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Dichiarazione sen. Paolo Corsini riguardo ai fatti di sabato 11 maggio

paolo_corsini_1Intervenendo ieri sera al Senato in conclusione di seduta, il sen. Paolo Corsini è tornato sulla vicenda che si è consumata a Brescia sabato scorso in occasione del comizio di Silvio Berlusconi, stigmatizzando con espressioni assai critiche il comportamento dei responsabili dell’ordine pubblico nella città di Brescia.
Dopo aver ripreso le dichiarazioni del sen. Zanda, dichiarazioni polemiche circa la presenza di esponenti di primo piano del PDL presenti nel governo, il sen. Corsini ha duramente criticato soprattutto il prefetto, dott. Narcisa Brassesco Pace che, nella sua qualità di presidente del Comitato per la sicurezza dell’ordine pubblico, non ha provveduto ad attuare le misure necessarie affinché fossero evitati scontri e incidenti che hanno turbato la pacifica convivenza nella nostra città, peraltro in presenza della cerimonia delle cresime in Duomo.
“Non posso che condividere – ha sottolineato il sen. Corsini – giudizi e valutazioni espresse dall’ex sottosegretario on. Stefano Saglia, il quale ha manifestato il proprio disappunto e la propria contrarietà rispetto al comportamento dei responsabili dell’ordine pubblico. Contrariamente a quanto avvenuto in passato – ha aggiunto il sen. Corsini – allorquando i questori Montemagno e Carluccio, sopperendo alla inconcludenza del prefetto, hanno garantito un pacifico svolgimento delle manifestazioni elettorali, in questa occasione si è assistito ad una gestione improvvida e a una mancata programmazione che avrebbe invece consentito la legittima manifestazione di orientamenti e posizioni politiche da parte dei diversi soggetti presenti. Del resto il prefetto di Brescia non è nuovo a comportamenti Continua a leggere

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Corsini: «Sindaco incapace e poco propenso al lavoro»

«Già sapevo che Paroli è caratterizzato da scarsissima propensione al lavoro, si impunta in testardaggini di miglior causa, qui ho la conferma che è un incapace». Non è andato per il sottile l’ex Sindaco Paolo Corsini, chiamato in causa da Emilio Del Bono nella conferenza stampa in cui ha presentato le spese «inutili» della Loggia dal 2008 ad oggi.
Un bilancio netto e negativo che nella valutazione di Corsini si estende non solo al piano politico ma anche a quello personale: «Siamo a tracciare il bilancio dell´operato di un sindaco incapace che ha fatto danni al Comune».
«NELL´ESTATE dell´anno scorso il Comune di Brescia attraverso il Sindaco, l´assessore Arcai e il segretario comunale Andolina, hanno inviato una denuncia alla procura della Corte dei conti in ordine alle spese di rappresentanza del 2007. Un anno e mezzo dopo la procura della Corte ha ritenuto di non agire in alcun modo. Il segretario si è giustificato dicendo che ha dovuto agire per necessità».
E qui arriva la contestazione dell´ex Sindaco: «Quando Del Bono ha avanzato qualche mese dopo una richiesta per conoscere le spese di rappresentanza non ha avuto risposta, io e Ferrari abbiamo fatto una richiesta alla Cancellieri per sapere perchè a oltre un anno di distanza nessuna documentazione è arrivata. Che cosa ha da nascondere la Giunta? Complesso di colpa? Spese illegittime?». E ancora, Corsini chiede imparzialità della pubblica amministrazione: «Perchè Andolina non si fa carico di trasmettere le carte che il sindaco non mostra all´opposizione?».
MA IERI CORSINI era ispirato a togliersi diversi sassolini dalle scarpe ed ha attaccato Continua a leggere

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Pd, dai parlamentari attacco alla Lega e «avviso» all´Idv

