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Il Sindaco di roncadelle Michele Orlando: “surreale il dibattito sul PGT a Brescia”

Assisto basito al dibattito in corso nel Consiglio Comunale di Brescia e a certi commenti rilasciati a margine da esponenti della maggioranza di centro destra, in particolare leghisti.
Ma come, si sta approvando il PGT del capoluogo cittadino e certi ridicoli consiglieri non trovano di meglio da fare che attaccare certe scelte urbanistiche di un altro comune?
Il Piano di Governo del Territorio è l’atto più importante che un’Amministrazione in genere approva nel corso dell’intero mandato, perché contiene le scelte strategiche in relazione a materie fondamentali: lo sviluppo residenziale, il sostegno al comparto produttivo, le superfici commerciali, il verde urbano, la difesa del suolo, ecc. Uno si aspetterebbe dunque un dibattito magari acceso, ma costruttivo, su tutto ciò, con un confronto sui pensieri lunghi e sulla visione strategica che ciascuno ha sul futuro della città. Ecco appunto, sarebbe meglio dire “che ciascuno dovrebbe avere”, perché se questa visione non c’è, oppure è confusa e un tantino contraddittoria, allora è naturale che si preferisca distrarre tutti con un bel diversivo, come ad esempio parlare di Roncadelle…
Come definire tutto ciò se non paradossale? Si è mai visto che in occasione dell’approvazione di un PGT certi ridicoli consiglieri di maggioranza preferiscano parlare del PGT di un altro Comune? Mai! Paradossale, appunto.
Il tema della polemica sono i centri commerciali, ma per rispondere bisognerebbe conoscere come la pensa davvero il nostro interlocutore, e la cosa non è così scontata… E infatti, qual è la Lega vera, quella degli ultimi venti giorni, contraria ai nuovi centri, oppure quella che con il suo voto ha contribuito ad adottare alcuni mesi fa il PGT di Brescia che prevedeva di costruirne 5 nuovi? Se la Lega vera è la prima non si capisce francamente la polemica: ho sempre sostenuto che il rafforzamento dei centri commerciali esistenti Continua a leggere

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Il Pd attacca: inutile e costoso abbattere la torre Tintoretto

Una stazione che rischia di essere dimenticata ancor prima della partenza della metropolitana. Un intervento (l´abbattimento delle Torri di San Polo) che rischia di essere uno spreco di soldi. E l´allargamento di Sanpolino, portato avanti senza l´analisi delle nuove esigenze della società bresciana, che presupporrebbero nuove case per anziani e single.
È l´analisi che il Partito democratico ha fatto del Piano di governo del territorio nella zona di San Polo, nell´ambito degli incontri di quartiere denominati “Dicono verde…scrivono cemento”, tesi ad illustrare i cambiamenti contenuti nel Pgt adottato poche settimane fa in Consiglio comunale. Protagonisti dell´assemblea pubblica, tenutasi ieri sera alla Cascina Aurora di via Raffaello, sono stati gli architetti Luciano Lussignoli e Alessandro Benevolo, membri del gruppo di lavoro Urbanistica e ambiente del partito, il consigliere comunale Valter Muchetti e il capogruppo in Loggia, Emilio Del Bono. «Il Pgt non serve per costruire, come qualche sindaco pensa – ha ironizzato Lussignoli -, ma dovrebbe essere lo strumento principe che esprime le politiche urbanistiche, dai problemi ambientali a servizi, istruzione, mobilità, lavoro. La giunta è stata cieca e sorda nei confronti dei cittadini e dei rappresentanti istituzionali, mentre noi avevamo proposto di fare un lavoro comune basandosi su concetti condivisibili: sviluppo sostenibile, l´identità di Brescia come valore, pari opportunità a Continua a leggere

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L’appello: «Salviamo il Parco delle colline»

