Archivi del mese: dicembre 2010

La Giunta istituirà un piano straordinario contro la povertà: un successo per il Consiglio

Nuove e vecchie povertà

Giovedì, 23 dicembre 2010-

La famiglia è al centro delle politiche di welfare lombarde: questo principio è sancito dal Piano regionale di Sviluppo che ha riconosciuto la necessità, a maggior ragione in questo momento di crisi economica, di sostenere i nuclei famigliari più bisognosi. Per questo il Pd ha spinto per l’approvazione di un ordine del giorno al bilancio regionale 2011 di specifico contrasto alla povertà. Si tratta di un ordine del giorno che impegna la Giunta ad adottare al più presto un piano operativo regionale contro le forme di povertà assoluta e relativa. “Sono in forte crescita forme di povertà nuove, dovute alla perdita di casa, di posto di lavoro o a smembramento dei nuclei famigliari – spiega il consigliere Carlo Borghetti primo firmatario – . Le statistiche parlano di 350mila persone in Lombardia in fortissimo disagio economico. Le iniziative del Terzo settore e degli enti locali che possono garantire i bisogni alimentari e il ricovero notturno vanno per altro sostenuti in maniera concreta come abbiamo chiesto”.

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Non autosufficienza: sostegno concreto grazie al nostro Ordine del giorno

Scacco matto alla non autosufficienza

Giovedì, 23 dicembre

- Soddisfazione è stata espressa dai consiglieri del Pd per l’approvazione di un ordine del giorno al bilancio regionale 2011 per impegnare la Giunta nella sperimentazione di un nuovo modello organizzativo di integrazione tra il sanitario e il sociale. “Volevamo che fosse data concretezza alle linee di sviluppo e agli obiettivi strategici in tema di non autosufficienza per realizzare interventi di cure a lungo termine e per sostenere le iniziative degli enti locali e del terzo settore considerato che la manovra finanziaria statale ha contratto in maniera drammatica le risorse dei trasferimenti statali dedicate alle politiche sociali e ha azzerato il Fondo nazionale per le non autosufficienze” ha spiegato il consigliere Carlo Borghetti.

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A proposito di Natale e di voti di fiducia

Tanti auguri a tutti

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Auguri di buon Natale e felice anno nuovo

 

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Auguri di buon Natale e felice anno nuovo

 

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Buon Natale e un sereno 2011!

Carlo Borghetti

Nb. Cliccate sul link in alto: vi regalerà un sorriso e una rilfessione su quanta armonia sia possibile lavorando in coro. Potete trovare il video anche su www.carloborghetti.net

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La sicurezza? Per Pdl e Lega è solo una parola

Vigili del fuoco in azione

Mercoledì 22 dicembre 2010-

Dal 1939 la loro presenza importantissima e silenziosa consente agli italiani di dormire fiduciosi sonni tranquilli: sono i Vigili del fuoco, una delle risorse più efficienti al servizio della pubblica sicurezza. Eppure, nonostante le parole profuse dai partiti di centro destra in campagna elettorale, a oggi i comandi milanesi si trovano in difetto di migliaia di operatori rispetto ai parametri della Comunità Europea. “E’ un problema, questo, che non riguarda solo Milano ma anche l’intera provincia e persino la regione- ha detto il consigliere regionale Carlo Borghetti, che nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione ad hoc -. Infatti, per quanto la situazione nella metropoli sia ormai critica, con un un operatore ogni 4500 abitanti invece che un operatore ogni mille, tutti i Comuni lombardi, specialmente quelli con maggior concentrazione di ambiti residenziali e industriali, soffrono questa carenza di personale. Una mancanza che mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini anche di fronte alle insidie ambientali e geologiche. Cosa fa la Regione per riequilibrare la situazione? Sono stati avanzati atti formali nei confronti del Ministero degli Interni, già peraltro a conoscenza del problema dal 2008? E’ fondamentale, a mio parere, che la Regione si attivi perlomeno nell’arginare le falle maggiori prevedendo interventi economici a sostegno del servizio di prevenzione e continui monitoraggi della disponibilità e l’efficienza dei mezzi”.

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Nomine Sanità, no alla lottizzazione

Il sistema sanitario

Venerdì, 10 dicembre 2010

- Scelti da un comitato di saggi per uscire dalla mera lottizzazione. E’ quanto chiede il Pd lombardo in merito alle poltrone della sanità, le cui sorti saranno decise nel giro di due settimane. I 44 manager sanitari che andranno a dirigere altrettante Asl e ospedali dovranno essere dirigenti capaci, scelti attraverso un meccanismo trasparente tra gli oltre 700 candidati ritenuti idonei.

“Lo avevamo già proposto in occasione della discussione del piano socio sanitario e lo ribadiamo con forza in questi giorni convulsi di trattative e spartizioni per le nomine dei manager della sanità in Lombardia.

Vogliamo sfidare il governo della Regione in pochi giorni si possono approvare delle linee guida che improntino la scelta dei direttori generali di ASL, A.O, AREU, a criteri di trasparenza, indipendenza e valorizzazione del merito, anche allo scopo di migliorare qualitativamente e rendere maggiormente efficace il governo della rete sanitaria regionale.

Tali criteri dovranno prevedere un comitato di valutazione delle candidature composto, da valutatori esterni o terzi con competenze scientifiche e/o manageriali, rappresentanti di istituzioni come il Cergas della Bocconi, il Cerismas della Cattolica, le Scuole di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva della Statale e della Bicocca – dicono i consiglieri Sara Valmaggi e Carlo Borghetti – . Per rendere più efficace ed efficiente la gestione delle aziende pubbliche si indichi che il mandato dei direttori generali abbia la durata di cinque anni ripetibile per una sola volta, fissando inoltre il limite massimo di età a 70 anni.

