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Del Bono: «Oggi la città ha voglia di cambiare»

del_bono_13«C´è un bel venticello. L´aria sta cambiando». Emilio Del Bono mormora lo slogan della sua campagna sotto la Loggia, assediato dalle telecamere e stretto nell´abbraccio e negli applausi dei militanti che lo hanno accompagnato in queste settimane. Il volto è serio, ma il candidato del centrosinistra non cela una dose di fiducia, né la convinzione di poter catturare ancora una parte dell´elettorato. Quella che manca per sconfiggere il sindaco Paroli al secondo turno.
Del Bono, punto più punto meno i risultati disegnano per lei un quadro favorevole. Cosa è cambiato rispetto al 2008?
«È cambiato il clima. La proposta di cinque anni di chi ha governato e di chi, invece, ha fatto opposizione. Cinque anni fa né io, né Paroli eravamo sottoponibili a giudizio».
Perché, a suo avviso, ha ottenuto un così ampio consenso?
«La nostra capacità di proposta ha convinto i cittadini e, nel contempo, è cresciuta la voglia di cambiamento. Brescia ha vissuto la crisi, molte persone hanno perso il lavoro, e nonostante ciò la giunta è andata avanti con priorità fasulle. La nostra forza è stata, anche, un´opposizione efficace. E siamo stati nei quartieri, con la gente, senza perdere contatto con la vita quotidiana».
Che città ha visto?
«Tante persone comuni, pochi salotti. Cercano una parola di speranza, gesti concreti e umili. C´è voglia di tornare a guardare alla Loggia come un luogo accessibile e trasparente. Quando ti caricano di fiducia, di responsabilità, ti colpisce. Mi ha anche commosso. C´è fiducia che chi governa dia risposte. E non ci sono solo detriti. Brescia non è in un tunnel, Continua a leggere

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Cittadini insieme per una città bella e giusta

COMUNICATO STAMPA
CITTADINI INSIEME PER UNA CITTA’ BELLA E GIUSTA
incontro 18 maggio – ore 14,30
Il Forum Immigrazione del PD di Brescia, in collaborazione con le associazioni degli immigrati, ha organizzato un incontro sabato 18 maggio alle ore 14,30 alla Camera del Lavoro (Salone Buozzi) di via Folonari a Brescia. Tema dell’incontro “Cittadini insieme per una città bella e giusta”. Interverranno Ilda Curti, assessore alle politiche migratorie del comune di Torino, Emilio del Bono, candidato sindaco di Brescia, i rappresentanti del Forum Immigrazione Zaman Kawsar, Omar Hamid Mir, Artan Bahsli, Zouhair El Youbi, Tahir Nazir. Introduce e coordina Giovanna Benini, responsabile del Forum Immigrazione del Pd che in questi anni ha lavorato con le comunità di immigrati, promuovendo programmi di inclusione sociale e formazione storico-politica. “Vogliamo incontrare i nuovi italiani – afferma Giovanna Benini – che vivono e lavorano a Brescia. Quando si decide il futuro della città è importante il coinvolgimento di tutti coloro che la vivono e la abitano. Abbiamo invitato Ilda Curti che ha saputo elaborare interessanti progetti di interazione e coinvolgimento delle comunità immigrate a Torino, grande testimonianza di buone pratiche di governo”.

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Corsini: «Sindaco incapace e poco propenso al lavoro»