«Il Parco delle Colline non va gestito in questo modo trasandato e poco scientifico»: Paolo Vitale e Giuseppe Tognazzi del circolo Ecodem criticano la filosofia dell’ente, della presidente Paola Vilardi e del direttore Benedetto Rebecchi. «Esistono esperti al Museo di scienze naturali che è comunale, sarebbe meglio consultarli prima di compiere operazioni distruttive. Non siamo dei pasdaran cui non va bene niente, ma un’area verde naturale di questa estensione e bellezza va tutelata e curata secondo criteri non improvvisati». In particolare due sono gli interventi su cui oggi si concentrano le osservazione del gruppo, riassunte in un’interpellanza rivolta da Giuseppe Montanti al presidente del consiglio della circoscrizione Centro.
IL PRIMO STRALE è lanciato contro le piste costruite per gli amanti del «Down-hill», lungo le quali oggi si tengono due gare di questa pratica che consiste nel buttarsi in bicicletta a tutta velocità giù dai pendii.
«Le piste sono scavate con il taglio di alberi, con tracciati invasivi, con terrapieni, curve paraboliche inframmezzate da trampolini dell’altezza di qualche metro, in legno, pietra e qualche spruzzata di cemento», dicono Vitale e Tognazzi, e così scrive Montanti. «Ci pare – è il suggerimento – che sport di questo genere potrebbero vivere in luoghi più adatti, ad esempio nelle cave dimesse da recuperare, non certo in uno spazio frequentato da più tranquilli amanti della natura». Nell’interpellanza si chiede se esista un progetto di tali piste, o magari di future espansioni, e se siano stati presi accorgimenti per l’incolumità di Continua a leggere

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Pd: «Commercianti traditi». Pdl: «Non prendiamo lezioni»

Ci sono tanti Pgt. Uno, quello del sindaco, è come un’auto ecologica: «a consumo zero» (di territorio). Invece il consigliere Pd Mucchetti fa dell’ironia: «Avete parlato di Pgt dell’anima, e detto del Parco dello Sport alle cave, che è una suggestione: ma non dovevate essere la Giunta del fare?». Il leghista Bizzaro se la prende con il vecchio Prg, che è peggiore, secondo lui e i suoi, quanto a colate di cemento: «Non erano certo colate di marzapane e canditi» se la ride. Per Fabio Capra, Pd, è «il Pgt delle raccomandazioni», quelle fatte dal Carroccio alla Giunta, ma che secondo l’opposizione sono il topolino partorito dall’elefante, visto che i lumbard avevano annunciato emendamenti e li hanno annacquati in raccomandazioni.
IL SINDACO Paroli è dunque tornato a parlare ieri, prendendo a pretesto un emendamento per dire qualcosa di generale che riprendeva gli argomenti della sua prolusione di lunedì. Con qualche numero in più, ha ricordato che, quanto a consumo del territorio, il Pgt è quasi uguale al Prg vigente. Anzi, che a lasciare quella vigenza, il consumo sarebbe maggiore. Tesi smentita da Claudio Bragaglio e Fabio Capra del Pd. E da Aldo Boifava che ha ricordato che «invece potevano ridurre il residui non realizzati del Prg, invece le volumetrie sono esplose». Bizzaro della Lega si è scagliato contro la messe degli emendamenti democratici: «Ma che città volete se bocciate tutti gli ambiti di trasformazione strategici?» «Vogliamo un Pgt che risponda alle esigenze reali di residenza e Continua a leggere

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Il Pd insiste: «Impossibile votare al buio»

«Ma che formalismo e formalismo», Aldo Boifava del Pd non ci sta a che la posizione dei democratici passi per mera cavillosità. «La documentazione non c’era e avevamo appena appreso che la Vas aveva bocciato 12 ambiti. Non potevamo votare senza le carte. Eppure il presidente della commissione Toma voleva che si votasse come se non ci fosse quel fatto nuovo delle 12 aree da rivedere». Il Pd che s’è alzato e ha abbandonato la commissione dopo averne ottenuto una sospensione (richiesta anche da Castelletti, Sinistra e Idv) ha una tesi su quanto è accaduto: «Non è un caso che si faccia tutto di corsa: dietro alla fretta c’è la volontà di non offrire occasioni di approfondimento e così bloccare le critiche sul merito del piano». Non è colpa degli uffici, «che anzi ringraziamo. Hanno fatto il possibile in queste settimane convulse. La colpa è dei tentennamenti dell’assessore».
PER ALFREDO BAZOLI è comunque tardi «molti ragionamenti sul Pgt andavano fatti prima. Il Pgt è un’occasione di discussione per tutta la città ed è stata un’occasione persa. Dopo 2 anni di istruttoria tutto è stato compresso in due mesi con agosto di mezzo. Senza andare lontano, a Bergamo sul Pgt ci sono state 10 sedute del consiglio, qui una». Emilio Del Bono sintetizza: «Sembra il Pgt di un’altra città». E aggiunge che «dà un colpo mortale all’ambiente, un’altro al commercio e svalorizza il patrimonio esistente». E critica perequazione e compensazione, strumenti «usati senza logica che non sia quella di dare diritti di edificabilità a qualcuno». Secondo Bazoli «non si favoriscono neppure i costruttori, ma la rendita, cosa che è l’opposto di quello che ci vorrebbe per favorire il rilancio in un momento di crisi economica».
Di un Pgt «senz’anima e senza prospettive per i bambini e Continua a leggere

