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A2A, gli impianti idroelettrici ceduti per 38 milioni di euro –

a2aAlla fine A2A le ha vendute. Proprio come aveva paventato un´interrogazione del Partito democratico in consiglio comunale nel marzo scorso, quando il consigliere Aldo Boifava chiese chiarimenti sulla voce che la multiutility stesse pensando di disfarsi delle cinque centrali ad acqua fluente sul Chiese, il Naviglio e il Mella.
Sì, le ha cedute davvero, tutte e cinque, alla Bkw Italia, che fa parte della Bkw Energie Sa, gruppo svizzero con sede a Berna e un patrimonio di sette centrali idroelettriche, una centrale nucleare e parner in altre 18 centrali idroelettriche, che ora si rafforza ulteriormente.
UN´OPERAZIONE, quella che si sta delineando, che porta nelle casse di A2A 38 milioni di euro, cui potrebbero aggiungersi ulteriori 1,6 milioni «al verificarsi di alcune condizioni entro il prossimo anno», è scritto in una nota della spa quotata in Borsa. La nota prosegue: «A2A, che è stata supportata nella gestione del processo competitivo di vendita da Banca Imi, ha giudicato migliore l´offerta di Bkw non solo dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista della continuità della gestione industriale degli impianti ceduti, tenuto conto del contesto territoriale in cui essa viene svolta. Bkw è un primario operatore internazionale del settore, con oltre 3000 dipendenti e direttamente presente in Italia da più di 13 anni».
La vendita delle due centrali di Prevalle su Chiese e Naviglio che producono 9 e 4 GWh, di quella di Cogozzo (4 GWh), di quella di Roè Volciano (12 GWh) e degli 8,5 GWh di Pompegnino in Valsabbia sarà perfezionata domani 5 luglio e si inquadra nell´azione di Continua a leggere

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Pd Brescia: su A2A, “rilanciamo la vocazione di Asm”

Valorizzare il patrimonio più grande che la città di Brescia possieda: A2A. Sabato mattina il Partito Democratico ha presentato una mozione sull’utility, che verrà discussa prossimamente in consiglio comunale. Il rinnovo delle cariche sociali, in programma alla fine di maggio, secondo l’opposizione deve diventare un’occasione per raddrizzare gestione e progetti dell’azienda nata dalla fusione tra Asm Brescia e Aem Milano. “Il comune deve decidere gli indirizzi e preparare una strategia per il rilancio della società”, ha detto il capogruppo in Loggia Emilio Del Bono. “La situazione a cui siamo arrivati deve essere affrontata con decisione, poiché stiamo parlando di un pezzo virtuoso della nostra storia”.
IL VALORE E’ CROLLATO E I DEBITI SONO CRESCIUTI. Nel documento presentato dal Pd sono stati analizzati una serie di dati oggettivi. A2A dal 2008 a oggi ha perso il 77,17% del proprio valore azionario ed è la multiutility più penalizzata da Piazzaffari. Nel gennaio del 2008 sul mercato valeva 9,6 miliardi di euro. Alla fine del 2008 il valore era già sceso a 4 miliardi. Il 25 gennaio di quest’anno valeva 2,5 miliardi. Nel 2008 la posizione finanziaria netta era di 3,5 miliardi di euro.
A fine 2010 l’indebitamento era cresciuto a 3,9 miliardi. Anche gli oneri finanziari hanno avuto un consistente aumento, passando da 140 milioni di euro nel 2008 a 363 milioni nel 2010. Il fatturato, invece, è sempre rimasto intorno ai 6 miliardi di euro. Il rapporto fra debiti e patrimonio netto è cresciuto dal 74 all’80%. Naturalmente il valore aumenterà con l’assorbimento di Edipower, che ha oltre un miliardo di debito che comporterà quasi certamente un aumento dei tassi di interesse passivi.
GLI INVESTIMENTI NON RENDONO. Secondo i Democratici i vertici dell’azienda hanno realizzato alcune operazioni strettamente Continua a leggere

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Pd: «Grandi opere, il sindaco sia onesto»

