Domenica, 30 ottobre 2011- Qualche giorno fa sono comparsi a Milano i manifesti del Partito Pirata italiano: simbolo dei pirati su fondo nero o rosso (colori scelti probabilmente non a caso). Wikipedia definisce la pirateria come “l’attività illegale di quei marinai -denominati pirati- che, abbandonando per scelta o per costrizione la precedente vita sui mercantili, abbordano, depredano… o affondano le altre navi in alto mare, nei porti, sui fiumi e nelle insenature”. Vero è anche che non mancano film, libri e cartoni animati che ci hanno fatto simpatizzare per i pirati (vi ricordate Capitan Harlock?). Ma da dove viene questo nuovo partito che ha dichiarato di volersi presentare alle prossime elezioni Politiche? Il Partito Pirata ha esordito nel 2009 in Svezia, con le elezioni Europee, facendo eleggere due eurodeputati. Lo scorso settembre si è presentato alle elezioni della Città-Stato di Berlino, dove ha raccolto il 9% dei voti, portando in Parlamento 15 deputati, ed è attualmente in 61 paesi. Non scherza… da una prima lettura del programma, vi sono anche proposte e principi buoni (alcuni sostenuti anche dal PD), insieme, ahinoi, a molta antipolitica: nel video di presentazione ricorrono frasi come “La colpa di questa crisi è la politica”, frasi che fanno di tutti gli attuali politici degli incapaci che ci hanno portato sull’orlo del baratro, indistintamente incapaci di proposte e di cura per il Paese. Forse dobbiamo considerare questo partito un’altra espressione di voglia di dire la propria chiedendo un cambio di passo, più equità, meno privilegi, come succede nel moltiplicarsi delle manifestazioni, dagli indignati ai sindacati, ai disoccupati che si sentono senza speranze…. Nemmeno un mese fa il Presidente Napolitano ricordava che “la politica siamo tutti noi”: bene, ai pirati, agli indignati, a chi vuole cambiare il mondo e cerca partecipazione, vogliamo dire che la politica, quella buona, quella vera, fatta di tanti militanti, li aspetta, anche nel PD, senza retorica un partito fatto di tanti che non si sono mai tirati indietro, che si trovano nelle piazze, ai gazebo, ai volantinaggi, tanti che ogni giorno gratuitamente danno il loro tempo per sensibilizzare i concittadini a portare avanti battaglie per un Paese migliore. Il Partito Democratico, vivaddio, è un partito aperto, pur con tutti i suoi difetti, come dimostrano le mille e mille belle realtà territoriali, un partito con idee e proposte, che aspetta chiunque voglia portare il proprio contributo nel rispetto degli altri. Al PD, ovviamente, raccogliere adeguatamente la sfida dell’accoglienza e dell’ascolto. Ben oltre le schermaglie tra Renzi e Bersani.
condivido le analisi e credo che manchi maggiore spirito critico costruttivo che acceleri riforme radicali a tutti i livelli per attuare una ripartenza con persone preparate come Lei, anche un vero leader potrebbe nascere con queste manifestazioni di volontà, altrimenti possono rimanere solo le proposte ma si sa che l’opinione pubblica si carpisce con il dialogo diretto, rischiando sempre che una minoranza di indecisi diventi l’ago della bilancia magari costringendo a rivotare dopo 15 gg o arrivando ai referendum su cose che sarebbero invece risolvibili con la logica dei ragionamenti sui dati di fatto che possono o devono prescindere dalla politica e non conseguenti allo stesso modo di metterla in pratica, con tutte le incongruenze che maggiormente affiorano quando funziona male il sistema, grazie per il lavoro che fate e arrivederci.