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CROMO NELLA FALDA: QUALE EMERGENZA?

Da quando l’attuale Giunta Comunale ha assunto le sue prime decisioni, quasi sempre disinteressandosi dei temi ambientali, il Partito Democratico si è mobilitato nel contrastare tali scelte sbagliate e per proporre politiche atte a ridurre i livelli di inquinamento della città di Brescia.
Oggi nuovi preoccupanti dati vengono segnalati dall’Arpa riguardanti la zona sud di Brescia, tra il villaggio Sereno e la zona di Chiesanuova, per l’inquinamento da cromo nella prima falda, che ha superato di 12.500 volte i limiti di legge, cioè 5 microgrammi per litro. Dati che peraltro seguono di pochi giorni quelli relativi a una discarica di Buffalora, dove l’Arpa ha rilevato la presenza massiccia di sostanze nocive.
Ci lascia perplessi soprattutto il fatto che la situazione è rimasta ferma dal 2008, quando si trovarono 500.000 microgrammi per litro nei pozzi vicino alla ditta di cromature dove era uscito il veleno: cosa hanno fatto le istituzioni in questi tre anni?
Leggiamo che il Comune sta mettendo a punto un piano di bonifica e intanto si gestisce Continua a leggere

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Nuovo Ulivo? A Brescia il Pd allarga i confini

Se sul piano nazionale sono ormai palesi i malumori, qui ci si limita ad esprimere qualche perplessità. Dopo l’incontro di Vasto, che pare aver dato l’imprimatur all’alleanza del segretario Pd Pier Luigi Bersani con i colleghi dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e di Sinistra e Libertà, Nichi Vendola, i democratici bresciani sono netti nel chiedere che non vengano replicati vecchi e fallimentari schemi. E di non tralasciare le forze politiche che hanno offerto finora un contributo importante al lavoro dell’opposizione al governo Berlusconi.
Ha le idee molto chiare l’ex sindaco e deputato Paolo Corsini, secondo cui è necessario rifiutare la logica di un’intesa che «riproduca la logica della gioiosa macchina da guerra di Occhetto». Sostenitore di Bersani alle ultime primarie, Corsini mette comunque i puntini sulle «i» e 21_8_bso_f1_184auspica che nasca un soggetto con una proposta programmatica «aperta anche al centro, cattolico e moderato» nonché, alla luce dell’esito delle ultime elezioni, alle dimensioni civiche.
È importante insomma che il Pd sappia essere «polo di gravitazione», ma in uno schema corretto, inclusivo. Che il partito lanci una proposta aperta infatti, per l’ex sindaco, ha valore in sè, indipendentemente dal fatto che – e si riferisce all’Udc di Casini – venga o meno accettata.
Sul suo blog pure il collega alla Camera Pierangelo Ferrari detta le regole e «anche se dirlo costa acute fitte al fegato – spiega – bisogna ammettere che l’alleanza con Di Pietro e Vendola è fuori discussione. Ma c’è modo e modo. Ci sono tempi, priorità e Continua a leggere

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«Pedonalizzazioni, tutti i numeri»

Il metro di paragone è il 2008. Dopo quella data ci sono stati «solo peggioramenti» commentano gli Ecodem. Piazza Duomo è stata alleggerita dalla mostra dei parcheggi ma questo «è soltanto un passo in avanti rispetto alla situazione dell’anno scorso ed è invece due passi indietro rispetto ai traguardi raggiunti tre anni fa» spiega Paolo Vitale, coordinatore circolo Ecodem Brescia. E dati alla mano mostra come piazza Paolo IV nel 2008 ospitasse solo 38 posti auto riservati ai residenti della piazza stessa. Già nel 2009 le cose cambiano e sulla piazza viene dato il via libera alla sosta di 74 veicoli (33 per i residenti di tutto il centro storico più 41 aperti a tutti gli automobilisti). L’elenco si ferma ai recenti cambiamenti quando l’amministrazione comunale decide per 49 posti auto per tutti i residenti del centro storico (nessun posto riservato ai resdienti della piazza) più 16 parcheggi riservati a categorie speciali tra cui 12 adiacenti al Broletto. Pd e Ecodem, pur apprezzando la «virata» sulle politiche della mobilità della maggioranza, criticano però «l’eccessivo entusiasmo con cui hanno pubblicizzato la nuova regolamentazione» commenta il segretario cittadino del Pd, Giorgio De Martin. Da 38 si è passati a 74 per poi tornare a 65. Un gioco di cifre che non piace agli ecologisti e alle tante associazioni ambientaliste del territorio. Stesse critiche arrivano anche all’indirizzo di piazza Tebaldo, piazza Vittoria e del Foro.
Ecodem e Pd tornano poi sulla petizione «Piazze storiche aperte alle persone» presentata in commissione – «e poi non … Continua a leggere

