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23 marzo 2014: Prima Edizione della Leonessa2014

leonessa2014_1Nell’arco della mattinata su 13 tavoli tematici guidati da autorevoli relatori, i partecipanti hanno contribuito a elaborare delle proposte sul tema del lavoro.
Le proposte sono state raccolte in un documento che nelle prossime settimane i referenti dell’associazione consegneranno personalmente a Roma ad un rappresentante del Governo italiano.
Inoltre, nel pomeriggio abbiamo provato, seguendo un Format tra lo spettacolo e la politica, a “mettere in scena” un nuovo modo di fare
politica dove il protagonismo del cittadino comune è essenziale nell’elaborazione delle scelte concrete. L’ascolto delle istanze che vengono dalla comunità cercano di annullare quel gap che si è creato e inasprito negli ultimi anni.
Dall’entusiasmo, dalle energie e dagli stimoli che ci sono giunti crediamo di esserci riusciti.
Cambiare si può, facciamolo insieme.
Claudio Lamberti
Presidente Associazione Brescia Cambia Verso e tutto lo staff

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Jobs Act Verso un nuovo “Codice del Lavoro”: 4 incontri a Brescia

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Il dipartimento Lavoro della Segreteria Provinciale con
i circoli territoriali di
Bagnolo Mella, Gardone Val Trompia, Lonato del Garda e Rovato
organizza quattro serate dal tema:

Jobs Act: Verso un nuovo “Codice del Lavoro”

Ne parliamo con il resp. Lavoro della Segreteria Provinciale Massimo Reboldi:

Venerdì 21 Marzo ore 20:45
Bagnolo Mella
presso Trattoria Arcobaleno, Via Circonvallazione

Lunedì 31 Marzo ore 20:45
Rovato
presso sede PD, piazza Palestro 18

Martedì 1 Aprile ore 20:45
Lonato del Garda
presso sede PD , via Leale 7

Martedì 8 Aprile ore 20:45
Gardone Val Trompia
presso Biblioteca comunale, via XX Settembre 21

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“Spending rewiev” ed università

Il Senato ha approvato l’ormai “famosa” spending rewiev. All’interno di questo provvedimento vorrei soffermarmi in particolare sul passaggio riguardante l’Università: aumenteranno le tasse per gli studenti fuoricorso, ma non solo. Il provvedimento approvato prevede tre scaglioni di aumento: del 25% per i fuoricorso con reddito familiare sotto i 90.000 euro lordi, del 50% con reddito tra 90.000 e 150.000 euro lordi e sino al 100% per redditi superiori al 150.000 euro lordi. Per i corsisti gli aumenti scatteranno solo per chi ha un reddito familiare oltre i 40.000 euro lordi annui, grazie al PD che è riuscito a tutelare i redditi più bassi.
E’ interessante però porre l’accento su quell’aggettivo che segue le cifre indicate dal Governo: “lordi”. Questo aggettivo che sembra essere passato sotto tono è invece molto importante perché mette nero su bianco che quasi tutti gli studenti saranno interessati dagli aumenti. Si è detto che il provvedimento ha come scopo quello di incentivare il termine degli studi, ma il vero scopo ultimo è un altro: battere cassa. Secondo i dati di Almalaurea, il ritardo negli studi si produce quasi tutto nel primo anno, a causa di ben note carenze nell’orientamento degli studi. Mentre i ragazzi che rimangono maggiormente fuoricorso sono proprio coloro che lavorano. E come trascurare che i laureati ad oggi sono oltre il 50% laureati come fuoricorso. Le risorse necessarie si potevano trovare alzando l’asticella per i professori iscritti agli albi professionali che oggi sono impiegati a tempo parziale nell’università pur essendo pagati con lo stipendio intero.
Secondo i dati del Sole-24-Ore si risparmierebbero 400 milioni di euro. Al contrario, ad oggi, gli atenei fuorilegge che chiedono una tassazione eccessiva agli studenti sono 35 (più della metà). Anche l’ateneo bresciano è tra questi e la tassa massima di uno studente dell’Università degli Studi di Brescia (sopra i 45.000 Iseeu) può raggiungere i 2.500€ annui. Inoltre dei circa 15.000 studenti bresciani che quest’anno sono iscritti, oltre 4.000 risultano fuoricorso (1 ogni 3 circa). Nei giorni scorsi il Ministro Profumo ha dichiarato che i Continua a leggere