Il Partito Democratico chiama ancora una volta alla «responsabilità» il sindaco Adriano Paroli. «Si presenti ai cittadini e dica con onestà che le grandi opere, dallo stadio al parcheggio sotto il Castello, non possono essere realizzate». E la maggioranza «si sieda ad un tavolo per discutere del programma di alienazioni». La riflessione questa volta è affidata al presidente della commissione Bilancio Fabio Capra che «spulcia» i conti della Loggia e invita Paroli e i suoi assessori a «badare prima di tutto ai bisogni dei cittadini, mettendo in campo interventi per aiutare le famiglie e i lavoratori».
«SIAMO CONTENTI che siano in finale per l’Oscar del Bilancio, che peraltro Brescia ha già vinto nel 2007 – picca Capra -. Ma è una gara tra atleti dal fiato corto. In più vivono di rendita perché nel 2008 abbiamo lasciato un tesoretto da 150 milioni che hanno ridotto a 40, più 30 che arriveranno dal dividendo di A2A». Nel prendere in mano gli estremi del rendiconto 2011 presentato la scorsa settimana, il democratico riscontra che dei 50 milioni in conto capitale per i pagamenti «32 sono stati fatti fuori a inizio 2011 per saldare debiti dell’anno scorso e il ragioniere capo ha detto che ad oggi ne sono stati già spesi in tutto oltre 49. Certo, per fortuna non resta più niente da pagare, spiega Di Mezza. Ma è come dire che per i prossimi mesi è tutto fermo, non c’è nemmeno niente che sarà realizzato».
Insomma, batte ancora lo stesso tasto l’ex assessore della giunta Corsini. Quello delle opere pubbliche incompiute perché «a buon fine questa Amministrazione riuscirà forse a portare la metropolitana e la casa di riposo, nuova Arici Sega, ereditate da noi». Per contro «si tagliano i servizi scolastici e sociali a partire dal bonus anziani» e si «introduce l’addizionale Irpef dicendo furbescamente che è per pagare la metropolitana».
Capra attacca anche sul tema dividendi di A2A («hanno fatto tanto trambusto per la Continua a leggere

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Da Bisleri a Corsini, acque agitate anche nel Pd

Nelle dichiarazioni ufficiali, il Pd bresciano non è mai stato unito come adesso. Senza scomodare la prolungata «sospensione» di Claudio Bragaglio, nella realtà le cose non stanno proprio così. Il tipo di opposizione alla Giunta Paroli scelto dalla segreteria cittadina inizia creare qualche mal di pancia, il «ritorno» di Paolo Corsini ne provoca persino di più seri e la candidatura alla poltrona di sindaco per le amministrative 2013 si affolla di nomi quando ancora non ce ne sarebbe bisogno.
SONO TUTTI segnali, di certo non clamorosi come quelli che manda il Pdl in questa fase, ma certamente da consigliare attenzione tanto agli organi di partito che al gruppo consiliare. Vero è che Carla Bisleri è un’«indipendente» che e – a detta di chi la conosce – si è sempre tenuta abbastanza defilata nella vita di partito. Giovedì scorso, però, in un giorno solo si è dissociata da «forchettopoli», campagna tanto cara al segretario cittadino Giorgio De Martin, e in commissione Cultura ha votato a favore della Fondazione Eulo rompendo l’unanimità dell’astensione del suo gruppo consiliare.
L’interessata, dopo aver spiegato il suo dissenso a Bresciaoggi, non vuole più parlarne, De Martin giura che il suo dissociarsi è solo per una questione di metodo: «Bisleri ha fatto insieme a noi la battaglia sulle carte di credito della Loggia e ha lavorato assolutamente in sintonia con il Gruppo – ricorda -. Certo, è più tradizionalista di noi e non accetta che si possa fare opposizione con un game tipo Monopoli com’è Forchettopoli». In ogni caso, Bisleri non è la sola a guardare con un certo fastidio l’opposizione-game.
A dar fastidio c’è pure l’insistenza sulle spese del sindaco per il rinnovo del suo ufficio. Ma «quella è una storia finita – assicura il segretario cittadino -, l’abbiamo denunciata, punto e basta». Certo è che «se dovesse spendere ancora allegramente denaro pubblico, ci darebbe un’altra punizione dal limite dell’area…».
TRA UNA COSA e l’altra, serpeggia il timore che il battage scandalistico finisca per compattare un Pdl diviso. Il pensiero diffuso nel Pd è che gli attacchi della Lega Nord al Continua a leggere

