La sfida verde degli Ecodem per una Brescia sostenibile

Dieci buoni motivi per modernizzare l´economia, virando verso una prospettiva sostenibile. Sono le proposte per uscire dalla crisi lanciate dagli Ecodem, l´associazione di ecologisti nel centrosinistra che ha aperto un circolo anche a Brescia nell´autunno 2010.
«AVANZIAMO dieci proposte che possono essere facilmente declinate sul territorio bresciano, ed entrare a far parte dei futuri programmi politici», spiega Paolo Vitale, portavoce degli Ecodem di Brescia, nel presentare il “manifesto verde” insieme ai politici del Pd iscritti agli Ecodem, fra cui il consigliere regionale Giambattista Ferrari, il consigliere provinciale Roberto Cammarata e il senatore Francesco Ferrante. «Principi da tenere presente soprattutto a Brescia, dove si sta facendo tutto ciò che è contrario all´economia verde, come incentivare il consumo di suolo, le autostrade, i mezzi di trasporto vecchi», dice Vitale.
L´economia verde come uno dei pilastri per la ricostruzione dell´Italia, un new deal ecologico che cammina su due gambe, la rivoluzione industriale e tecnologica legata alla green economy e un cambiamento culturale verso una nuova idea di benessere con stili di vita diversi: questa la ricetta di base degli Ecodem, perché «chi cammina con lo sguardo al passato è chi non capisce le potenzialità di questo sviluppo», dice il senatore Ferrante.
FRA LE DIECI proposte figura la modernizzazione ecologica dell´industria italiana (industria dell´automobile, nuovi materiali e chimica verde, industria del riciclo, tecnologie per l´efficienza energetica e rinnovabili, ecodesign), una riforma fiscale ecologica per spostare il carico delle tasse su consumi di materia ed energia, e ancora politiche per tutelare la qualità italiana, un nuovo programma per l´efficienza energetica nell´industria, servizi ed edilizia, arrivando alla metà di elettricità da rinnovabili entro il 2030.
NEL MEMORANDUM degli Ecodem rientra anche la necessità di frenare il consumo di suolo, investire su servizi pubblici locali e mobilità sostenibile, semplificare le procedure intensificando i controlli ambientali, investire su formazione e ricerca per creare un milione di posti di lavoro dall´economia verde.
«In Lombardia scontiamo un grosso ritardo su questi temi – avverte Giambattista Ferrari -. La nostra non è la regione d´eccellenza di cui tanto si parla, perché è la green economy il motore che deve accendere l´economia lombarda».
«SERVE UNA PRESA di coscienza forte della politica su questi temi – aggiunge infine il consigliere provinciale Roberto Cammarata -. L´obiettivo prioritario dev´essere ridurre il più possibile le situazioni di nocività tanto diffuse sul nostro territorio».

Fonte Lisa Cesco Bresciaoggi

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Una risposta a La sfida verde degli Ecodem per una Brescia sostenibile

  1. ocildo scrive:

    Considerando che la provincia di Brescia è tra le prime 3 a livello nazionale in termini di PLV e che, storicamente, risulta essere fra le prime nelle emergenze di tipo ambientale (acque, suoli, BSE, PCB, Direttiva Nitrati ecc..) penso che sia prioritario inserire fra le proposte imprescindibili l’ “agricoltura” in tutte le sue componenti.
    Ritengo a tal proposito che sia necessario tornare all’antica filosofia (a maggior ragione essendo dotati di un brand planetario qual’è l’Italia) che in modo così appassionato stanno proponendo i Petrini ed Olmi con l’Associazione “Terra Madre” e che il bresciano Tarello già nel 500 aveva teorizzato: la “terra”, alla fine del ciclo (rotazione) deve aver mantenuto la stessa fertlità. Ai giorni nostri sarebbe doveroso inserire anche …e lo stesso livello di salubrità…
    Spero che il prossimo assessore regionale all’agricoltura, oltre che essere nostro, non sia un tecnico ma un fiosofo e che, partendo dal nuovo PSR, preveda delle Misure tese a scardinare (con degli incentivi) quel “circolo vizioso” che ormai, dagli anni 70 si è instaurato nella pianura bresciana con la monocoltura.
    Ocildo Stival




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