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La sfida verde degli Ecodem per una Brescia sostenibile

Dieci buoni motivi per modernizzare l´economia, virando verso una prospettiva sostenibile. Sono le proposte per uscire dalla crisi lanciate dagli Ecodem, l´associazione di ecologisti nel centrosinistra che ha aperto un circolo anche a Brescia nell´autunno 2010.
«AVANZIAMO dieci proposte che possono essere facilmente declinate sul territorio bresciano, ed entrare a far parte dei futuri programmi politici», spiega Paolo Vitale, portavoce degli Ecodem di Brescia, nel presentare il “manifesto verde” insieme ai politici del Pd iscritti agli Ecodem, fra cui il consigliere regionale Giambattista Ferrari, il consigliere provinciale Roberto Cammarata e il senatore Francesco Ferrante. «Principi da tenere presente soprattutto a Brescia, dove si sta facendo tutto ciò che è contrario all´economia verde, come incentivare il consumo di suolo, le autostrade, i mezzi di trasporto vecchi», dice Vitale.
L´economia verde come uno dei pilastri per la ricostruzione dell´Italia, un new deal ecologico che cammina su due gambe, la rivoluzione industriale e tecnologica legata alla green economy e un cambiamento culturale verso una nuova idea di benessere con stili di vita diversi: questa la ricetta di base degli Ecodem, perché «chi cammina con lo sguardo al passato è chi non capisce le potenzialità di questo sviluppo», dice il senatore Ferrante.
FRA LE DIECI proposte figura la modernizzazione ecologica dell´industria italiana (industria dell´automobile, nuovi materiali e Continua a leggere

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Servono nuovi modelli e una nuova classe dirigente

Continuano ad essere tempi duri, per l’Italia, per tutti noi. La crisi non accenna ad alleggerire la morsa, mette in ginocchio le nostre imprese, mina la serenità delle nostre famiglie.
È arrivata anche qui, in Lombardia, a Brescia. In un territorio abituato a crescere e prosperare. Insomma anche noi non siamo più un’isola felice. Ma al tempo stesso non vogliamo rassegnarci a un destino di declino che a molti sembra inevitabile.
Convincersi che tutto sia perduto di certo non aiuta a fronteggiare la crisi con la determinazione necessaria. Abbiamo conosciuto cinquanta anni di progresso che ha migliorato sensibilmente la qualità delle nostre vite. In una fase economica di sviluppo che sembrava non avesse limiti, ci stavamo concentrando sul livello complessivo della qualità delle nostre vite, chiedendoci, come ha fatto un commentatore bresciano, se «valesse davvero la pena di vivere una vita fondata sull’assillo del mutuo, sul respiro inquinato, su ore confuse da una finta comunicazione in tempo reale e di massa, in aree anonimamente indifferenti e scadenti sul piano affettivo, più o meno metropolitane. Se fosse normale vivere tante ore così, su strada, lavoro e stanchezza. Su come vorremmo vivere. Il tema dei temi».
Oggi il compito è più complicato: immaginare una strada nuova per tornare a crescere senza dimenticare il tema della qualità della vita. Tenere insieme le due cose, due concetti inscindibili. Quale industria, quale artigianato, quali servizi pubblici, quale sistema potranno farci recuperare competitività sui mercati, e dar vita a una nuova, duratura e diversa, stagione di crescita? Come non dare ragione a quegli economisti progressisti, come Laura Pennacchi e Giulio Sapelli per citarne solo due, che denunciano chiaramente i limiti dell’attuale sistema economico e concretamente cercano di indicare possibili sbocchi e intuizioni interessanti?
Per prima cosa va combattuta la tendenza della nuova economia di caratterizzarsi per bassi livelli di occupazione, tanto è vero che anche nelle economie che corrono i dati sulla disoccupazione allarmano e non poco. Può la sola efficienza produttiva garantire sviluppo, oppure, come riteniamo più giusto ed efficace, occorre cercare di dare vita a un nuovo ciclo di piena e buona occupazione? «La disoccupazione si rivela in tal modo una sorta di pantano morale in cui ci si abitua a vivere. E dal pantano non cresce il grano» scrive proprio Giulio Sapelli.
Pensiamo poi che vada orientata la crescita verso un nuovo modello di sviluppo, il che vuol Continua a leggere

