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A Castegnato l´integrazione fa rima con partecipazione

A Castegnato l´integrazione è sempre più di casa. L´ultima iniziativa è la costituzione del comitato per sostenere il progetto nazionale “L´Italia sono anch´io”, che si propone di raccogliere le firme su due proposte di legge, una per il diritto di voto amministrativo agli stranieri regolarmente residenti in Italia da almeno cinque anni e l´altra per riconoscere la cittadinanza italiana a tutti i nati nel nostro Paese.
«Sono iniziative di civiltà e per questo l´Amministrazione è direttamente impegnata a promuovere incontri di approfondimento propedeutici anche alla raccolta di firme sulle proposte di legge di iniziativa popolare che terminerà a febbraio», commenta il sindaco Giuseppe Orizio che con l´assessore all´Immigrazione Eugenia Grechi ha convocato in Comune gruppi ed associazioni per dar vita ad un comitato locale. «Le prime adesioni ci sono già – continua il primo cittadino -. Oltre al Comune, l´associazione Multietnica, il gruppo famiglie Dipingi la Pace, la sezione del Pd, i fanti, la Pace sul Monte, l´Anpi e lo Spi Cgil. Contatteremo ancora gli altri gruppi ed in particolare i gruppi parrocchiali».
Una prima iniziativa per presentare le due proposte di legge e dibattere sui diritti di cittadinanza e di voto, è comunque già programmata la sera del prossimo 1 dicembre nella sala conferenze del Centro civico di Castegnato, con la presenza di Gisella Bottoli di Libertà & Giustizia di Brescia, componente il comitato promotore provinciale.
E tra le tante realtà che hanno aderito al progetto, in particolare, l´associazione Multietnica si sta confermando un punto di riferimento per i tanti stranieri che vivono a Castegnato. Il sodalizio, che rappresenta la cinquantina di etnie con circa mille residenti in paese ed è operativa dal 2004 collaborando attivamente con l´Amministrazione comunale, Continua a leggere

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Zambolin PD: giovani in Parlamento per merito e non per nomina dall’alto

“Il Ddl Meloni – afferma Zambolin – che origina da un’idea bipartisan lanciata qualche tempo fa dai parlamentari Gosi e Graziano (PD) e Formichella e Centemero (PdL), potrebbe sicuramente rappresentare un passo avanti nel processo di “rinnovamento” della politica italiana. Il condizionale è, però, d’obbligo, perché un semplice abbassamento della “soglia” d’età per essere eletti in Parlamento ed in Senato non è sufficiente a colmare la distanza che, soprattutto negli ultimi anni, si è creata tra i giovani e la politica. Una politica che la nostra generazione vede, non a torto, sempre più lontana e disinteressata ai problemi reali del Paese. Una politica fatta di nomine, di “cambi di casacca”, di compravendite di uomini e voti che, certo, non sono un incentivo per i giovani che hanno voglia di impegnarsi seriamente”.
Ma la Segretaria dei Giovani PD vede all’orizzonte un pericolo: “Ci viene ripetuto spesso che l’età non è un merito, ed è vero. Il rischio, oggi, è quello che i giovani vengano utilizzati come “facciata”, ma si rivelino poi dei burattini comandati dall’alto, delle semplici pedine da utilizzare e poi scartare a piacimento. Per questo trovo positivo che un diciottenne possa candidarsi per il Parlamento, ma penso, anche, che un simile posto lo debba guadagnare per merito sul campo, e non per una nomina dall’alto”.
Per evitare che in Parlamento finiscano giovani “signor sì” la Zambolin ha una ricetta: “Torna a porsi così, prepotentemente, la questione delle preferenze, l’unico sistema in grado di garantire il massimo livello di rappresentatività possibile e il solo modo per scongiurare i giochi di strategia delle nomine, che hanno portato al triste “calciomercato” parlamentare degli ultimi tempi”.
Ma la politica, secondo la giovane Democratica, deve affrontare anche un altro nodo da sciogliere nel rapporto con il mondo giovanile: “Vi è poi un altro grosso problema: moltissimi giovani non hanno alcuna intenzione di entrare in politica, perché hanno perso completamente la fiducia in essa. Una politica che vuole coinvolgere i giovani deve, innanzitutto, parlare a loro: non soltanto a quelli che hanno intenzione di partecipare attivamente, ma a tutti i giovani elettori che si sentono sempre più lontani da questo mondo incapace non solo di risolvere, ma persino di trattare i loro problemi. Elettori che vanno ad ingrossare le fila dell’astensionismo, sintomo grave ed ignorato di un sistema Continua a leggere

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«Costituzione»: anche Brescia sabato si mobiliterà

Come in 80 città italiane, anche a Brescia sabato ci sarà una mobilitazione in difesa della Costituzione e della scuola pubblica, promossa da Anpi, Arci, Camera del Lavoro, Libertà e Giustizia, Unione degli studenti, con l’adesione di Pd, Pdci, Prc, Sel, giovani Idv, Auser, Popolo Viola, Movimento 5 stelle, Meetup Beppe Grillo, Agende Rosse, Se non ora quando.
«Più che in difesa della Costituzione è per la sua attuazione – precisa Marco Fenaroli, presidente Anpi – una carta che è l’elemento di civiltà che tiene assieme società, politica ed economia». La necessità di una mobilitazione è oggi «evidentissima – per Damiano Galletti segretario della Camera del Lavoro – perché in pericolo è la stessa democrazia, messa in discussione da un disegno esplicito che vuole cambiare i fondamenti della nazione”. Un pericolo sottolineato anche da Gisella Bottoli, coordinatrice del circolo bresciano di Libertà e Giustizia: “da tempo definiamo questa situazione un regime, non tanto per la messa in discussione delle istituzioni, quanto per il loro svuotamento di senso. La Costituzione mette al centro la persona e i suoi diritti, tutto il resto è in sua funzione, ed è quindi essenziale mobilitarsi per il rispetto e la difesa di questi diritti”. Particolarmente attenta alla difesa della scuola pubblica è L’Unione degli Studenti: «l’articolo 34 garantisce l’istruzione pubblica, ma la riforma Gelmini, che contestiamo fortemente, fa venir meno il diritto allo studio». I promotori invitano tutti i cittadini a presentarsi sabato dalle 15 in Piazza Rovetta, con una copia della Costituzione e con il Tricolore, perché «in piazza si combatte la rassegnazione – conclude Galletti – e si manda a dire al governo nazionale e a quello locale che i cittadini non accettano un cambiamento che toglie le libertà e smantella i diritti». All’iniziativa di sabato sarà presente anche il Comitato Referendario Brescia 2 si per l’acqua bene comune, per promuovere la partecipazione ai referendum previsti per giugno ma che il Comitato chiede siano accorparti alle elezioni amministrative di maggio.

Fonte: BresciaOggi

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