Politiche di sostegno alla famiglia? Toh, la Lombardia brilla poco poco…

Sono stati presentati settimana scorsa a Roma i risultati della ricerca sulle politiche familiari regionali realizzato dalla Cisl in collaborazione con la sua Federazione nazionale dei pensionati. La ricerca ha analizzato gli interventi normativi promossi in 8 regioni italiane (Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Campania, Sicilia) e ha utilizzato strumento innovativo di analisi denominato IGF (indice del grado di familiarità) per “misurare” la centralità della famiglia nelle politiche e nei bilanci.
Si tratta di un meccanismo che tiene conto delle risorse impegnate, della la composizione del nucleo familiare, dei servizi offerti e dell’occupazione, attraverso il quale la ricerca è riuscita a distinguere le Regioni pro-family da quelle no-family. E si scopre così che la Lombardia viene classificata come no-family a causa della mancanza di strategie e di un approccio troppo individualista delle norme. Invece, sorpresa, la Sicilia, che impegna meno fondi della Lombardia, rientra tra le pro-family, perché «valorizza la complessità relazionale e non astrae il singolo individuo rispetto al contesto familiare in cui è inserito».
Alla presentazione dell’indagine è intervenuto il Ministro Riccardi che ha annunciato che presto verrà realizzato un piano nazionale di sostegno alle famiglie.
Il ministro ha definito la famiglia come una delle ultime riserve di “gratuità e solidarietà di cui disponiamo”.
Il ruolo svolto dalla famiglia per la coesione sociale e lo sviluppo del Paese è importantissimo, ma è messo a dura prova dalla crisi, dall’aumento dei bisogni e dalla mancanza di adeguate politiche di welfare.
Alcune anticipazioni sul piano per il sostegno alle famiglie che il Ministro sta mettendo a punto: sostegno economico ai nuovi nati, ampliamento del credito per le giovani coppie, politiche attive sugli asilo nido e i servizi alla prima infanzia, niente costi di alcuni servizi per il terzo figlio.
Se la famiglia tornerà al centro delle politiche, dopo gli ultimi anni di proclami vuoti, l’Italia potrà risalire la classifica tra i paesi europei quanto alle politiche famigliari: attualmente il nostro Paese è in coda con l’1,1 % del PIL destinato a interventi in questo campo, contro una media europea del 2,5 %.
Il Ministro Riccardi ha fatto cenno anche all’importanza di politiche per la casa, del sostegno agli anziani e disabili e alla necessità di un miglioramento delle politiche di conciliazione dei tempi per le donne che lavorano e sono madri. La discussione in corso nella Commissione Sanità di Regione Lombardia per una più equa compartecipazione delle famiglie ai costi dei servizi sociali e socio-sanitari può segnare un punto importante anche nella nostra Regione nel sostegno alle famiglie, a patto di non farne una bandiera dietro la quale nascondere scarsità di risorse e una redistribuzione dei costi che si risolve tutta sulle spalle delle famiglie stesse…

Articolo scritto in Comunicazione, Economia e lavoro, Sanità e welfare.

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