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«Bilancio inadeguato come la giunta Paroli»

È un bilancio «deludente e inadeguato come la giunta e la maggioranza», quello che il consiglio comunale si prepara ad esaminare nella seduta di domani. La pensa così il capogruppo del Pd in Loggia Emilio Del Bono, che ha chiarito la posizione del gruppo affiancato dal presidente della Commissione Bilancio Fabio Capra, dal consigliere Aldo Rebecchi e dal segretario cittadino Giorgio De Martin.
Capra punta il dito contro la politica di Tremonti, a causa della quale le entrate per Brescia sono diminuite di 8,6 milioni di euro. Tutto ciò si concretizza in un bilancio che prevede «forti tagli in capitoli importanti: meno 4,4 milioni nel budget dei servizi culturali, 1,6 milioni nei servizi scolastici, 1,5 milioni nei servizi sociali e 2,3 nel trasporto pubblico». Contemporaneamente, prosegue Capra, la spesa per investimenti «sarà finanziata in modo consistente da mutui: 15 milioni nel 2011 che salgono a 36 su base triennale. Un aumento mai visto prima». Non solo. rileva anche come la spesa in conto capitale venga sostenuta per «ben il 63% grazie ai ricavi da alienazioni patrimoniali (45 milioni) e il 16% da trasferimenti (11 milioni)». Denaro che arriverà in futuro. Come a dire che «la giunta ora non ha soldi in tasca per investire». E non è una novità se si considera che «nel 2009 il tasso di realizzazione degli investimenti si è attestato al 3% e nel 2010 sarà vicino allo zero».
PURE PER DEL BONO il piano triennale delle opere pubbliche è «modesto e verrà difficilmente messo in pratica perché dipende dalle alienazioni». «Dal 1948 il Comune ha vissuto una stagione di arricchimento – ha spiegato – in termini di patrimoni, quote, servizi. Dal 2008 ad oggi si verifica invece un impoverimento: la vendita per oltre 40 milioni di quote in Serenissima dice qualcosa». Da qui un giudizio politico anche sull’operato del governo: «I Comuni non sono mai stati male come da quando ci sono i federalisti. Sono Continua a leggere

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Rebecchi: «A2A, Brescia diventi cuore del business ambientale»

Nè ritorni al passato nè referendum. Mozioni in commissione, forse. Documenti consiliari, sicuramente. Di certo scelte rispettose di ciò che A2A è diventata, ma nette nel portare a Brescia il cuore «ambientale» dell’azienda e il governo della rete idrica locale. E magari immettere più politica nel consiglio di sorveglianza, più managerialità in quello di gestione. È questa la linea tracciata da Aldo Rebecchi, esponente del Pd di lungo corso, presidente della commissione consiliare sulle partecipate, circa il futuro della multiutility brescian-milanese.
Rebecchi, la commissione che lei presiede ha fatto molte audizioni su A2A. Approderà a un risultato, un indirizzo?
Lo farà, ma tenendo conto di una serie di elementi che rendono A2A una realtà delicata. Brescia controlla il 27% del pacchetto azionario e non è nè proprietaria nè unica azionista. A2A è un’azienda quotata in Borsa e sulle sue sorti sono in campo interessi di soggetti diversi, fra cui migliaia di risparmiatori. Inoltre l’azienda opera su un terreno sensibile come quello dell’energia e dei servizi. Coinvolge migliaia di dipendenti, centinaia di fornitori e ha fior di manager pagati, e bene, per amministrare e far crescere l’azienda. Bisogna sempre tener conto di questa complessità.
Tutto ciò premesso…
La commissione è impegnata in una ricognizione che si sta concludendo. Alla fine la commissione dovrà esprimere alcune linee, Continua a leggere

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