«Già sapevo che Paroli è caratterizzato da scarsissima propensione al lavoro, si impunta in testardaggini di miglior causa, qui ho la conferma che è un incapace». Non è andato per il sottile l’ex Sindaco Paolo Corsini, chiamato in causa da Emilio Del Bono nella conferenza stampa in cui ha presentato le spese «inutili» della Loggia dal 2008 ad oggi.
Un bilancio netto e negativo che nella valutazione di Corsini si estende non solo al piano politico ma anche a quello personale: «Siamo a tracciare il bilancio dell´operato di un sindaco incapace che ha fatto danni al Comune».
«NELL´ESTATE dell´anno scorso il Comune di Brescia attraverso il Sindaco, l´assessore Arcai e il segretario comunale Andolina, hanno inviato una denuncia alla procura della Corte dei conti in ordine alle spese di rappresentanza del 2007. Un anno e mezzo dopo la procura della Corte ha ritenuto di non agire in alcun modo. Il segretario si è giustificato dicendo che ha dovuto agire per necessità».
E qui arriva la contestazione dell´ex Sindaco: «Quando Del Bono ha avanzato qualche mese dopo una richiesta per conoscere le spese di rappresentanza non ha avuto risposta, io e Ferrari abbiamo fatto una richiesta alla Cancellieri per sapere perchè a oltre un anno di distanza nessuna documentazione è arrivata. Che cosa ha da nascondere la Giunta? Complesso di colpa? Spese illegittime?». E ancora, Corsini chiede imparzialità della pubblica amministrazione: «Perchè Andolina non si fa carico di trasmettere le carte che il sindaco non mostra all´opposizione?».
MA IERI CORSINI era ispirato a togliersi diversi sassolini dalle scarpe ed ha attaccato Continua a leggere

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Bisinella: il modello Desenzano va applicato anche a Brescia

L’aveva detto a maggio commentando l’elezione di Rosa Leso a sindaco di Desenzano. «Il Pd vince quando ha il coraggio di proporre idee in grado di aggregare e unire intorno ad un progetto condiviso e partecipato dai cittadini, che vada oltre il partito e si ponga al servizio delle comunità». Pietro Bisinella, segretario provinciale del Partito democratico, lo ripete ora guardando a palazzo Loggia.
Brescia come Desenzano?
«Il modello è quello. Sento una città scontenta che si sta allontanando dalla giunta Paroli, ma che fa fatica a individuare un successore. Tocca a noi proporre un progetto largo per cui il Pd sceglie di essere il perno di una grande alleanza alternativa alla giunta Paroli-Rolfi».
Con che alleati?
«Si riparte dal tavolo del centrosinistra, con Sel. Penso che il discorso vada allargato all’Udc, senza dubbio un ragionamento franco ci deve essere con Marco Fenaroli».
L’Idv?
«Di Pietro si è messo lui fuori dal centrosinistra. A Brescia voglio dire a Maurizio Zipponi: l’Idv ha fatto cinque uscite tutte contro il Pd, è una logica personalistica. L’Idv a Brescia esprime un segretario provinciale che stimo molto, Salvatore Palmirani. Non posso dire del parlamentare che sta a Roma e tutti i giorni spara sul Pd, non l’ho mai sentito neppure una volta per telefono».
I tempi?
«Il nodo a settembre va sciolto. È ora di mettersi al lavoro. La giunta Paroli passerà alla storia per non aver fatto nulla e se devo dirla tutta l’unico che il suo ruolo l’ha svolto è Rolfi. Dove sono i moderati, i cattolici democratici? Questa giunta fa sorridere rispetto alla storia amministrativa di Brescia. L’unico che promuove Paroli è l’onorevole Gianni Prandini, forse Continua a leggere

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Pd: «Commercianti traditi». Pdl: «Non prendiamo lezioni»

Ci sono tanti Pgt. Uno, quello del sindaco, è come un’auto ecologica: «a consumo zero» (di territorio). Invece il consigliere Pd Mucchetti fa dell’ironia: «Avete parlato di Pgt dell’anima, e detto del Parco dello Sport alle cave, che è una suggestione: ma non dovevate essere la Giunta del fare?». Il leghista Bizzaro se la prende con il vecchio Prg, che è peggiore, secondo lui e i suoi, quanto a colate di cemento: «Non erano certo colate di marzapane e canditi» se la ride. Per Fabio Capra, Pd, è «il Pgt delle raccomandazioni», quelle fatte dal Carroccio alla Giunta, ma che secondo l’opposizione sono il topolino partorito dall’elefante, visto che i lumbard avevano annunciato emendamenti e li hanno annacquati in raccomandazioni.
IL SINDACO Paroli è dunque tornato a parlare ieri, prendendo a pretesto un emendamento per dire qualcosa di generale che riprendeva gli argomenti della sua prolusione di lunedì. Con qualche numero in più, ha ricordato che, quanto a consumo del territorio, il Pgt è quasi uguale al Prg vigente. Anzi, che a lasciare quella vigenza, il consumo sarebbe maggiore. Tesi smentita da Claudio Bragaglio e Fabio Capra del Pd. E da Aldo Boifava che ha ricordato che «invece potevano ridurre il residui non realizzati del Prg, invece le volumetrie sono esplose». Bizzaro della Lega si è scagliato contro la messe degli emendamenti democratici: «Ma che città volete se bocciate tutti gli ambiti di trasformazione strategici?» «Vogliamo un Pgt che risponda alle esigenze reali di residenza e Continua a leggere