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Il Pd: «Pensilina e Cubo bianco Tutto da rifare»

Che fine ha fatto il «cubo bianco»? E la pensilina sradicata da Largo Formentone? E gli sponsor che dovevano allestire il perimetro dello spazio lasciato vuoto? Il Pd torna all’attacco, chiede conto alla Giunta Paroli di un’operazione osteggiata fin dall’inizio e insiste sulla necessità di un nuovo, e internazionale, concorso di idee per dare allo slargo una sistemazione che lo lasci aperto e fruibile dalla gente del centro. La sala studi per gli universitari «si potrà ben fare in palazzo Avogadro» che «deve essere messo in sicurezza per imminente ingiunzione della Soprintendenza». L’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani, tuttavia, risponde picche, ripete che la strada è tracciata, e se non fosse per intoppi burocratici i lavori del «cubo» ideato da Giuliano Venturelli sarebbero già iniziati.
Invece «non sono ancora partiti neanche i carotaggi annunciati da Labolani a tambur battente», ironizza il capogruppo Pd Emilio Del Bono, che insieme al segretario cittadino Giorgio De Martin e ai consiglieri Fabio Capra, Federico Manzoni e Aldo Boifava ha convocato la stampa proprio sullo slargo per denunciare «una vicenda esemplare e ed emblematica della gestione caotica e pasticciona della Giunta Paroli».
LA PENSILINA  È un «esempio di come non si deve amministrare – attacca Del Bono -, è stata smantellata 9 mesi fa, lo spazio è diventato più squalificato e sgradevole, altro pezzo di centro storico abbandonato a se stesso». Intanto, «avevano dichiarato che sarebbe stata sostituita a stretto giro da una sala studi che ancora non c’è, e di fatto – è la Continua a leggere

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Voto, esulta anche il centrosinistra bresciano

«È uno sballo, un risultato molto al di là delle aspettative»: le parole a caldo del deputato Pd Pierangelo Ferrari ben sintetizzano l’ubriacatura del partito che ha visto concretizzarsi una mappa dei sogni. E non solo a Milano e Napoli, ma anche a Cagliari, e poi Novara, Pavia, Gallarate. Si spreca la metafora del vento che spazza il cielo e cambia il meteo, un vento del Nord soprattutto. «Si avverano le parole di Pietro Nenni: “Quando arriva il vento del Nord cambia la stagione politica, in modo pesante e duraturo”. Il centrodestra si sta sbrindellando, il centrosinistra appare più unito. Continueremo a discutere, come è giusto, ma è finita l’era delle rotture», dice il segretario cittadino Giorgio De Martin.
ANCHE IL COLLEGA provinciale Pietro Bisinella pone l’accento sul messaggio nordico. «Nel Bresciano, su 29 Comuni al voto, 18 sono andati a liste che fanno riferimento al centro sinistra – dice -. È andata male a Bagnolo perché divisi si perde. Questo voto ci rende più determinati a preparare un’alternativa seria e credibile in Italia e a Brescia, per riportare alla città un’amministrazione che risolva i problemi».
«A Brescia andremo avanti senza montarci la testa – dichiara in sintonia il capogruppo in Loggia Emilio Del Bono -: lavoreremo per costruire il ricambio alla deludente Giunta Paroli». E le primarie, si faranno? «Le primarie di coalizione sono uno strumento importante: quando avremo definito il perimetro della coalizione, si indiranno le primarie. Ma non c’è dubbio che il Pd ha un ruolo di perno e quindi di grande responsabilità, le sue percentuali non sono comparabili con le altre», risponde.
Per l’ex sindaco Paolo Corsini il campanello d’allarme suona a Brescia, «per la sua Giunta inconcludente», e a Roma. «Una vittoria così netta è un giudizio su Silvio Berlusconi e il suo governo. Nel Palazzo c’è uno stato di prostrazione, non c’è più equilibrio tra le forze, non più sintesi. Brescia è coinvolta per i rapporti che ha col capoluogo lombardo. Io mi auguro che Pisapia non sia un Paroli che azzera immediatamente i rappresentanti in A2A, tuttavia alla scadenza naturale le nuove nomine determineranno una linea ben diversa dall’attuale». Pure l’ex sindaco ritiene compito del Partito Democratico tenere insieme le formazioni di centrosinistra, raccogliendo le forze, poi scegliendo con le primarie. Il giudizio sulla situazione del Pd di Napoli è severo: «Si è suicidato». A suo parere «la guerra di gruppi ha indotto l’elettorato partenopeo a calare un macigno sulla storia del centrodestra e del centrosinistra, ma anche da lì viene un segnale inequivocabile per la sconfitta di Berlusconi».
In ogni caso i Democratici hanno dato un apporto forte nel ballottaggio sotto il Vesuvio, secondo Ferrari. «De Magistris ha fermato la destra. Era l’uomo adatto alla città e in questo momento. Il nostro partito ha pagato i suoi errori, e giustamente», è il suo pensiero. Per il parlamentare il dato che unifica i cartelloni di tutte le località chiamate alle urne è il rifiuto verso la maggioranza e il suo leader, Silvio Berlusconi. «Non credo che si giungerà allo scioglimento immediato delle Camere, ma si aprirà una fase che porti alle politiche con Continua a leggere