Inoltre per rendere più vicina la gestione e organizzazione del sistema sanitario ai territori, così com’è auspicabile, proponiamo che le nomine siano concertate con i rappresentanti delle associazioni dei Comuni

Per quanto riguarda i criteri di valutazione dell’operato dei direttori, che pure dovranno operare in sintonia con gli obbiettivi di politica sanitaria regionale, è auspicabile che la percentuale attribuita al raggiungimento degli obiettivi legata al mandato raggiunga l’80% e lasci una minima percentuale del 20% di valutazione basata sul rapporto fiduciario che lega il dirigente all’Ente che lo ha nominato.

Si tratta di poche semplici regole scritte nero su bianco e sancite da un atto pubblico affinché si possa uscire da questo balletto poco decoroso che pare solo legato all’appartenenza politica dei diversi direttori, consegnando certezza, trasparenza e qualità al nostro sistema sanitario.

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Nel 2011 più forza ai Volontari

Martedì, 7 dicembre 2o10

Carlo Borghetti è membro della Commissione III del Consiglio Regionale, nota come Commissione Sanità. In realtà tra le materie di cui si occupa la Commissione c’è anche il Volontariato

Volontariato, una grande risorsa

, materia che Borghetti non solo segue da anni attraverso il suo impegno politico, ma che conosce direttamente per aver fatto per anni il volontario in alcune associazioni, e ora essendo anche coinvolto come segretario di una organizzazione di volontariato che opera nel sociale. “Il 2011 – ricorda Borghetti – è l’Anno Europeo del Volontariato, inaugurato il 2 dicembre dalla Commissione Europea.” La vicepresidente Viviane Reding, commissaria UE responsabile per la giustizia, i diritti e la cittadinanza, unitamente a Jean-Marc Delizée, segretario di Stato per gli affari sociali del Governo belga, e a Marian Harkin, parlamentare europea, ha presentato lo slogan dell’Anno del volontariato: “Volontari! Facciamo la differenza”. “L’Anno europeo del volontariato 2011, ricorda Borghetti, intende ridurre gli ostacoli al volontariato nell’UE, conferire autonomia e responsabilità alle organizzazioni di volontariato e migliorarne la qualità, premiare e riconoscere le attività di volontariato, sensibilizzare al valore e all’importanza del volontariato.” “Anche Regione Lombardia – aggiunge Borghetti – dovrà farsi promotrice di iniziative e proposte in aiuto al Volontariato, vera forza positiva della nostra società”. “La politica, però, conclude Borghetti, non si deve rivolgere alle Associazioni per tesserne formali lodi e poi indebolirne l’azione, come nel caso del taglio del 5 per mille che il Governo Berlusconi ha previsto nella nuova Finanziaria…”.

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Nord chiama Sud contro la ‘ndrangheta

Il presidente della Commissiona antimafia calabrese Salvatore Magarò

Lunedì 6 novembre 2010

- Legami troppo stretti tra Lombardia e Calabria sul fronte delle organizzazioni criminose. Un cancro, quello della ‘ndrangheta, che al nord ha cominciato a diffondersi molti anni fa, ma che ora tocca il suo apice, anche in vista di importanti appalti per l’Expo. E ora è urgente correre ai ripari.
E’ in quest’ottica che la commissione Affari istituzionali del consiglio regionale ha incontrato il presidente della commissione Antimafia del consiglio regionale calabrese, Salvatore Magarò. “E’ stata un’ottima occasione – commenta Carlo Borghetti - per avviare importanti rapporti tra Lombardia e Calabria sul fronte della lotta alla criminalità organizzata: ha trovato assolutamente il nostro favore l’idea di portare avanti un lavoro assieme tra i due consigli regionali, valorizzando quello che stiamo facendo come Commissione sul progetto di legge per l’educazione alla legalità e di contrasto alle mafie. E’ importante, infatti, un’alleanza tra le istituzioni, ma anche tra la politica e la società civile”. 
Al presidente Magarò Borghetti ha illustrato, durante l’incontro, i capisaldi del progetto di legge “che come Pd abbiamo presentato tra i primi, studiandolo con la collaborazione dell’associazione Libera, e che si sta utilizzando come base per il progetto bipartisan. Insomma, è fondamentale l’unità di intenti tra i due consigli regionali, che ci vede favorevoli e che dovrebbe vederci uscire pubblicamente con voce unanime. Per questo stona ancora di più la mancanza di gran parte della maggioranza, in Commissione, dove noi componenti del Pd c’eravamo tutti, mentre il Pdl era rappresentato solo da tre consiglieri, di cui uno presidente di commissione, e della Lega addirittura non c’era nessuno, tranne il presidente Boni per il saluto iniziale. Voglio sperare che non sia un segnale di disimpegno”. 
E nel dettaglio, Borghetti ricorda le proposte emerse durante l’incontro: “Ci scambieremo le informazioni sulle iniziative che i due consigli metteranno in campo, ma c’è anche l’idea di fare un documento unico, probabilmente un ordine del giorno, magari da approvare nella stessa giornata, anche per dargli maggiore visibilità. E di fronte all’evidenza che la Lombardia è diventata un ganglio della ‘ndrangheta calabrese, questa è la palese dimostrazione che la politica sa reagire, al di là delle polemiche”. 
Polemico sull’assenza della Lega all’incontro con Magarò anche Filippo Penati, vicepresidente del consiglio regionale, che sottolinea come sia “tempo di fare una commissione Antimafia anche in Lombardia. E’ sbagliato e irresponsabile sottovalutare il rischio di infiltrazione nell’economia lombarda e in quella milanese”. Tra le proposte concrete del Pd Penati ricorda “quella del conto corrente unico per la trasparenza degli appalti”.

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