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Giovani, il Pd propone la nascita di un fondo

L’istituzione di un fondo per la «dotazione di capitale» destinata ai giovani, con apertura al momento della nascita di un conto presso l’Inps, da alimentare con contributi annui dello Stato, dei familiari, dei privati. La dotazione di capitale sarà graduata sul reddito dei genitori ma offerta a tutti i bambini che nascono sul territorio nazionale. A 18 anni, il ragazzo si troverà un tesoretto per gli studi, per la sua autonomia.
È questo il più forte dei punti di una piattaforma per affrontare l’emergenza delle nuove generazioni senza occupazione o con occupazione instabile sulla quale partirà una battaglia a Brescia, come nel resto del Paese, ad opera del partito democratico. Per un mese volantinaggi, gazebo, presenza nei luoghi di aggregazione, incontri pubblici con il coinvolgimento delle parti sociali impegneranno i militanti.
«SULLA QUESTIONE giovanile siamo all’emergenza, un intervento non è più dilazionabile!» esclama Paolo Pagani, responsabile del dipartimento lavoro, che si occupa delle iniziativa assieme a Nicola Del Bono, segretario dei Giovani democratici. I numeri che sciorina ne sono la riprova: disoccupazione al 30 per cento in Italia nella fascia tra i 18 e i 35 anni, salari d’ingresso fermi da 15 anni, pensioni future ridotte al 30-40 per cento degli stipendi attuali.
A BRESCIA SCENDE il dato della disoccupazione, praticamente dimezzandosi, ma il 75 per cento delle assunzioni è a tempo determinato. Significa che, sulle circa 100 mila nuove occasioni annue, 75 mila sono precarie.
L’elenco di richieste del Pd, approvate dall’assemblea nazionale di febbraio, continua. Si aggiungono alla «dotazione di capitale» , una «dote» per assunzioni agevolate, magari in cooperative, e per l’avvio di imprese in proprio, contributi a copertura dei periodi di interruzione dell’attività.
Si propongono sgravi fiscali, con riduzione della prima aliquota Irpef dal 23 al 20 per cento, l’imposta negativa che restituisce i crediti anche ai redditi più bassi, facilitazioni fiscali alle Continua a leggere

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A Brescia il Pd parla di federalismo: “Quello vero”

Per il federalismo, quello vero“. È questo il titolo scelto dal Partito Democratico lombardo per l’incontro in programma domenica 13 febbraio alle 10 a Novotel (via Pietro nenni 22).  Obiettivo della mattinata è quello di presentare le proposte targare Pd per la riforma federale.
Intervengono:
Pietro Bisinella, segretario provinciale Pd
Maurizio Martina, segretario Pd Lombardia
Giuliano Barbolini, deputato
Antonio Misiani, deputato
Marco Causi, deputato
Lorenzo Guerini, sindaco di Lodi
Flavio Zanonato, sindaco di Padova
Davide Zoggia, responsabile nazionale Pd Enti Locali
Vasco Errani, Presidente Regione Emilia Romagna

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