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Dichiarazione sen. Paolo Corsini riguardo ai fatti di sabato 11 maggio

paolo_corsini_1Intervenendo ieri sera al Senato in conclusione di seduta, il sen. Paolo Corsini è tornato sulla vicenda che si è consumata a Brescia sabato scorso in occasione del comizio di Silvio Berlusconi, stigmatizzando con espressioni assai critiche il comportamento dei responsabili dell’ordine pubblico nella città di Brescia.
Dopo aver ripreso le dichiarazioni del sen. Zanda, dichiarazioni polemiche circa la presenza di esponenti di primo piano del PDL presenti nel governo, il sen. Corsini ha duramente criticato soprattutto il prefetto, dott. Narcisa Brassesco Pace che, nella sua qualità di presidente del Comitato per la sicurezza dell’ordine pubblico, non ha provveduto ad attuare le misure necessarie affinché fossero evitati scontri e incidenti che hanno turbato la pacifica convivenza nella nostra città, peraltro in presenza della cerimonia delle cresime in Duomo.
“Non posso che condividere – ha sottolineato il sen. Corsini – giudizi e valutazioni espresse dall’ex sottosegretario on. Stefano Saglia, il quale ha manifestato il proprio disappunto e la propria contrarietà rispetto al comportamento dei responsabili dell’ordine pubblico. Contrariamente a quanto avvenuto in passato – ha aggiunto il sen. Corsini – allorquando i questori Montemagno e Carluccio, sopperendo alla inconcludenza del prefetto, hanno garantito un pacifico svolgimento delle manifestazioni elettorali, in questa occasione si è assistito ad una gestione improvvida e a una mancata programmazione che avrebbe invece consentito la legittima manifestazione di orientamenti e posizioni politiche da parte dei diversi soggetti presenti. Del resto il prefetto di Brescia non è nuovo a comportamenti Continua a leggere

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Il Sindaco di roncadelle Michele Orlando: “surreale il dibattito sul PGT a Brescia”

Assisto basito al dibattito in corso nel Consiglio Comunale di Brescia e a certi commenti rilasciati a margine da esponenti della maggioranza di centro destra, in particolare leghisti.
Ma come, si sta approvando il PGT del capoluogo cittadino e certi ridicoli consiglieri non trovano di meglio da fare che attaccare certe scelte urbanistiche di un altro comune?
Il Piano di Governo del Territorio è l’atto più importante che un’Amministrazione in genere approva nel corso dell’intero mandato, perché contiene le scelte strategiche in relazione a materie fondamentali: lo sviluppo residenziale, il sostegno al comparto produttivo, le superfici commerciali, il verde urbano, la difesa del suolo, ecc. Uno si aspetterebbe dunque un dibattito magari acceso, ma costruttivo, su tutto ciò, con un confronto sui pensieri lunghi e sulla visione strategica che ciascuno ha sul futuro della città. Ecco appunto, sarebbe meglio dire “che ciascuno dovrebbe avere”, perché se questa visione non c’è, oppure è confusa e un tantino contraddittoria, allora è naturale che si preferisca distrarre tutti con un bel diversivo, come ad esempio parlare di Roncadelle…
Come definire tutto ciò se non paradossale? Si è mai visto che in occasione dell’approvazione di un PGT certi ridicoli consiglieri di maggioranza preferiscano parlare del PGT di un altro Comune? Mai! Paradossale, appunto.
Il tema della polemica sono i centri commerciali, ma per rispondere bisognerebbe conoscere come la pensa davvero il nostro interlocutore, e la cosa non è così scontata… E infatti, qual è la Lega vera, quella degli ultimi venti giorni, contraria ai nuovi centri, oppure quella che con il suo voto ha contribuito ad adottare alcuni mesi fa il PGT di Brescia che prevedeva di costruirne 5 nuovi? Se la Lega vera è la prima non si capisce francamente la polemica: ho sempre sostenuto che il rafforzamento dei centri commerciali esistenti Continua a leggere

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Palazzolo S/O: Caduta giunta Sala Pdl – Lega