Sono lontane le suggestioni dell´idilliaca atmosfera di Vasto, quando l´alleanza del Partito Democratico con l´Italia dei Valori e Sinistra e Libertà pareva scontata. E le primarie del centrosinistra per la Loggia, che pure il segretario provinciale Pietro Bisinella continua a definire «fondamentali», sembrano ora meno scontate. Sull´onda di un quadro in evoluzione e in attesa delle pieghe che prenderà il dialogo con l´Udc, alleato che fa gola.
IL GOVERNO MONTI.
A fare il punto sulla situazione nazionale e bresciana sono, insieme a Bisinella, i parlamentari bresciani del Pd. Paolo Corsini, Pierangelo Ferrari e Guido Galperti rivendicano un ruolo di primo piano della forza che rappresentano nel cambiamento che ha portato alla caduta del governo Berlusconi.
Del resto, spiega l´ex sindaco Corsini, «se non ci fosse stata la scelta del Pd, perno della svolta, di accettare una maggioranza di costrizione il governo Monti non sarebbe mai nato». Maggioranza di costrizione ma democratica, aggiunge, che «nasce sulla base del ritorno alla spinta della Costituzione». Per Corsini, il governo Monti con la sua «serietà e affidabilità» rappresenta quasi una «svolta antropologica» rispetto ai tempi dei «gaglioffi, dei nani e delle ballerine». Mentre «rigore, stabilità è crescita sono le bussole» da continuare a seguire, finora il partito è stato «essenziale» nel rimodulare gli effetti della manovra (cita tra gli altri i ritocchi alle pensioni, le valutazioni in corso sul tema dei lavoratori precoci ed “esodati” per i quali «anche a Brescia ho avuto incontri con i sindacati»). Secondo Ferrari la decisione del Pd di appoggiare Monti è stato «atto dovuto all´Italia» in un momento in cui «nelle casse del Tesoro non c´erano nemmeno i soldi per pagare gli stipendi». E se la votazione della Camera che ha negato l´arresto di Cosentino «dimostra che non siamo la maggioranza» – aggiunge Galperti -; è vero però che «due partiti sono tornati a parlarsi per salvare il Paese» e «c´è un´agenda del governo che comprende abbattimento del debito, crescita e riorganizzazione dello Stato e a ci atterremo».
LEGA.
Il caso Cosentino è occasione per i parlamentari per fare il punto anche sullo stato di salute della Lega. A livello nazionale, per Corsini, il Carroccio «è il partito della Continua a leggere

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Nuovo Ulivo? A Brescia il Pd allarga i confini

Se sul piano nazionale sono ormai palesi i malumori, qui ci si limita ad esprimere qualche perplessità. Dopo l’incontro di Vasto, che pare aver dato l’imprimatur all’alleanza del segretario Pd Pier Luigi Bersani con i colleghi dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e di Sinistra e Libertà, Nichi Vendola, i democratici bresciani sono netti nel chiedere che non vengano replicati vecchi e fallimentari schemi. E di non tralasciare le forze politiche che hanno offerto finora un contributo importante al lavoro dell’opposizione al governo Berlusconi.
Ha le idee molto chiare l’ex sindaco e deputato Paolo Corsini, secondo cui è necessario rifiutare la logica di un’intesa che «riproduca la logica della gioiosa macchina da guerra di Occhetto». Sostenitore di Bersani alle ultime primarie, Corsini mette comunque i puntini sulle «i» e 21_8_bso_f1_184auspica che nasca un soggetto con una proposta programmatica «aperta anche al centro, cattolico e moderato» nonché, alla luce dell’esito delle ultime elezioni, alle dimensioni civiche.
È importante insomma che il Pd sappia essere «polo di gravitazione», ma in uno schema corretto, inclusivo. Che il partito lanci una proposta aperta infatti, per l’ex sindaco, ha valore in sè, indipendentemente dal fatto che – e si riferisce all’Udc di Casini – venga o meno accettata.
Sul suo blog pure il collega alla Camera Pierangelo Ferrari detta le regole e «anche se dirlo costa acute fitte al fegato – spiega – bisogna ammettere che l’alleanza con Di Pietro e Vendola è fuori discussione. Ma c’è modo e modo. Ci sono tempi, priorità e Continua a leggere

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Corsini: «Il più grande, insieme a Giuseppe Zanardelli»

