostituire, entro un anno, le attuali tessere.
Questo sistema riguarderebbe tutti, non ci sarebbero più esenzioni totali in base al reddito o all’età, o alla cronicità o all’invalidità: tutti avrebbero una franchigia in base al reddito, che in ogni caso verrebbe rideterminato attraverso un Isee calcolato secondo un quoziente famigliare che terrebbe conto adeguatamente anche della consistenza patrimoniale e del numero di figli. Che dire? In Regione Lombardia abbiamo combattuto come PD una vera battaglia contro i ticket uguali per tutti (salvo esenzioni) introdotti l’estate scorsa da Formigoni: l’idea di una compartecipazione progressiva alla spesa sanitaria, in base al reddito, è un’idea da sostenere con forza, facendo salva l’universalità dell’accesso alla cura della salute sancita dalla Costituzione per i livelli essenziali. Resta da capire come reagiranno le Regioni a una tale proposta, e resta da capire se, e come, tale nuovo sistema -a conti fatti- risulterà economicamente sostenibile per lo Stato senza tradursi in un aggravio complessivo dei costi sostenuti dai cittadini. A noi, comunque, l’idea non spiace affatto…
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Arriva il Piano nazionale sulla Famiglia. E Formigoni dov’è?

 

Il 19 aprile il ministro Riccardi ha presentato il Piano nazionale sulla Famiglia, con un relativo stanziamento di circa 81 milioni di euro.
Il Piano, che per la prima volta viene redatto in Italia, è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni e, nello specifico, è così costituito: 25 milioni stanzianti con l’intesa del 2 febbraio in Conferenza Stato-Regioni, altri 45 milioni annunciati il 19 aprile, e altri 11 milioni recuperati dal ministero.
I fondi  verranno concentrati prevalentemente su due linee prioritarie: gli asili nido e gli anziani non autosufficienti, con il supporto dell’assistenza domiciliare e l’attenzione al tema dell’invecchiamento attivo.
Ad esempio sono previste azioni per il supporto alla permanenza della persona anziana nella propria casa, la partecipazione degli anziani alla società e i progetti per il superamento del divario digitale.
Il piano prevede anche interventi in tema di pari opportunità e conciliazione, il sostengo alle famiglie immigrate, i congedi parentali (con il coinvolgimento dei nonni ed estendendo l’età fino a 18 anni, importante per chi adotta), politiche abitative per la famiglia, attenzione alla disabilità, i servizi consultoriali e altro ancora.
Nel Piano è poi previsto un impegno per il Governo a concentrare l’attenzione alla famiglia nei provvedimenti in adozione in tema di fiscalità generale, tributi locali e revisione dell’Isee.
Ora l’iter prevede che il testo venga approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri e adottato con un decreto del Presidente della Repubblica. Governo Monti? Eppur si muove… E Formigoni dov’è?
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Una nuova stagione è possibile

 

In provincia di Milano su 26 Comuni al voto i Sindaci eletti al primo turno sono stati 14, tutti del centrosinistra. Nei restanti casi vanno al ballottaggio in testa tutti candidati del centrosinistra. Dunque al momento zero Sindaci della Lega, zero Sindaci del Pdl, e questo potrebbe essere addirittura il risultato finale del 21 maggio. I numeri parlano chiaro.
Ma le riflessioni da fare sono e saranno molte in questi giorni. A caldo ovviamente arriva l’entusiasmo per tutti i candidati sindaci vittoriosi e, nelle liste, per i volti nuovi, giovani, ma anche per le persone che da tempo si impegnano in politica e che hanno visto premiato il loro entusiasmo e il loro impegno per la comunità e per il bene comune (pensiamo a quanti bravi sindaci sono stati riconfermati avendo saputo dimostrare il proprio valore con il buon governo).
Guardando i numeri, invece, alcune considerazioni risultano più critiche: è cresciuto l’astensionismo, in media di 7 punti percentuali, che accompagnato a un risultato non da poco del Movimento 5 Stelle (che si attesta mediamente attorno al 10%) segnala la disaffezione diffusa verso la politica e verso i partiti tradizionali, affermando una voglia di protesta più forte della voglia di proporre e costruire.
Il PD però ha tenuto, a differenza della Lega e del PDL, grandi sconfitti di queste elezioni (la Lega non è arrivata al ballottaggio in città simbolo come Legnano e Cassano Magnago e il PDL in alcuni comuni è sceso al di sotto del 10 %), mantenendo il proprio consenso, e si conferma primo partito nazionale. Il radicamento sul territorio dei democratici è un dato sicuro, spesso ingiustamente considerato patrimonio di altri: da lì si deve ripartire. Ora avanti con i ballottaggi: la battaglia per il cambiamento è appena cominciata!
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Il cambiamento è adesso!

 

Volge al termine una giornata di fondamentale importanza per l’Europa e il futuro dei suoi cittadini: volendo guardare un po’ oltre i nostri confini nazionali (dove, per altro, quasi 10 milioni di cittadini sono chiamati ancora per qualche ora a votare alle amministrative), oggi abbiamo assistito a una svolta. E non solo per la Francia, dove con il 51,9 % dei voti Hollande è stato eletto nuovo Presidente.
Il neo-eletto nel suo discorso ha affrontato il tema dell’austerity che, ha detto, “non può più essere la sola opzione” per l’Europa. Tema sul quale si sono giocate in queste stesse ore anche le elezioni in Grecia, dove il rigore e i tagli hanno portato gli elettori esasperati a scegliere i partiti estremi o contrari all’euro: non solo una crescita dei partiti di estrema sinistra, ma anche un consistente risultato del partito neonazista che per la prima volta conquista dei seggi in Parlamento. Un risultato che preoccupa perchè non è certo che si riuscirà a formare il nuovo esecutivo. A confortarci sulla possibilità di un nuovo corso in Europa, anche nei confronti della Grecia, sono le parole di Hollande, che ha preso l’impegno ad operare per “il riorientamento dell’Europa per l’occupazione e per la crescita”. Un compito che dovrà assolvere innanzitutto d’accordo “con i partner europei”, a cominciare dalla Germania, e -siamo sicuri- con l’Italia.
In attesa dei risultati delle amministrative, speriamo davvero che questa giornata possa essere davvero l’inizio del concretizzarsi del sogno di un’Europa più giusta, più equa, più attenta alle persone piuttosto che ai numeri dei bilanci… Io voglio crederci.
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