«Brixia Sviluppo, l´ultima parola alla Corte dei Conti»

Brixia Sviluppo è «scomparsa» confluendo in Brescia Infrastrutture, ma le polemiche non sono ancora finite. Pd, Idv e Sel hanno infatti preparato, come annunciato, un dettagliato esposto alla Corte dei Conti, curato dall´avvocato Lorenzo Cinquepalmi, nel quale chiedono che sia fatta sugli acquisti effettuati dalla società. Dall´ex Oviesse (ora Buonissimo), al terreno di Guidizzolo che avrebbe dovuto ospitare i sinti, fino alla nuova sede della circoscrizione Est a Sanpolino «con spazi sproporzionati alle esigenze di servizio» e alla nuova sede dei vigili in San Faustino «a tre minuti dalla sede di via Donegani e che costerà alla fine 1,7 milioni», ha spiegato il capogruppo Pd Emilio Del Bono
Operazioni – «costose e irragionevoli, condotte non tutelando sul fronte dell´economicità il patrimonio comunale» e – ad eccezione dell´intervento sull´ex Oviesse – «senza un mandato del Consiglio».
L´ESPOSTO vuole chiudere politicamente l´annosa vicenda di un´operazione «gestita – per Del Bono – sotto l´egida di Rolfi, di marca leghista e realizzata per creare un bilancio laterale alle risorse appostate per l´assessorato del vicesindaco». Per fortuna, incalza Del Bono, ora la gestione è nelle mani di una persona «affidabile» come il direttore generale Triboldi: e per fortuna la società «ha chiuso, perché in alternativa avremmo assistito al terzo anno di perdite». Certo, il bilancio finale dice di «15 milioni spesi in una stagione in cui il Comune ne apposta 16,5 di alienazioni immobiliari».
Per Alfredo Cosentini (Idv) l´obiettivo dell´azione legale è capire se ci sia stato un danno erariale mentre Donatella Albini (Sel) ritiene «un dovere civico verso i cittadini» fare chiarezza sulle spese. «L´Amministrazione aveva torto nel creare Brixia Sviluppo – incalza il segretario Pd Giorgio De Martin – tant´è che ha dovuto scioglierla».
L´esposto, assicura Cinquepalmi, è corredato di dati documentali «insuperabili»: dimostrerebbero che il Comune in più di un’occasione ha fatto affari «tutt´altro che buoni». «Con questo chiudiamo una vicenda politica sulla quale il parere è netto e negativo – conclude Del Bono -. Ora la Corte dei Conti dirà la sua».

Fonte: NA.DA. – BresciaOggi

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