A caldo, Paolo Corsini sente una fitta al cuore, il dolore del distacco. Per quanto la malattia di Mino Martinazzoli fosse nota da tempo, l’ex sindaco definisce «molto dolorosa» la scomparsa del suo predecessore ed erede a Palazzo Loggia.
«Con Mino ho avuto una frequentazione intensa, praticamente quotidiana, soprattutto negli anni in cui fui il suo vice, fra il novembre del 1994 e l’aprile del 1996 – ricorda commosso Corsini -. Mi tornano alla mente i nostri incontri e le nostre conversazioni, per me uno stimolo straordinario perchè Mino Martinazzoli sapeva pensare la politica come nessun altro, forse, in Italia».
IL DEPUTATO PD definisce l’ex ministro «una personalità di grandissima statura intellettuale, morale e politica». Ma non manca di sottolinearne il «notevole spessore umano, aldilà della timidezza che lo caratterizzava e che, a volte, rendeva difficile il rapporto con lui. Timidezza, sì – precisa – anche se qualcuno la scambiava per un atteggiamento scostante». Invece, «Mino era un uomo capace di profondi sentimenti e di slanci generosi – assicura Corsini -. Forse poteva dare l’impressione di essere distaccato, per quel suo carattere ombroso e chiuso, in realtà sapeva vivere le gioia della vita: su tutte, la buona tavola e la compagnia degli amici». Per questo, per Corsini, «va un po’ rimossa l’immagine del personaggio appartato e solitario» e «chi lo soprannominò “cipresso” non rispettò la verità della sua persona».
Fra i tanti ricordi che «si affastellano nella memoria», Corsini sceglie il colloquio nel corso Continua a leggere

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Pd, tre ricette, un obiettivo: «Via Berlusconi»

«L’Italia non è sull’orlo del baratro, ma è già nel baratro. E per evitare la catastrofe finanziaria ha una sola possibilità: liberarsi di Silvio Berlusconi». Ne sono convinti i parlamentari bresciani del Pd, sia pur con toni e aspettative differenti: perentorio l’onorevole Paolo Corsini («Berlusconi si deve dimettere»), collaborativo il collega Pierangelo Ferrari («Non puntiamo al ribaltone o a portare al Governo il centrosinistra che ha perso le elezioni, ma chiediamo un nuovo presidente del Consiglio con il quale poter fare un’opposizione costruttiva»), realista il senatore Guido Galperti («Berlusconi non si dimetterà mai, e dire “ci sono cose che per il bene del Paese vanno fatte, ma se c’è lui non le facciamo” è una contraddizione: se vanno fatte, vanno fatte comunque»).
All’indomani del discorso in aula del presidente del Consiglio (e dello stop estivo ai lavori di Camera e Senato), i tre parlamentari bresciani del Partito democratico hanno fatto il punto ieri nella sede provinciale di via Risorgimento.
«L’Italia è investita non solo da una grave crisi congiunturale, ma dalla crisi di un sistema di Governo che è arrivato al capolinea e che sta trascinando con sè l’intero Paese – accusa Corsini -. Tutto il mondo è in difficoltà, ma la crisi italiana ha due specificità, che sono Berlusconi e il suo Governo come ormai dicono a gran voce tutti: i sindacati, gli imprenditori, i cittadini, le categorie sociali… Tutti a chiedere un segnale di discontinuità, che per noi del Pd può significare solo un passo indietro da parte del presidente del Consiglio o elezioni anticipate, visto che, paradossalmente, più calano i consensi per il premier nel Paese, più aumentano i consensi in aula, grazie alle spregiudicate campagne acquisti della maggioranza».
Nonostante il progressivo ingrossarsi delle fila dei cosiddetti «responsabili», Corsini parla di «crisi del berlusconismo, oltre che di Berlusconi». Di più: per l’ex sindaco di Brescia «siamo alla fine di un regime durato 15 anni», che negli ultimi mesi ha dato tre Continua a leggere

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Pd, giovani pronti alla politica responsabile

