PD la sfida di Bisinella: primarie per gli onorevoli

Premette che «sono e resto bersaniano convinto».
Ag­giunge che la «bellissima» manifestazione di Roma «ha chiarito molto bene il percor­so politico che sta davanti al Pd», che ci sono «tenuta e fi­ducia nel partito».
Pietro Bisi­nella segretario provinciale del Pd bresciano sabato scor­so era a piazza S.Giovanni, ma anche, una settimana pri­ma, a Firenze, alla Leopolda, ad ascoltare il rottamatore Renzi e a invitarlo per un’ini­ziativa a Brescia. «Renzi pone dei temi veri – ribadisce Bisi­nella – e la risposta più intelli­gente a Renzi è stata la stretta di mano vigorosa e serena che gli ha dato Bersani».
Bisinella, dopo le dimis­sioni annunciate di Berlu­sconi le elezioni si avvicina­no, ma il Pd non cresce.
«Se il Pd non va oltre il 27% bisogna riconoscere che c’è un problema».
Quale? Il segretario?
«Certamente no, non è in discussione la leadership. Lo ripeto sono e resto bersania­no convinto, ma credo nella necessità di attivare un per­corso che faccia decollare il partito attraverso novità poli­tiche. Il Pd ha bisogno di pa­dri nobili che però aiutino una generazione nuova a cre­scere».
Il nuovo sono i Renzi?
«Non c’è solo Renzi, ma Zingaretti, Civati, la Serracchiani»
E a Brescia?
«Il rinnovamento a Brescia l’abbiamo già iniziato, io so­no un segretario di 47 anni, il mio vice ne ha due meno di me. E ci sono tanti giovani amministratori».
Pensa ad un rinnovamen­to anche a Roma?
«In segreteria ho proposto le primarie per la scelta dei candidati al parlamento, tra iscritti o elettori non so, lo decideremo, l’importante è che ci sia un rinnovamento, i messaggi diventano credibili quando viaggiano su volti e gambe nuove».
I parlamentari bre­sciani sono tre. Guido Galperti è solo al pri­mo mandato. Paolo Cor­sini e Pierangelo Ferrari invece al secondo. Devo­no fare un passo indietro?
«Bisogna chiedere ai bre­sciani da chi vogliono essere rappresentati oggi. Certo, qualche passo indietro dareb­be la possibilità a una classe nuova di emergere. Se i giova­ni amministratori chiedono spazio e dimostrano capacità, qualcun altro deve fare un passo indietro. Il coraggio e il rispetto delle tradizioni, delle storie e delle biografie sono importanti, ma anche il corag­gio di costruire qualcosa di nuovo. Altrimenti il Pd non va avanti».
Lei pensa di mettersi in gioco e candidarsi?
«Come segretario ho il do­vere di dire queste cose, ne di­scuteremo negli organi com­petenti, sceglierò che fare a seconda delle risposte che avrò. Voglio fare questa batta­glia con la mia gente, vado tutte le sere nei circoli e il ma­lessere lo sento. Anche chi ci rappresenta a Roma stia a fianco della nostra gente».

Fonte: Italia Brontesi – Corriere della Sera Ed. Brescia

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Una risposta a PD la sfida di Bisinella: primarie per gli onorevoli

  1. Alberto Trestotti scrive:

    Bravo, servono assolutamente le primarie sul territorio, aperte a tutti, non solo agli iscritti. Così si evitano i giochetti e le correntine ed i politici più che contarsi tra loro devono parlare con la gente.




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