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Dall’iter dell’accordo sulle riserve al «no» del Pd

La delibera firmata Di Mezza sarà discussa in Commissione bilancio, sotto la guida del presidente Fabio Capra (Pd) giovedì, prima di varcare la soglia dell’aula consigliare lunedì 27.
Una decisione, quella di istituire per la prima volta in città l’addizionale Irpef che non piace ai democratici. A partire dal presidente Capra – che ha affermato nei giorni scorsi come, a suo avviso, «esistono metodi diversi per recuperare fondi, a partire da un diverso abaco degli investimenti» – fino al capogruppo Emilio Del Bono. «È incredibile che nello stesso momento in cui l’Anci annuncia che con il federalismo municipale Brescia perderà 5,4 milioni di trasferimenti dallo Stato, la maggioranza pensi di recuperarne 6 aumentando le tasse ai cittadini» ha commentato Del Bono, auspicando che la Giunta «ci ripensi».
Una decisione, quella presa dalla maggioranza in Loggia, che nasce dalla discussa questione riserve del Metrobus. A fronte infatti del conto salato presentato dall’Ati (560 milioni di euro), la Loggia ha sottoscritto un accordo secondo il quale ad essere erogati saranno in tutto 99,7 milioni di euro. Ma come si è arrivati a questa cifra? A raccontarlo è l’equilibrio finanziario: 32 milioni è il costo delle varianti progettuali; 20,1 milioni è la mole del «caro materiali» e 17 milioni sono le cosiddette «aggiunte» (materiali e tecnologie). Infine, il capitolo riserve. Che Loggia e Brescia Mobilità hanno identificato in 30 milioni 350mila euro.
Passo indietro. Il contratto iniziale fra Ati e Brescia Mobilità stabiliva che tutti i contenziosi dovessero essere risolti attraverso un arbitrato da avviare a opera conclusa. Iter, questo, che avrebbe però avuto – secondo la Loggia – costi molto alti, perché calcolati sul totale delle opere con ricadute «pesanti» tanto per Brescia Mobilità quanto per l’Associazione temporanea d’imprese, che si sarebbe trovata davanti tempi troppo lunghi per l’incasso della somma.

Fonte: Giornale di Brescia

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Il Pd: «Pensilina e Cubo bianco Tutto da rifare»

Che fine ha fatto il «cubo bianco»? E la pensilina sradicata da Largo Formentone? E gli sponsor che dovevano allestire il perimetro dello spazio lasciato vuoto? Il Pd torna all’attacco, chiede conto alla Giunta Paroli di un’operazione osteggiata fin dall’inizio e insiste sulla necessità di un nuovo, e internazionale, concorso di idee per dare allo slargo una sistemazione che lo lasci aperto e fruibile dalla gente del centro. La sala studi per gli universitari «si potrà ben fare in palazzo Avogadro» che «deve essere messo in sicurezza per imminente ingiunzione della Soprintendenza». L’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani, tuttavia, risponde picche, ripete che la strada è tracciata, e se non fosse per intoppi burocratici i lavori del «cubo» ideato da Giuliano Venturelli sarebbero già iniziati.
Invece «non sono ancora partiti neanche i carotaggi annunciati da Labolani a tambur battente», ironizza il capogruppo Pd Emilio Del Bono, che insieme al segretario cittadino Giorgio De Martin e ai consiglieri Fabio Capra, Federico Manzoni e Aldo Boifava ha convocato la stampa proprio sullo slargo per denunciare «una vicenda esemplare e ed emblematica della gestione caotica e pasticciona della Giunta Paroli».
LA PENSILINA  È un «esempio di come non si deve amministrare – attacca Del Bono -, è stata smantellata 9 mesi fa, lo spazio è diventato più squalificato e sgradevole, altro pezzo di centro storico abbandonato a se stesso». Intanto, «avevano dichiarato che sarebbe stata sostituita a stretto giro da una sala studi che ancora non c’è, e di fatto – è la Continua a leggere