Quello a cui abbiamo assistito oggi non è altro che il fallimento politico-amministrativo del Sindaco Sala, della Lega e del PDL palazzolesi, cioè delle forze politiche che per 15 anni si sono alternate o hanno governato congiuntamente Palazzolo e che in nessun modo l’hanno resa migliore sia in termini socio-economici che di qualità della vita dei cittadini.
La successione degli eventi odierni rende ancor più manifesta ed imbarazzante l’inadeguatezza del Sindaco e della sua maggioranza. Il Sindaco ha protocollato le proprie dimissioni, peraltro non irrevocabili, solamente un secondo prima che 11 consiglieri rassegnassero le proprie, nel tentativo velleitario e maldestro di rimanere in carica per altri 20 giorni, termine entro il quale le stesse avrebbero potuto essere ritirate.
Tutto ciò dimostra un preoccupante disprezzo per le istituzioni e per i cittadini, posto che lo stratagemma sarebbe servito solamente a tenere in sospeso una situazione d’immobilismo politico-amministrativo che si protrae a Palazzolo da troppo tempo, condannando la nostra città ad un commissariamento della durata di un anno, periodo che di sicuro non avrebbe giovato a Palazzolo.
Ragionevolezza e senso delle istituzioni avrebbero voluto, invece, che il Sindaco tentasse di risolvere i conflitti all’interno della propria maggioranza, mettendo da parte insensati personalismi, prima di arrivare ad una situazione tanto compromessa.
Il decisionismo del Sindaco, mai supportato da un atteggiamento di confronto e nemmeno di ascolto delle proposte altrui e l’inconsistenza politica di Lega e PDL, che hanno costituito l’asse portante di questa maggioranza, senza mai trovare soluzioni condivise ai problemi, sono tra le cause di un’esperienza che si è rivelata estremamente dannosa per cittadini di Palazzolo.
Come Partito Democratico avremmo preferito che il Sindaco fosse sfiduciato in Consiglio Comunale dopo un dibattito sulle reali motivazioni della caduta della Giunta Sala e dove tutte le forze politiche, anche quelle che a vario titolo l’hanno sostenuta, avrebbero dovuto assumersi la responsabilità di motivare in concreto la decisione di Continua a leggere

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Pd, dai parlamentari attacco alla Lega e «avviso» all´Idv

Sono lontane le suggestioni dell´idilliaca atmosfera di Vasto, quando l´alleanza del Partito Democratico con l´Italia dei Valori e Sinistra e Libertà pareva scontata. E le primarie del centrosinistra per la Loggia, che pure il segretario provinciale Pietro Bisinella continua a definire «fondamentali», sembrano ora meno scontate. Sull´onda di un quadro in evoluzione e in attesa delle pieghe che prenderà il dialogo con l´Udc, alleato che fa gola.
IL GOVERNO MONTI.
A fare il punto sulla situazione nazionale e bresciana sono, insieme a Bisinella, i parlamentari bresciani del Pd. Paolo Corsini, Pierangelo Ferrari e Guido Galperti rivendicano un ruolo di primo piano della forza che rappresentano nel cambiamento che ha portato alla caduta del governo Berlusconi.
Del resto, spiega l´ex sindaco Corsini, «se non ci fosse stata la scelta del Pd, perno della svolta, di accettare una maggioranza di costrizione il governo Monti non sarebbe mai nato». Maggioranza di costrizione ma democratica, aggiunge, che «nasce sulla base del ritorno alla spinta della Costituzione». Per Corsini, il governo Monti con la sua «serietà e affidabilità» rappresenta quasi una «svolta antropologica» rispetto ai tempi dei «gaglioffi, dei nani e delle ballerine». Mentre «rigore, stabilità è crescita sono le bussole» da continuare a seguire, finora il partito è stato «essenziale» nel rimodulare gli effetti della manovra (cita tra gli altri i ritocchi alle pensioni, le valutazioni in corso sul tema dei lavoratori precoci ed “esodati” per i quali «anche a Brescia ho avuto incontri con i sindacati»). Secondo Ferrari la decisione del Pd di appoggiare Monti è stato «atto dovuto all´Italia» in un momento in cui «nelle casse del Tesoro non c´erano nemmeno i soldi per pagare gli stipendi». E se la votazione della Camera che ha negato l´arresto di Cosentino «dimostra che non siamo la maggioranza» – aggiunge Galperti -; è vero però che «due partiti sono tornati a parlarsi per salvare il Paese» e «c´è un´agenda del governo che comprende abbattimento del debito, crescita e riorganizzazione dello Stato e a ci atterremo».
LEGA.
Il caso Cosentino è occasione per i parlamentari per fare il punto anche sullo stato di salute della Lega. A livello nazionale, per Corsini, il Carroccio «è il partito della Continua a leggere

