Il Pd insiste: «Impossibile votare al buio»

«Ma che formalismo e formalismo», Aldo Boifava del Pd non ci sta a che la posizione dei democratici passi per mera cavillosità. «La documentazione non c’era e avevamo appena appreso che la Vas aveva bocciato 12 ambiti. Non potevamo votare senza le carte. Eppure il presidente della commissione Toma voleva che si votasse come se non ci fosse quel fatto nuovo delle 12 aree da rivedere». Il Pd che s’è alzato e ha abbandonato la commissione dopo averne ottenuto una sospensione (richiesta anche da Castelletti, Sinistra e Idv) ha una tesi su quanto è accaduto: «Non è un caso che si faccia tutto di corsa: dietro alla fretta c’è la volontà di non offrire occasioni di approfondimento e così bloccare le critiche sul merito del piano». Non è colpa degli uffici, «che anzi ringraziamo. Hanno fatto il possibile in queste settimane convulse. La colpa è dei tentennamenti dell’assessore».
PER ALFREDO BAZOLI è comunque tardi «molti ragionamenti sul Pgt andavano fatti prima. Il Pgt è un’occasione di discussione per tutta la città ed è stata un’occasione persa. Dopo 2 anni di istruttoria tutto è stato compresso in due mesi con agosto di mezzo. Senza andare lontano, a Bergamo sul Pgt ci sono state 10 sedute del consiglio, qui una». Emilio Del Bono sintetizza: «Sembra il Pgt di un’altra città». E aggiunge che «dà un colpo mortale all’ambiente, un’altro al commercio e svalorizza il patrimonio esistente». E critica perequazione e compensazione, strumenti «usati senza logica che non sia quella di dare diritti di edificabilità a qualcuno». Secondo Bazoli «non si favoriscono neppure i costruttori, ma la rendita, cosa che è l’opposto di quello che ci vorrebbe per favorire il rilancio in un momento di crisi economica».
Di un Pgt «senz’anima e senza prospettive per i bambini e gli utenti deboli» il Pd ha invece parlato durante l’iniziativa “Una città bella per tutti” organizzata ieri pomeriggio al Parco Gallo di Brescia Due. Una occasione per incontrare i bresciani e ascoltare le loro proposte. Così, in un clima di allegria, mentre i bambini giocavano poco più in là e qualcuno era in coda per firmare per il referendum sulla legge “porcellum”, i coordinatori dei circoli Famiglia, Disabilità e Bambini hanno intrecciato le loro voci con quelle del segretario Giorgio De Martin, del consigliere regionale Giambattista Ferrari e il capogruppo in Loggia Del Bono, tutti uniti per dire che «i nostri figli meritano di più».
«La nostra città è tra le più inquinate d’Europa e nel nuovo Pgt non c’è una sola misura per ridurre l’inquinamento ma solo ulteriore consumo di suolo agricolo e interventi di mobilità a misura di automobile» ha detto Del Bono. Mentre Laura Venturi ha sottolineato come l’amministrazione sia ormai dimentica di una ampia fascia della popolazione, quella dei disabili e dei bambini.

Fonte: Eugenio Barboglio su BresciaOggi

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