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Il Pd: «La giunta ha realizzato solo lo 0,05% dei progetti»

La «Giunta del fare lo 0.05 per cento». È impietoso il giudizio del capogruppo Pd Emilio Del Bono sull’Amministrazione guidata da Adriano Paroli. Lunedì il Consiglio comunale discuterà il rendiconto generale dell’esercizio 2010. Dovrebbe essere la fotografia di quanto si è realizzato in un anno, e il Pd ci vede un «nefasto» binomio di aumento di spesa corrente e riduzione di servizi, che «ancora una volta dimostra come la Loggia spenda sempre più per se stessa e meno per i cittadini».
DEL BONO SPEZZA una lancia a favore dell’assessore Fausto Di Mezza solo per il rispetto del Patto di stabilità. Per il resto vede nero. E con lui Fabio Capra, presidente della commissione Bilancio, Federico Manzoni e Alberto Martinuz.
La bocciatura senz’appello viene innanzitutto dalla valutazione degli investimenti, che «con il linguaggio dei numeri – sottolinea il capogruppo – testimoniano un’incapacità progettuale e realizzativa». I numeri dicono che a fronte di una spesa impegnata di 33,4 milioni (56,1 nel 2009) sono stati approvati progetti esecutivi per 12,1 milioni (15,7 l’anno prima), e sono state realizzate opere per soli 18 mila euro. Lo 0,058 per cento, appunto. E quando si dice che le grandi opere verranno fatte fuori Bilancio, «per ora, a tre anni dall’insediamento, non ne abbiamo vista neanche mezza».
A guardare la situazione dal punto di vista degli avanzi di amministrazione, il giudizio non cambia. Il 2010 si chiude con 35,6 milioni di avanzo (45,9 l’anno prima), che «sarebbero positivi solo se si risparmiasse sulle realizzazioni – accusa Del Bono -, mentre in mancanza di quelle dimostrano solo l’incapacità di spendere per rendere la città più attrattiva». Intanto aumenta la spesa corrente «che Di Mezza dice di voler ridurre» e passa da 219,8 a 247,6 milioni. A mettere tutto insieme, Del Bono vede una Giunta che «fa poco e spendaccia», un Comune che «si occupa troppo di se stesso», una macchina amministrativa che «beve troppo».
Il capitolo delle spese in conto capitale non fa discorsi diversi, per l’opposizione Pd. Anzi dice ancora più chiaro che «Paroli sbaglia le priorità». I 20 milioni del 2009 per il territorio e l’ambiente sono diventati 10 nel 2010, gli 11 per i trasporti si sono ridotti a 6, i 4,9 per il Continua a leggere

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Del Bono: «Sconfittismo addio. Vincere si può, anche al Nord»