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Pd: «Centrodestra, fallimento totale dall´aeroporto alle opere incompiute»

Aeroporto, Piano di governo del territorio, alienazioni, cave e discariche, l´autostrada della Valtrompia… un «fallimento». Il Gruppo consiliare Pd del Broletto fa il consuntivo di un anno di gestione Molgora ed elenca tutte le cose non fatte, e non dette dal presidente della Provincia. Sarebbe quasi l´eutanasia di un Ente «inetto», se non fosse che Diego Peli e la sua squadra restano convinti della necessità di mantenere in vita, contro i propositi romani, la quinta Provincia d´Italia per dimensioni.
È STATA una lunga requisitoria, quella di Peli e dei consiglieri Pier Luigi Mottinelli, Roberto Cammarata Francesco Maltempi e Antonella Montini, ieri mattina. Insieme dipingono una Giunta Molgora divisa al suo interno dai litigi Pdl-Lega, isolata e «sbeffeggiata» dall´Amministrazione «amica» della città, incapace di scelte «trasparenti» sulla gestione dell´ambiente e del territorio, oppressa da un debito che sfiora i 500 milioni di euro, priva di risorse per investimenti e costretta da scelte sbagliate a una quotidianità grama.
LA GESTIONE «disastrosa» dell´aeroporto D´Annunzio, innanzitutto e dei rapporti con i veronesi di Catullo spa. «I nostri rappresentanti sono stati incapaci o correi e abbiamo dovuto scoprire dal presidente Paolo Arena che Montichiari ha un buco di bilancio aggiuntivo di 35 milioni di euro – tuona Peli –, che sommati ai 45 milioni dello stesso Catullo portano a un indebitamento di 80 milioni a fronte di un valore patrimoniale stimato dagli stessi veronesi in 107 milioni. L´accordo tra Brescia e Verona ormai è saltato, ma i 25 milioni che i bresciani avrebbero portato in dote sarebbero stati bruciati in un secondo per coprire il buco». E ora «senza aeroporto – si chiede -, a cosa servirà il Piano d´area di Montichiari, a cosa la stazione Alta velocità, a cosa la Corda Molle?». Nel lungo elenco dei Continua a leggere

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Gli auguri di Pietro Bisinella segretario provinciale del Pd bresciano

Brescia, 23 dicembre 2011
Cara democratica, caro democratico,
in occasione delle festività natalizie ho ritenuto opportuno invece del classico biglietto d’auguri inviarvi una breve lettera personale alla quale unisco, per chi vorrà leggerla, la mia relazione all’ultima Direzione provinciale, in modo da tracciarvi seppur brevemente lo stato di salute del nostro partito sia a livello locale che nazionale.
Il nostro sostegno al Governo Monti ci mette di fronte a scelte che vanno comprese e condivise fino in fondo nella loro complessità. Inserite, nostro malgrado, in un contesto mondiale ed in particolare europeo che vede nella tenuta della dimensione economica il principale e più urgente obiettivo da raggiungere.
L’equità, indicata come “stella polare” delle riforme, appare ad alcuni di noi in questa fase ancora troppo sbilanciata in favore di alcuni e a discapito dei più deboli, soprattutto rispetto al tema a noi molto caro delle pensioni.
Vi voglio rassicurare sul massimo impegno, a tutti i livelli, che il Partito democratico sta profondendo per far sì che la nostra forza parlamentare sia indirizzata, in maniera univoca e decisa, verso un giusto equilibrio di sacrifici ed opportunità per tutti.
La strada è certamente in salita, ma sia a coloro che ci hanno condotto con leggerezza sull’orlo del baratro (PDL), sia a chi, dopo disastri evidenti di anni di inutili slogans, oggi si nasconde in ridicole soluzioni populiste anti-italiane (LEGA), noi dobbiamo rispondere con il Continua a leggere