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Del Bono: aspra replica a Rolfi sul nuovo carcere nel Pgt

La replica del Pd alle dichiarazioni di Rolfi sulla proposta dell’opposizione di includere nel Piano di Governo del Territorio la costruzione di una nuova casa circondariale, che risolvesse il sovraffollamento patologico che infligge da anni Canton Mombello, non si è fatta attendere.
Ora direi che è tempo di dire basta alle dichiarazioni agostane, arroganti e spesso inconcludenti, del Vicesindaco Fabio Rolfi“, scrive in una nota il capogruppo Pd in Loggia Emilio Del Bono, “La verità è solo una: il nuovo Carcere non è assolutamente in via di realizzazione. Il Governo non ha stanziato un solo euro. Ha trovato però le risorse per altri comuni a guida leghista ma non certo per quello di Brescia. Anzi, non vorremmo che l’inserimento dell’area per il nuovo Carcere di Brescia nel Pgt in realtà serva, non tanto a realizzare il nuovo penitenziario, per il quale non ci sono risorse economiche in arrivo da Roma, ma solo a cambiare destinazione urbanistica a qualche area agricola dalle parti di Verziano. Non vorremmo cioè vedere tra qualche anno un po’ di case e capannoni in più in una area prima destinata all’agricoltura e nessuna nuova struttura penitenziaria”.
Il nuovo carcere non si è realizzato e non si realizza, non perché non previsto nel vecchio Prg ma per mancanza di risorse da Roma. Una variante urbanistica si può, infatti, deliberare, all’unanimità, in poche ore se ci sono i soldi per il carcere. Quindi, la Giunta Paroli e il Sig. Rolfi non devono prendersela con gli amministratori precedenti sul fatto che non sono arrivati soldi dal Governo, ma con la propria parte politica, visto che negli ultimi 10 anni, per otto c’è stato in carica un governo nazionale di Lega e Pdl che, nulla dico nulla, ha fatto per Brescia. Fabio Rolfi deve quindi criticare duramente Berlusconi e Bossi perché Continua a leggere

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«Un Pgt che non dà futuro a Brescia»

Il Pd è da alcuni mesi che sta ragionando sul Piano di governo del territorio che l’amministrazione sta elaborando. E sulla città che il Pgt dovrà regolare e al contempo impostare.
Ragiona con l’assunto che le tracce che l’amministrazione ha anticipato – il piano di lavoro se non ancora il lavoro completo – non vanno bene. Neppure dal punto di vista degli insediamenti produttivi, perchè quelli non possono sparire, Brescia non può perdere – si è convenuto ieri – il suo patrimonio industriale. Deve confermarlo e allo stesso tempo adeguarlo ai tempi: dove prima c’era l’industria pesante dovrà insediarsi qualcosa d’altro, ma comunque qualcosa di produttivo, un’attività che continui in forma diversa la vocazione industriale di Brescia.
È questa la premessa da cui è partito l’incontro di ieri sera agli Artigianelli con Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato, Flavio Pasotti già presidente di Apindustria e Enzo Torri, segretario Cisl. Incontro che s’è avvalso di una panoramica sulle vicende storico-evolutive urbane di Brescia a cura dell’architetto Alessandro Benevolo. E da un’introduzione del consigliere comunale Pd Alfredo Bazoli, che ha posto l’identità industriale come tema non negoziabile nel futuro della città. Ma che non è adeguatamente delineato in un Pgt che appare a Bazoli come «lista della spesa in cui mancano le priorità».
A SENTIRE PASOTTI questa città ha bisogno di darsi una mossa, questo è certo, ma con le politiche di quest’amministrazione, Pgt compreso, non se la darà. E così, invece di agganciare quei 600 centri urbani in cui la qualità della vita si coniuga con lo sviluppo, Continua a leggere

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