Archivi del mese: dicembre 2011

“GLI ANZIANI SONO UNA RISORSA: ORA REGIONE PROMUOVA CONCRETAMENTE INIZIATIVE PER L’INVECCHIAMENTO ATTIVO”

Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato un Ordine del Giorno sull’Anno Europeo per l’invecchiamento attivo e per la solidarietà tra le generazioni presentato dal Consigliere Regionale del Pd Carlo BORGHETTI. Ogni anno in Lombardia 40.000 persone superano la soglia dei 75 anni, e gli over 75 costituiscono il 9% della popolazione ma “pesano” per il 22% sui ricoveri e il 28% sulla spesa sanitaria. Fortunatamente però non tutti gli anziani presentano situazioni di salute precarie o, peggio, di non autosufficienza.

Il Consigliere BORGHETTI, firmatario dell’OdG, commenta: “Gli anziani sono e devono essere sempre di più una risorsa attiva per la comunità, per questo dobbiamo dar loro la possibilità di restare occupati e condividere le loro esperienze e competenze, continuando a svolgere un ruolo attivo nella società, perché possano vivere nel modo più sano e gratificante possibile, anche come risorsa sociale. Il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea hanno per primi lanciato questa sfida, proclamando il 2012 “Anno Europeo per l’invecchiamento attivo e per la solidarietà tra le generazioni”, per incoraggiare e sostenere gli sforzi degli Stati, delle autorità locali e regionali alla sensibilizzazione su questi temi e  al modo migliore per affrontarli, fissando degli obiettivi da realizzare concretamente.”

“L’anno europeo può essere l’occasione per uno scambio di esperienze e di buone pratiche, per la realizzazione di studi e lavori di ricerca, conferenze ed eventi per sensibilizzare l’opinione pubblica, campagne di informazione e di promozione per diffondere l’importanza di un invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni. –prosegue BORGHETTI- Con l’Ordine del Giorno che ho presentato oggi, e che abbiamo approvato in Consiglio, ho chiesto che Regione Lombardia faccia la sua parte promuovendo la conoscenza dell’iniziativa europea e la partecipazione alle varie azioni e opportunità previste dal programma europeo e nazionale che promuovono l’anno europeo, organizzando una Conferenza regionale che coinvolga tutti gli attori interessati, non solo in preparazione dell’Anno Europeo, ma anche per valorizzare le buone prassi già esistenti, e per fare il punto della situazione. Abbiamo anche chiesto alla Regione di identificare un apposito progetto da sviluppare nell’anno 2012.

“Stiamo assistendo a un progressivo invecchiamento della nostra società, –conclude BORGHETTI-, a noi, a partire da Regione Lombardia, il compito di dare valore sociale e culturale all’invecchiamento attivo e alla solidarietà tra le generazioni.”

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RIFORMA DEL WELFARE: UN’IDEA INTERESSANTE

Dall’ultima ricerca del Centro studi SIC, Sanità In Cifre, di FederAnziani, emerge ancora una volta quanto il settore sociale in Italia sia ormai messo in ginocchio: le ultime manovre, infatti, in tre anni hanno ridotto dell’80 % i fondi, portando la spesa dello Stato nel sociale da 2,5 miliardi a poco più di 500 milioni l’anno. Qualche numero: il Fondo per le Politiche Sociali dai 929 milioni del 2008 è sceso a 273 milioni, le risorse per la famiglia sono passate da 346 milioni a 51, quelle per le politiche giovanili da 137 milioni a 12, i finanziamenti per l’infanzia, l’inclusione degli immigrati e per la non autosufficienza sono stati azzerati. Dalla ricerca viene però anche una proposta concreta, interessante: FederAnziani ha chiesto al Presidente del Consiglio Mario Monti di istituire, presso l’INPS, un nuovo Fondo per la non autosufficienza che sostituisca quello per l’indennità di accompagnamento. È un’ipotesi non nuova e da approfondire. Più controversa la proposta di creazione di buoni servizio per le famiglie, da utilizzare per le spese di assistenza personale e a domicilio, o come quota RSA, nell’ambito di progetti di sostegno all’autonomia e al nucleo familiare. Sarebbero le Regioni poi a regolarne l’utilizzo e le modalità di rendicontazione, attraverso criteri di accreditamento di enti autorizzati a erogare le prestazioni, tra cui poi gli utenti e le famiglie potrebbero scegliere, come in parte avviene già in Lombardia, con esiti però da sottoporre ad attenta verifica. Gli emolumenti per i soggetti fino a 65 anni dovrebbero essere a carico dello Stato, mentre quelli relativi agli over 65 potrebbero essere finanziati attraverso un’assicurazione obbligatoria pubblica a carico di lavoratori ed imprese.