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Letta: Pd pronto a guidare il Paese

Tra Manovra e prossime sfide del Partito democratico. Il vicesegretario Enrico Letta è intervenuto ieri sera alla festa provinciale dei democratici a Desenzano affrontando i temi di maggiore attualità della politica nazionale. A partire dall’ultima Manovra fino alle riforme passando attraverso il fronte interno di discussione che ha animato il Pd nelle ultime settimane, in primis la nuova legge elettorale che ha visto lo scontro tra la segreteria di Bersani e l’ala veltroniana.
Un intervento, quello di Letta, che non affronta solo la contingenza, ma che è rivolto al futuro nella convinzione che il Pd sarà presto forza di Governo come attore principale di un’alleanza ampia e in cui «il candidato premier sarà Pier Luigi Bersani, al di là di tutte le speculazioni e di tutte le voci che si sono levate negli ultimi mesi».
«Il senso di responsabilità invocato dal Presidente della Repubblica». È questo il punto di partenza di Letta per affrontare il tema della Finanziaria e delle tensioni che attraversano la maggioranza, a cui si somma la delicata situazione economica italiana nell’intero contesto di Eurolandia. «Serve un atto di responsabilità per salvare l’Italia all’interno dell’Europa e del sistema dell’euro. Questo perché se cede il nostro Paese, allora è destinato a fallire l’intero sistema monetario europeo». Il vicesegretario del Pd individua l’etica della responsabilità nell’azione delle opposizioni parlamentari che insieme hanno prodotto un pacchetto di 25 emendamenti da proporre in aula. «Pd, Idv e Udc – ha detto Letta – hanno accolto l’appello di Napolitano, ma hanno anche predisposto un pacchetto di proposte che sono l’architrave del nostro futuro programma economico». Un programma che Letta conta di proporre presto al Paese «perché a mio parere si andrà al voto a ottobre o al più tardi ad aprile e noi del Pd dobbiamo aver ben chiare quali sono le priorità del Paese, in modo che Continua a leggere

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Affondo del Pd: «Il Carroccio protesta contro se stesso»

La Lega? «Va in piazza ad abbaiare alla luna. Scende in campo per protesta, e al contempo ha Maroni al ministero dell’Interno: svolge insomma entrambe le parti della commedia, il cane e la luna».
Sceglie un’immagine particolarmente colorita il Pd cittadino per stigmatizzare la manifestazione nazionale promossa ieri dalla Lega in piazza Loggia, in contrapposizione ai presidi organizzati dai migranti in piazza Duomo e largo Formentone per il permesso di soggiorno.
«LA LEGA GOVERNA da 10 anni e fa una manifestazione dicendo “Ora basta”, noi diciamo “Ora basta” alla Lega», afferma Fabio Negrini, membro della segreteria cittadina Pd e coordinatore del circolo Brescia centro.
Con tale presa di posizione il Pd non intende difendere illegalità o scorciatoie, ma solo evidenziare che gli extracomunitari sono arrivati all’esasperazione dopo una serie di illusioni e disillusioni alimentate dall’attuale Governo, prima con la sanatoria del 2009 per colf e badanti, poi con la circolare Manganelli che impediva la sanatoria a chi fosse implicato in reati relativi alla clandestinità. «Da lì è nato tutto il pasticcio della gru e dei presidi, originato dall’incapacità della Lega di gestire la situazione, e trasformato in una battaglia ideologica», sottolinea Negrini.
Anche sull’arrivo dei profughi dalla Libia il Partito Democratico evidenzia un atteggiamento da Giano bifronte del Carroccio, che da un lato, con il ministro dell’Interno Maroni, manda i profughi al nord, e dall’altro con i suoi esponenti locali suggerisce di ripartirli con calcoli “da bilancino dei farmacisti”.
«Perché i leghisti non vanno in piazza e chiedono al ministro Maroni di dimettersi?», si domanda l’esponente della segreteria cittadina Pd, parlando di «tre anni di politica fallimentare», a partire dalla istituzionalizzazione del reato di clandestinità (dimenticando che per lo straniero irregolare era già prevista l’espulsione amministrativa), alle norme sulla sicurezza urbana con maggiori poteri ai sindaci, Continua a leggere

