Pd, dai parlamentari attacco alla Lega e «avviso» all´Idv

Sono lontane le suggestioni dell´idilliaca atmosfera di Vasto, quando l´alleanza del Partito Democratico con l´Italia dei Valori e Sinistra e Libertà pareva scontata. E le primarie del centrosinistra per la Loggia, che pure il segretario provinciale Pietro Bisinella continua a definire «fondamentali», sembrano ora meno scontate. Sull´onda di un quadro in evoluzione e in attesa delle pieghe che prenderà il dialogo con l´Udc, alleato che fa gola.
IL GOVERNO MONTI.
A fare il punto sulla situazione nazionale e bresciana sono, insieme a Bisinella, i parlamentari bresciani del Pd. Paolo Corsini, Pierangelo Ferrari e Guido Galperti rivendicano un ruolo di primo piano della forza che rappresentano nel cambiamento che ha portato alla caduta del governo Berlusconi.
Del resto, spiega l´ex sindaco Corsini, «se non ci fosse stata la scelta del Pd, perno della svolta, di accettare una maggioranza di costrizione il governo Monti non sarebbe mai nato». Maggioranza di costrizione ma democratica, aggiunge, che «nasce sulla base del ritorno alla spinta della Costituzione». Per Corsini, il governo Monti con la sua «serietà e affidabilità» rappresenta quasi una «svolta antropologica» rispetto ai tempi dei «gaglioffi, dei nani e delle ballerine». Mentre «rigore, stabilità è crescita sono le bussole» da continuare a seguire, finora il partito è stato «essenziale» nel rimodulare gli effetti della manovra (cita tra gli altri i ritocchi alle pensioni, le valutazioni in corso sul tema dei lavoratori precoci ed “esodati” per i quali «anche a Brescia ho avuto incontri con i sindacati»). Secondo Ferrari la decisione del Pd di appoggiare Monti è stato «atto dovuto all´Italia» in un momento in cui «nelle casse del Tesoro non c´erano nemmeno i soldi per pagare gli stipendi». E se la votazione della Camera che ha negato l´arresto di Cosentino «dimostra che non siamo la maggioranza» – aggiunge Galperti -; è vero però che «due partiti sono tornati a parlarsi per salvare il Paese» e «c´è un´agenda del governo che comprende abbattimento del debito, crescita e riorganizzazione dello Stato e a ci atterremo».
LEGA.
Il caso Cosentino è occasione per i parlamentari per fare il punto anche sullo stato di salute della Lega. A livello nazionale, per Corsini, il Carroccio «è il partito della Tanzania». E a Brescia l´ex sindaco chiama in causa l´attuale vicesindaco Rolfi: «Ai tempi della strage Cottarelli mi accusava quasi di esserne il mandante: oggi è lui che (dopo la spaccatura sul sì all´arresto del deputato Pdl accusato di concorso in associazione camorristica, Ndr.) dovrebbe dare qualche spiegazione su come si è comportato il suo partito a Roma nei confronti della camorra». E ne ha pure per il sindaco Adriano Paroli: «L´onorevole lascia a futura memoria il suo memorabile voto per Cosentino». Ferrari invece spera che qui si faccia una campagna per denunciare «l´imbroglio del Carroccio, partito non del Nord, ma dell´intrallazzo». Un assist che Bisinella raccoglie subito, bollando i manifesti antigovernativi che campeggiano in città come «una buffonata».
IDV.
Ma ce n´è anche per gli (ex?) alleati dell´Italia dei Valori che Ferrari annovera, insieme alla Lega e al grillismo, tra i «peggiori populisti». «Non sappiamo come si presenterà al voto il Pd ma non alleato con Di Pietro che spara su di noi e fa demagogia», attacca il deputato. Che avverte: «Anche voi, amici bresciani, non illudetevi: avanti così l´alleanza con il Pd ve la scordate».
LOGGIA 2013.
In un quadro politico così fluido, è sempre più difficile stabilire gli equilibri in vista delle comunali del 2013. I parlamentari e il segretario insistono nel dire che la situazione è in continua evoluzione per cui fare scelte in questo momento sarebbe azzardato. L´ago della bilancia sembra però sempre di più l´Udc con cui per Corsini il confronto «è necessario, comunque vada a finire, per il valore politico in sè che ha questa iniziativa».
Bisinella, che sta lavorando con il segretario De Martin
al progetto del tavolo del centrosinistra e alle consultazioni, sostiene che «si ragiona con tutte le persone di buonsenso», centristi compresi, «tenendo conto anche di ciò che succede a livello nazionale». Pure «la civicità ci interessa anche se le civiche sono diverse una dall´altra». Insomma, sul tavolo ci sono le ipotesi più varie. Intanto, il tempo passa e il momento fissato in prima battuta per le primarie di coalizione, settembre di quest´anno, si avvicina.

Fonte: Natalia Danesi Bresciaoggi

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