La ricerca stima che questo sistema porterebbe a un risparmio di 14,5 miliardi di euro: i comuni avrebbero un risparmio di circa 1,5 miliardi di euro per servizi domiciliari e quote sociali RSA, maggiori entrate fiscali e contributive per la regolarizzazione di 500 mila badanti, stimabili in 1,5 miliardi e altri 3,5 miliardi potrebbero essere risparmiati per la riduzione dei ricoveri impropri, mentre dai minori costi di gestione INPS deriverebbe un risparmio di 7,5 miliardi.

Il problema della non autosufficienza coinvolge circa due milioni di famiglie ed è un fenomeno in costante aumento, per questo nell’ambito della mia attività in Regione Lombardia avevo già presentato, come primo firmatario, il Progetto di Legge (Pdl n.92, sottoscritto da tutte le opposizioni) per l’implementazione di un Fondo Regionale per la Non Autosufficienza, da destinare in primis all’assistenza di anziani e di persone con disabilità, chiedendo alla Regione di ridistribuire le risorse alle ASL e ai Comuni, con particolare attenzione alle persone con i redditi più bassi e con le situazioni di salute più precarie.

Questi sono solo spunti. E’ certo che nulla sarà più come prima anche rispetto al sistema di servizi alla persona che abbiamo conosciuto fino a oggi. Tra le tante riforme di cui ha bisogno il Paese quella del Welfare è sicuramente tra le più urgenti, e urgente è stimolare un dibattito costruttivo e propositivo.

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L’Italia sono anch’io. Firmiamo tutti!

Nei giorni scorsi il nostro Presidente, Giorgio Napolitano, che continua a dimostrare di essere sempre in grado di anticipare i tempi e di guidare con grande capacità e credibilità la nostra Italia, ha rilanciato il tema della cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia. Al suo appello è seguito quello di Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, che ha evidenziato quanto i giovani immigrati sono una risorsa, sia attuale che potenziale, per il nostro Paese.
Il numero degli stranieri in Italia si amplia di anno in anno: attualmente sono circa il 10% della popolazione residente, mentre i minori figli di stranieri sono quasi un milione e aumentano ogni anno di oltre 100 mila unità. E le seconde generazioni sono rappresentate da 600 mila persone.
Il lavoro proveniente dalla popolazione migrante, peraltro spesso sottopagato, costituisce circa l’11% del Prodotto Interno Lordo ed è un diventato, ormai, un elemento imprescindibile per il nostro sviluppo economico e una risorsa per l’Italia.
La presenza di stranieri fa ormai parte della nostra quotidianità, non solo per chi ha bisogno di un aiuto nella cura dei propri anziani e non solo quando vediamo le tragedie degli sbarchi a Lampedusa in TV…
La società italiana è cambiata, è multirazziale e multiculturale e l’unica strada da percorrere per il futuro delle nostre comunità è quella dell’inclusione, dell’integrazione, dell’incontro.
A questo proposito è partita la Campagna “L’Italia sono anch’io” (www.litaliasonoanchio.it), sostenuta da numerose associazioni (come le ACLI, la Caritas, Libera e molte altre) ed organizzazioni (tra cui anche il Forum Immigrazione del Partito Democratico), che chiede una riforma del diritto di cittadinanza che preveda che anche i bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari possano essere cittadini italiani, e chiede una nuova norma che permetta il diritto elettorale amministrativo ai lavoratori regolarmente presenti in Italia da cinque anni. Per raggiungere questi obiettivi le due Proposte di Legge di Iniziativa Popolare devono raccogliere 50mila firme entro la fine del febbraio 2012. Il tempo scorre veloce, facciamo tutti la nostra parte. Io ho firmato.

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