Nicola Del Bono

Protagonisti il deputato del Partito democratico, Paolo Corsini, il consigliere regionale Gian Antonio Girelli e Nicola Del Bono, segretario provinciale dei Giovani democratici. Corsini ha affrontato i temi di nazionali, evidenziando la frattura che si è creata tra la Lega e il Pdl nel caso del voto sull’arresto del deputato Alfonso Papa: «Sono emerse da un lato l’omologazione della Lega ai vizi della partitocrazia più degenerata, e dall’altro la rottura dell’asse Bossi – Berlusconi, con l’emersione della leadership di Maroni».
IL RISULTATO, secondo l’ex sindaco, è la creazione di «un governo Berlusconi – Scilipoti, screditato ed inconcludente, che ha reso periferico il parlamento e improduttiva la sua attività. È un danno per un Paese che è già nel baratro: i dati economici dicono che siamo sulla soglia greca, e questo esigerebbe un governo autorevole. Ma la leadership di Berlusconi è crollata e la Lega tenta di riposizionarsi, anche se ha sostenuto tutte le leggi ad personam e ad aziendam fin qui presentate».
L’UNICA ALTERNATIVA possibile, secondo Corsini, è un’alleanza di governo che abbia al suo centro il Pd, «cioè il partito in questo momento più forte in Italia, oltre che radicato e rappresentativo del suo popolo, come dimostra questa stagione di feste e incontri. Le scelte introdotte da Bersani hanno messo in luce lo sforzo per un progetto per il Paese, vale a dire che più conta per un partito».
Gian Antonio Girelli ha messo in guardia dall’allentare la tensione, perché «è il centro destra che perde voti, mentre noi rimaniamo stabili. Oggi c’è un attacco ai costi di Continua a leggere

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Immigrati, via presidio e scritte davanti al duomo

Il presidio sui gradini del Duomo è sospeso per due settimane «in attesa delle risposte di Maroni, che, se saranno negative, ci vedranno nuovamente qui»: Arun, uno dei leader della protesta dei migranti, ha aperto così l’assemblea di ieri pomeriggio indetta per decide come proseguire la lotta dopo la giornata campale di lunedì. Decisivo nella scelta della sospensione il documento sottoscritto dai capigruppo consiliari, da tutti i presidianti giudicato «una mossa importante, seppur non interamente positiva».
Fondamentale anche, in tutta la vicenda, la linea del vescovo, che tutti hanno ripetutamente elogiato. «Non abbiamo abbastanza parole per ringraziarlo» ha aggiunto Arun, lanciando subito un appello «affinché, se Maroni non ci risponderà, il vescovo sia nuovamente disponibile ad accoglierci».
I MIGRANTI hanno già annunciato la ripresa della protesta «se entro due settimane non ci saranno indicazioni da Roma». I manifestanti assicurano che «la mobilitazione non è finita, sono solo cambiate le forme». Tre gli appuntamenti già in programma. martedì alle 17.30 un presidio sotto il carcere «per portare solidarietà a Harjinder Singh, uno dei fratelli del presidio – ha detto Umberto Gobbi di “Diritti per tutti” – arrestato perché non ha il permesso ma il reato per il quale è in carcere non esiste più». La seconda mossa è quella di chiedere un incontro con la Procura di Brescia, per sapere «come intende procedere nei confronti delle denunce che abbiamo presentato dei datori di lavoro truffatori» ha continuato Gobbi.
Infine sarà chiesto un appuntamento al pm che si occupa del caso di Saidou Gadiaga, noto tra gli amici come El Haji, «che è morto dopo essere stato fermato dai carabinieri perché non aveva il permesso di soggiorno – ha detto Gobbi – un caso di sei mesi Continua a leggere

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Claudio Bragaglio: «La Giunta non fa fronte alle sue responsabilità»