La possibilità concreta che il centrosinistra torni alla guida della metropoli lombarda dopo vent’anni sta galvanizzando il centrosinistra bresciano. Più ancora della riconquista di quasi tutti i Comuni dell’hinterland bresciano.
Tutto viene «letto» in chiave di una possibile riconquista della Loggia nel 2013. E dunque le valutazioni sui contraccolpi bresciani vanno fatte, necessariamente, con chi le elezioni comunali le ha perse tre anni fa. E potrebbe essere ricandidato per tentare la rivincita fra due anni: il capogruppo del Pd Emilio Del Bono.
Il risultato di Milano spiazza molto del dibattito su cui si stava avvitando il centrosinistra bresciano su civiche e dintorni, o sbaglio?
Direi che ne fa piazza pulita.
Il messaggio che lei ne ricava?
Che il centrosinistra può vincere. Anche al Nord. Il contesto politico sta cambiando, e se si unisce questo dato al fatto che la giunta Paroli sta lavorando male, ed è inconcludente, i riflessi per Brescia sono evidenti. Il tema vero è che bisogna avere un’idea alternativa di città: noi l’abbiamo prefigurata, e intendiamo renderla sempre più evidente.
Milano dice qualcosa anche sul profilo dello sfidante al sindaco di centrodestra…
Dice che l’elettorato è alla ricerca di un volto alternativo, moderato. Descrivere Pisapia come estremista, come ha fatto il centrodestra, fa ridere. Se a Milano s’è visto un candidato borghese, moderato nei toni, questo è stato proprio Pisapia. Gli estremisti oggi sono nel centrodestra: nel Pdl e nella lega, tutti piegati su temi radicaloidi. Il loro è un populismo che fa dichiarazioni roboanti a cui non seguono mai fatti. Un dato che vale sia per la Moratti che per Paroli.
Qualche motivo di sollievo ce l’ha anche il suo partito, il Pd, a Milano…
Più di uno, direi. Il voto dimostra che il Pd è il perno di qualsiasi alternativa. E poi è vero che il candidato non era del Pd, ma va detto che il Pd ha ottenuto il 28% mentre Sel, il partito di Pisapia, il 4%. Anche per questo fa ridere l’affermazione che a Milano ha vinto l’estremismo.
Il risultato di Pisapia, oltre che di Fassino, dice che la via delle primarie è la strada maestra per il centrosinistra.
Le primarie di coalizione, certo. Ma c’è anche un altro dato, ed è che vengono premiati i profili dei politici: selezionati dalle primarie, certo, ma comunque politici competenti e seri. Pisapia ha fatto il parlamentare con me per dieci anni. Era in Rifondazione, la Rifondazione di governo, tanto che ruppe con Bertinotti quando Bertinotti ruppe con Prodi. E poi fece tante battaglie garantiste, in autonomia.
Nelle città grandi e medie i candidati sindaci non erano «civici»: Brescia farà storia a sè?
Le liste civiche sono utili come contenitori in cui i cittadini trovano canali comunicativi alternativi ai partiti, ma senza partiti seri il Continua a leggere

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«Bilancio inadeguato come la giunta Paroli»

È un bilancio «deludente e inadeguato come la giunta e la maggioranza», quello che il consiglio comunale si prepara ad esaminare nella seduta di domani. La pensa così il capogruppo del Pd in Loggia Emilio Del Bono, che ha chiarito la posizione del gruppo affiancato dal presidente della Commissione Bilancio Fabio Capra, dal consigliere Aldo Rebecchi e dal segretario cittadino Giorgio De Martin.
Capra punta il dito contro la politica di Tremonti, a causa della quale le entrate per Brescia sono diminuite di 8,6 milioni di euro. Tutto ciò si concretizza in un bilancio che prevede «forti tagli in capitoli importanti: meno 4,4 milioni nel budget dei servizi culturali, 1,6 milioni nei servizi scolastici, 1,5 milioni nei servizi sociali e 2,3 nel trasporto pubblico». Contemporaneamente, prosegue Capra, la spesa per investimenti «sarà finanziata in modo consistente da mutui: 15 milioni nel 2011 che salgono a 36 su base triennale. Un aumento mai visto prima». Non solo. rileva anche come la spesa in conto capitale venga sostenuta per «ben il 63% grazie ai ricavi da alienazioni patrimoniali (45 milioni) e il 16% da trasferimenti (11 milioni)». Denaro che arriverà in futuro. Come a dire che «la giunta ora non ha soldi in tasca per investire». E non è una novità se si considera che «nel 2009 il tasso di realizzazione degli investimenti si è attestato al 3% e nel 2010 sarà vicino allo zero».
PURE PER DEL BONO il piano triennale delle opere pubbliche è «modesto e verrà difficilmente messo in pratica perché dipende dalle alienazioni». «Dal 1948 il Comune ha vissuto una stagione di arricchimento – ha spiegato – in termini di patrimoni, quote, servizi. Dal 2008 ad oggi si verifica invece un impoverimento: la vendita per oltre 40 milioni di quote in Serenissima dice qualcosa». Da qui un giudizio politico anche sull’operato del governo: «I Comuni non sono mai stati male come da quando ci sono i federalisti. Sono Continua a leggere

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