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Il Pd accusa: «Paroli ci nega la festa»

Il sindaco Adriano Paroli è chiaro: l’area in cui fino all’anno scorso si svolgeva la festa Oltremella del Pd «non è più disponibile, perchè inadeguata a ospitare una festa che per quindici giorni crea disagio e rumore per i residenti del quartiere». Ma il Pd non ci sta. «Non c’è alcuna motivazione che giustifichi una chiusura di questo genere, ad eccezione di una ridicola vendetta politica nei confronti di chi si oppone all’operato dell’Amministrazione», tuona Pietro Bisinella, segretario provinciale del Pd. Dal ’75 e fino allo scorso anno, la festa Oltremella si è sempre svolta sul campo in terra battuta all’angolo tra via Risorgimento e via Collebeato , ma è già da un paio d’anni che il sindaco ha espresso parere negativo sulla concessione dell’area, «per poi cambiare idea all’ultimo momento – prosegue Bisinella -. E’ successo nel 2009 e anche l’anno scorso, ora ci piacerebbe capire perchè ogni volta dobbiamo puntare i piedi per ottenere il permesso».
Mentre il sindaco Paroli parla di «una decisione legata alla nuova assegnazione dell’area all’Acli di Fiumicello», Tommaso Gaglia del Circolo Pd di Brescia Ovest risconde ricordando al primo cittadino «che proprio lui lo scorso anno quando fu ospite per il confronto con Emilio Del Bono aveva tessuto le lodi della festa, ora cos’è cambiato?».
IL PD HA FATTO RICHIESTA dell’area a gennaio. Richiesta bocciata un mese dopo dall’assessore Mario Labolani che alla Continua a leggere

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Da Bisleri a Corsini, acque agitate anche nel Pd

Nelle dichiarazioni ufficiali, il Pd bresciano non è mai stato unito come adesso. Senza scomodare la prolungata «sospensione» di Claudio Bragaglio, nella realtà le cose non stanno proprio così. Il tipo di opposizione alla Giunta Paroli scelto dalla segreteria cittadina inizia creare qualche mal di pancia, il «ritorno» di Paolo Corsini ne provoca persino di più seri e la candidatura alla poltrona di sindaco per le amministrative 2013 si affolla di nomi quando ancora non ce ne sarebbe bisogno.
SONO TUTTI segnali, di certo non clamorosi come quelli che manda il Pdl in questa fase, ma certamente da consigliare attenzione tanto agli organi di partito che al gruppo consiliare. Vero è che Carla Bisleri è un’«indipendente» che e – a detta di chi la conosce – si è sempre tenuta abbastanza defilata nella vita di partito. Giovedì scorso, però, in un giorno solo si è dissociata da «forchettopoli», campagna tanto cara al segretario cittadino Giorgio De Martin, e in commissione Cultura ha votato a favore della Fondazione Eulo rompendo l’unanimità dell’astensione del suo gruppo consiliare.
L’interessata, dopo aver spiegato il suo dissenso a Bresciaoggi, non vuole più parlarne, De Martin giura che il suo dissociarsi è solo per una questione di metodo: «Bisleri ha fatto insieme a noi la battaglia sulle carte di credito della Loggia e ha lavorato assolutamente in sintonia con il Gruppo – ricorda -. Certo, è più tradizionalista di noi e non accetta che si possa fare opposizione con un game tipo Monopoli com’è Forchettopoli». In ogni caso, Bisleri non è la sola a guardare con un certo fastidio l’opposizione-game.
A dar fastidio c’è pure l’insistenza sulle spese del sindaco per il rinnovo del suo ufficio. Ma «quella è una storia finita – assicura il segretario cittadino -, l’abbiamo denunciata, punto e basta». Certo è che «se dovesse spendere ancora allegramente denaro pubblico, ci darebbe un’altra punizione dal limite dell’area…».
TRA UNA COSA e l’altra, serpeggia il timore che il battage scandalistico finisca per compattare un Pdl diviso. Il pensiero diffuso nel Pd è che gli attacchi della Lega Nord al Continua a leggere

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