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Pedonalizzazione: scintille fra il Pd Rolfi e Sabbadini

Continua il botta e distanza fra il Pd e Fabio Rolfi (Lega Nord) sulla pedonalizzazione del centro storico. «Le chiacchiere del vicesindaco sono davvero stupefacenti – scrive il segretario cittadino del Partito Democratico, Giorgio De Martin -. Per anni, e durante tutta la campagna elettorale, la destra, in particolare la Lega, ha ribadito una netta contrarietà a ogni forma di pedonalizzazione o di controllo del traffico privato nel centro storico, e come non ricordare a proposito lo slogan leghista “libera auto in libera città”. Ora che la destra sostiene, anche se solo a parole, la necessità di pedonalizzare, si preoccupa di attaccare il Pd che aveva nel programma elettorale un progetto di pedonalizzazione di piazza Loggia, via Dieci Giornate, corso Zanardelli, piazza Paolo VI».
CONTINUA DE MARTIN: «Vorrei ricordare al vicesindaco che, all’indomani delle sue dichiarazioni sull’applicazione del divieto di sosta nel centro storico, abbiamo tenuto una conferenza stampa con Ecodem a palazzo Broletto per evidenziare quanto Rolfi continui nella sua politica delle chiacchiere, mai seguite dai fatti. E i cittadini hanno potuto appurare come perfino una delle più belle piazze di Brescia fosse strapiena di auto parcheggiate in divieto. Il centro storico, invece del salotto promesso in campagna elettorale, è diventato un garage a cielo aperto, con conseguenze prevedibili come lo svuotamento progressivo e chiusure di negozi e di attività di ogni tipo. E ci sembrano ancora più ridicole le accuse alla precedente Giunta di aver fatto una politica a suon di multe, all’indomani della conferma del boom di multe poste in atto proprio dall’assessorato Continua a leggere

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«Il Carroccio chiarisca dove è finita la sua buona amministrazione»

Il partito democratico si dice garantista nei confronti dei due accusati: «Ci auguriamo possano dimostrare la loro estraneità ai fatti, soprattutto nel rispetto della carica istituzionale che ricoprono».
Ma sottolinea che «sono entrambi leghisti e sarebbero implicati in una brutta vicenda di tangenti. E questo alla faccia del fatto che il Comune di Castel Mella è spesso stato sbandierato come esempio di buona amministrazione da parte della Lega».
IL PD BRESCIANO ricorda che «in tutta Italia vi sono preoccupanti episodi che vedono coinvolta la Lega: la dimostrazione che al di là delle chiacchiere, quel partito dovrebbe fare molta attenzione al suo interno, visto che troppe volte emergono personaggi dubbi. Dubbie anche le condotte, dato che sembra che Mauro Galeazzi, portaborse dell’assessore Prandelli, abbia usato centinaia di volte per usi personali un telefono datogli in dotazione dalla Provincia, cosa che nessun consigliere provinciale può fare. Condotta che emerge dalle intercettazioni».
«Vogliamo ricordare – conclude la nota di via Risorgimento – che, a differenza della Lega, per il partito democratico è sempre centrale la questione morale, non possiamo fare a meno della dignità e del buon nome della politica nell’amministrazione pubblica. Per questo motivo il Pd lombardo, come già è accaduto con le elezioni politiche scorse, trasmetterà gli elenchi completi dei nostri candidati 2011 alla commissione nazionale antimafia».

Fonte: BresciaOggi

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