Oggi è prevista pioggia. «La strategia del sindaco Adriano Paroli contro le polveri fini è aspettare che il tempo cambi». Il coordinatore Ecodem Paolo Vitali punta l´indice contro quello «strano» giovedì 24, quando all´improvviso le centraline di Broletto e Villaggio Sereno sono scese sotto la soglia di 50 microgrammi per metro cubo e hanno interrotto la serie dei superi che avrebbe portato al blocco del traffico in una domenica a negozi aperti e con Brixia Antiquaria all´Expo. Anzi, «potrebbe usare la stessa strategia per la neve, aspettare che si sciolga anziché spendere 100 mila euro al giorno per spazzarla».
E TUTTAVIA a finire sotto accusa non è solo il provvedimento dei 12 giorni di superi consecutivi in tre centraline su quattro, previsto dal protocollo dei sindaci dell´area critica per arrivare al blocco, provvedimento «scientificamente privo di fondamento che lascia la città dal 15 novembre in balia delle polveri fini». Gli Ecodem bollano come «scandalosa» l´intera politica della Giunta Paroli per il contenimento dell´inquinamento dell´aria. Ieri pomeriggio Vitali, Laura Venturi (circoscrizione centro), Giorgio De Martin (segretario cittadino del Pd) e Angelo D´Errico (esperto di mobilità ciclabile) hanno messo sotto accusa le «false pedonalizzazioni», i «disincentivi» all´uso dei bus, le «cementificazioni» del Pgt.
Contro «l´immobilismo» della Loggia gli Ecodem tornano a proporre limiti di velocità su autostrade e tangenziali, con divieto di sorpasso agli autoveicoli pesanti per tutto il periodo necessario.
«Se si fanno 5 chilometri in tangenziale a 110 all´ora invece che a 80 – esemplifica Vitali – si impiega un minuto in meno ma si aumentano gli ossidi di azoto del 36 per cento e il Pm10 del 23». Chiedono pure di limitare le temperature negli edifici pubblici e privati, avviare «subito» un piano organico della mobilità ciclabile, introdurre targhe alterne e domeniche a piedi con chiusura del centro storico nei week end di dicembre, aumentare la pulizia di strade e marciapiedi. E per il centro, ripristinare le Ztl h24 e far rispettare il limite di 30 all´ora.
«Abbiamo atteso quasi un anno per il provvedimento dei sindaci, che prevede blocchi e targhe alterne ma nessuna misura strutturale – dicono -, e nemmeno questo ha prodotto alcuna decisione significativa. Intanto il sindaco pedonalizza con grande enfasi zone già pedonalizzate». Vitali mostra foto del 2008, quando in piazza Paolo VI «era davvero pedonalizzata». E ora «Paroli vende ancora fumo con piazza Loggia mentre a Milano da gennaio tutto il centro sarà chiuso al traffico».
QUI, INVECE, «sono scomparse le domeniche a piedi che avevano un valore educativo – aggiunge Venturi -, intanto l´Italia è al primo posto tra i paesi industrializzati per tumori infantili da prolungata esposizione al Pm10 (175 per milione di abitanti) e Brescia è tra le città più inquinate d´Italia».
De Martin non attribuisce di certo alla Giunta Paroli il primato dell´inquinamento, ma la «grave colpa di far finta di niente» sì.
«Disincentiva bus e metrò – incalza – e fino a oggi ha permesso alle auto di entrare in centro con pedonalizzazioni false come quella di piazza Loggia che era e torna a essere Ztl dove i residenti possono accedere». D´Errico, poi, aggiunge la «preoccupazione» per un Pgt da tempi di boom economico che «vuole portare Brescia a 230 mila abitanti, e con il raddoppio del Sereno e le cementificazioni fa crescere il bisogno di mobilità».
Fonte Mimmo Varone Bresciaoggi









lasciare che si sciolga ma se poi diventa un lastrone di ghiaccio…..intasa tombini e viabilità, il problema è in inverno con i riscaldamenti, certo usare accortezza nella guida è sempre utile per molteplici motivi, come anche favorire lo smistamento del traffico evitando le fermate dovute a intoppi, creando più sensi unici o rotonde con passi pedonali protetti o più garantiti, incentivando uso di mezzi pubblici uniformando il sistema con opportunità di aumentare la scelte per le migliori coincidenze e raccordi a raggiera ad es da bus a tram o treno e metro, facendo anche più parcheggi gratuiti in zone strategiche, diminuendo così le auto sulle strade lasciandole a chi non riesce a coordinarsi, alla fine riducendo il costo della vita, non solo in termini di tempi