Dopo tre anni al governo della Loggia tornare sugli «errori» della passata amministrazione comincia a infastidire anche qualcuno nella stessa maggioranza di centrodestra. E il Pd Claudio Bragaglio sembra avere buon gioco a chiedere di smetterla con le «polemiche retrospettive». E a Paroli che insiste sui problemi finanziari del metrò, ricorda che conviene puntare sul suo valore strategico, che «i conti possono ben tornare». Ma sia chiaro, «la metropolitana non sarà mezza di Corsini e mezza di Paroli com’è stato detto in Consiglio – sottolinea – perchè un metrò lo fanno i costruttori non un genio guastatori attrezzato solo in demolizioni».
Finora – accusa Bragaglio – la Giunta è stata «incapace» di far fronte alle proprie responsabilità, quand’anche, come per la Lega, vi è stato un positivo cambio di posizione al punto da considerare il metrò come la più importante infrastruttura per Brescia e provincia. Ma «pensano al taglio del nastro – dice -, perché sarà l’unica cosa che potranno far figurare d’aver realizzato, pur continuando a demolirne il valore strategico. Una schizofrenia dannosa per i conti stessi dell’operazione, oltre che per la città».
A chi sostiene che il piano finanziario non regge, ricorda che è sostanzialmente quello del 2003, aggiornato nel 2004. Dunque, «solo oggi la Giunta s’accorge che non regge? – chiede – In questi tre anni che cosa ha fatto per aggiornarlo, oltre che lamentarsi di Corsini? Non si è mai visto che un piano per una struttura così complessa non venga aggiornato ogni due o tre anni. Specialmente quando ciò che ha fatto la precedente Giunta è stato oggetto di critiche spietate».
LA REALTÀ del consigliere Pd è che l’aggiornamento non c’è stato «per una grave sottovalutazione del problema di realizzazione e di gestione e perché ciò avrebbe comportato l’insostenibilità di scelte avventurose di bilancio per varie infrastrutture (Sede unica, cittadella dello sport, parcheggio sotto il castello, abbattimento delle torri di San Polo…) che si è detto erano gratis o che si autofinanziavano». Intanto «per tenere in piedi un traballante bilancio – rincara – si è deciso di uscire da Serenissima per 40 milioni di euro, che rappresenta solo la metà dell’importo per la sola operazione dell’abbattimento delle due Continua a leggere

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Da Bisleri a Corsini, acque agitate anche nel Pd

Nelle dichiarazioni ufficiali, il Pd bresciano non è mai stato unito come adesso. Senza scomodare la prolungata «sospensione» di Claudio Bragaglio, nella realtà le cose non stanno proprio così. Il tipo di opposizione alla Giunta Paroli scelto dalla segreteria cittadina inizia creare qualche mal di pancia, il «ritorno» di Paolo Corsini ne provoca persino di più seri e la candidatura alla poltrona di sindaco per le amministrative 2013 si affolla di nomi quando ancora non ce ne sarebbe bisogno.
SONO TUTTI segnali, di certo non clamorosi come quelli che manda il Pdl in questa fase, ma certamente da consigliare attenzione tanto agli organi di partito che al gruppo consiliare. Vero è che Carla Bisleri è un’«indipendente» che e – a detta di chi la conosce – si è sempre tenuta abbastanza defilata nella vita di partito. Giovedì scorso, però, in un giorno solo si è dissociata da «forchettopoli», campagna tanto cara al segretario cittadino Giorgio De Martin, e in commissione Cultura ha votato a favore della Fondazione Eulo rompendo l’unanimità dell’astensione del suo gruppo consiliare.
L’interessata, dopo aver spiegato il suo dissenso a Bresciaoggi, non vuole più parlarne, De Martin giura che il suo dissociarsi è solo per una questione di metodo: «Bisleri ha fatto insieme a noi la battaglia sulle carte di credito della Loggia e ha lavorato assolutamente in sintonia con il Gruppo – ricorda -. Certo, è più tradizionalista di noi e non accetta che si possa fare opposizione con un game tipo Monopoli com’è Forchettopoli». In ogni caso, Bisleri non è la sola a guardare con un certo fastidio l’opposizione-game.
A dar fastidio c’è pure l’insistenza sulle spese del sindaco per il rinnovo del suo ufficio. Ma «quella è una storia finita – assicura il segretario cittadino -, l’abbiamo denunciata, punto e basta». Certo è che «se dovesse spendere ancora allegramente denaro pubblico, ci darebbe un’altra punizione dal limite dell’area…».
TRA UNA COSA e l’altra, serpeggia il timore che il battage scandalistico finisca per compattare un Pdl diviso. Il pensiero diffuso nel Pd è che gli attacchi della Lega Nord al Continua a leggere

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